Reggio Calabria - È massimo stato d’allerta, oramai, negli uffici giudiziari di Reggio Calabria, sotto assedio da continue minacce ed intimidazione sempre più pressanti e crescenti. Non c’è alcun dubbio, infatti, che l’attentato ai danni del Procuratore Generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, porti la firma della criminalità organizzata. [MORE]
L’auto blindata su cui viaggiava Di Landro, ha infatti, ad un certo punto, perso una ruota alla quale erano stati svitati quattro bulloni su cinque ed il restante, in uno dei suoi primi utilizzi in città, non ha retto la pressione del movimento.
Sembra assurdo ipotizzare che il veicolo sia stato manomesso a Roma, da dove proviene, per essere stato dato in uso al Procuratore, perché il solo bullone, non avrebbe certo resistito ad un viaggio di più di 600 km ad alta velocità, senza cedere, per poi staccarsi nelle strade urbane reggine.
L’automobile, dunque, è stata certamente manipolata a Reggio Calabria, ma questa certezza apre ancor più ad uno scenario di timore e sconcerto, perché tutte le vetture della Procura Generale, quando non vengono utilizzate, restano in sosta nel parcheggio sotterraneo del Ce.dir di Reggio e qui sottoposte a sorveglianza anche telematica .