Australia offre soldi agli scafisti per portare indietro gli immigrati

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CANBERRA, 13 GIUGNO 2015 - Il governo australiano parla di approccio "incredibilmente cre...

 CANBERRA, 13 GIUGNO 2015 - Il governo australiano parla di approccio "incredibilmente creativo" al blocco dell’immigrazione illegale dall’Asia via mare. Stando all’indiscrezione riportata dal sito della Bbc, il governo avrebbe pagato trafficanti indonesiani per far tornare indietro un'imbarcazione con a bordo 65 rifugiati.

La tesi è confermata dal fatto che lo stesso premier aussie, Tony Abbott, non ha smentito la notizia. "Siamo pronti a ricorrere a metodi alternativi", ha dichiarato il capo di governo. La notizia è circolata nei giorni scorsi, supportata da alcune testimonianze. In primis quella di James Lynch, portavoce per l'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite. "La barca è stata salvata dalla marina indonesiana il 31 maggio, abbiamo intervistato i 65 passeggeri a bordo e hanno detto che l'equipaggio ha ricevuto un pagamento", ha dichiarato Lynch. Il ministero degli Esteri di Giacarta si è detto "molto preoccupato" per il presunto "incentivo".

I profughi, provenienti da diversi Paesi asiatici (Thailandia, Myanmar, la stessa Indonesia), dopo essere stati intercettati in avvicinamento all'Australia, avrebbero atteso quattro giorni prima di essere reimbarcati per l'Indonesia. La quota versata da Canberra sarebbe stata di 5mila dollari australiani (circa 3mila 500 euro) per ogni trafficante. Abbott non conferma l'accaduto, ma svela come l'Australia sia alla ricerca di nuovi mezzi per contrastare il flusso di migranti. "Stiamo sviluppando strategie creative per bloccare le barche di migranti. Abbiamo fermato questo commercio e faremo di tutto perché lo rimanga", ha affermato il Primo ministro.

L’idea degli australiani non pare poi così ingegnosa soprattutto perché pagamementi del genere rischiano semmai d’incentivare il traffico più che di scoraggiarlo, oltre a non offrire nessuna garanzia che una volta intascata la mancia, scafisti e migranti non riprendano la loro strada come se nulla fosse dopo il ristoro a spese di Canberra.

 

Luna Isabella

(foto da infooggi.it)

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