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"Asp di Catanzaro: non compra i farmaci e fa piu' vittime della malattia"

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CATANZARO, 10 FEBBRAIO - “Non sappiamo se quanto si sta verificando all’interno dell’Asp di Catanzaro abbia connotazioni di interruzione di servizio e di continuità assistenziale e, se ci siano gli estremi di un eventuale reato – questo lo dovrà valutare l’Autorità Giudiziaria – fermo restando che la notizia, già di per se è evidenza, ma resta il fatto che se vero – usiamo il condizionale come gesto di cortesia – siamo veramente arrivati al capolinea.

E’ notizia di questi giorni che le Farmacie Territoriali afferenti all’Asp di Catanzaro, sembrerebbe siano sprovviste di farmaci e di tutti i presidi medici – salvavita o vitali – che devono essere forniti ai cittadini, per la prosecuzione di cure prescritte atte a garantire l’integrità dei pazienti e peraltro prescritte molte volte dai medici stessi dell’Asp territoriale. Domandarsi perché, resta soltanto un esercizio dialettico. Nemmeno il personale medico presso le Farmacie Asp riesce a darne una spiegazione, riesce ad indicare i tempi del disservizio, riesce ad ipotizzare una soluzione, salvo il fatto che la responsabilità sia ascrivibile ad un nuovo programma gestionale. Resta il fatto che le Farmacie sono sprovviste di farmaci e di tutti gli alimenti anche salvavita come quelli per la nutrizione enterale. Si scarica la responsabilità ad un software di gestione (?), mentre chi dovrebbe governare i processi fa con semplicità comica “spallucce”.

Il blocco degli acquisti e della fornitura dei farmaci è un ulteriore pericolo per la salute dei catanzaresi, in un quadro già abbastanza preoccupante, che vede il bisogno di sanità sottomesso ad un reticolo di interessi forse non tanto narrabili. Peraltro l’Asp di Catanzaro non ha mai brillato in trasparenza, oggi questa è un ulteriore conferma.

La stessa poca luce che illumina – forse – sul palcoscenico degli “accrediti” quelli che ballano la macarena e ricevono per “primi” standing ovation e moneta. Diversamente dagli altri – i secondi – che certi della sostanza e della qualità offerta, non avvezzi al ballo sociale non ricevono applausi e, si devono mettere in coda per la moneta. Continua la regola del comparaggio sanitario che non è elemento di valutazione per il miglioramento dei valori Lea, ma che resta blasone e titolo accademico per la Calabria (in)sanity”.

Notizia segnalata da: (Alfredo Serrao – Presidente I Quartieri)

 

Redazione

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