Autotrasportatori calabresi sospendono la protesta dopo sei giorni
Blocchi tir sospesi in Sicilia e Calabria ma il Sud resta in affanno per i rifornimenti
Il Governo prepara nuovi aiuti per autotrasporto e agricoltura mentre proseguono i controlli sui presidi stradali e cresce la preoccupazione per supermercati imprese e servizi essenziali
Si apre una fase di confronto nella protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante. In Sicilia e Calabria le organizzazioni che mantenevano il fermo hanno annunciato la sospensione, dopo giorni di difficoltà nella circolazione delle merci. Restano però le conseguenze sulle forniture alimentari, sulle attività produttive e sulla distribuzione dei carburanti.
La ripartenza dei camion rappresenta un passaggio decisivo, ma non coincide con il ritorno immediato alla normalità. Occorre recuperare le consegne arretrate, rifornire i punti vendita e ricostituire le scorte delle imprese, soprattutto nei comparti che lavorano prodotti freschi e deperibili.
Sicilia e Calabria sospendono la protesta degli autotrasportatori
In Sicilia, la svolta è arrivata dopo l’incontro in Prefettura a Catania. Gli aderenti all’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che mantenevano i presidi lungo la Messina Catania, davanti al porto di Palermo e in altri punti della rete stradale, hanno deciso di interrompere i blocchi.
Il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi, ha collegato la decisione alle rassicurazioni ricevute sulla partecipazione dell’associazione ai tavoli nazionali dedicati all’autotrasporto. La sospensione segue la precedente revoca del fermo annunciata dal Comitato trasportatori siciliani.
Anche in Calabria, Fedralog ha comunicato lo stop all’astensione. La federazione ha motivato la scelta con la responsabilità verso cittadini, imprese e collettività, concedendo fiducia al Governo in attesa del confronto con il ministro Matteo Salvini, previsto per il 27 ottobre.
La mobilitazione calabrese resta quindi legata all’esito della trattativa. In assenza di risposte considerate adeguate, Fedralog ha prospettato un corteo di mezzi diretto a Roma.
Il Governo prepara il decreto per autotrasporto e agricoltura
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i rappresentanti del Governo per affrontare l’emergenza dei blocchi stradali e le difficoltà del settore.
Al vertice hanno partecipato i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i ministri Francesco Lollobrigida e Matteo Piantedosi e i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano.
L’intervento dell’esecutivo si sviluppa su due fronti: assicurare la circolazione delle merci e predisporre un decreto legge con misure per l’autotrasporto e risorse per l’agricoltura.
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato l’avvio dell’erogazione dei fondi destinati agli autotrasportatori, affiancando all’impegno economico la richiesta di rimuovere i blocchi.
Per le imprese del settore, il punto centrale resta il rapporto tra costo del carburante e sostenibilità dei trasporti. Gli aiuti annunciati e il successivo confronto ministeriale saranno quindi determinanti per capire se la sospensione potrà trasformarsi in una soluzione duratura.
Controlli sui presidi e scorte ai camion per garantire le consegne
Sul versante dell’ordine pubblico, il Viminale ha intensificato i controlli sui presidi che ostacolano la viabilità, con particolare attenzione alla Campania.
Il bilancio comunicato comprende 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate sul piano amministrativo.
Parallelamente, le forze dell’ordine hanno accompagnato i mezzi impegnati nelle consegne. Sono circa 500 gli autotrasportatori scortati, con un servizio previsto anche per chi ne faccia richiesta per continuare a lavorare in sicurezza.
La priorità indicata dal Governo riguarda la distribuzione dei beni di prima necessità, dagli alimenti ai farmaci, e la possibilità di effettuare regolarmente le operazioni di carico e scarico.
Nel Casertano sono stati inoltre segnalati episodi di intimidazione, tra cui pneumatici tagliati ai camion di conducenti intenzionati a ripartire.
Supermercati e ristorazione alle prese con le mancate forniture
Le conseguenze più visibili del fermo dei tir hanno interessato la distribuzione alimentare. In diverse aree di Campania, Puglia e Calabria sono state segnalate carenze di carne, frutta, latte fresco, acqua minerale e altri prodotti.
Anche in Sicilia, i giorni di consegne saltate hanno lasciato vuoti numerosi scaffali. Il problema riguarda soprattutto gli alimenti con una durata limitata, per i quali la regolarità dei trasporti è essenziale.
Secondo il quadro segnalato da Confesercenti, le difficoltà di approvvigionamento alimentare coinvolgono quattro aziende su dieci nel Mezzogiorno.
Le ripercussioni raggiungono anche la ristorazione. Aigrim Fipe, l’associazione delle imprese di grande ristorazione, ha evidenziato come la mancanza di materie prime stia determinando la chiusura di diversi ristoranti nel Sud.
Napoli e Bari lanciano l’allarme sui servizi urbani
L’emergenza logistica coinvolge anche il funzionamento delle città. I sindaci di Napoli, Gaetano Manfredi, e di Bari, Vito Leccese, hanno richiamato l’attenzione sul rischio di paralisi e sulle difficoltà nella gestione dei rifiuti.
I due amministratori hanno chiesto al ministro Salvini di anticipare il confronto con gli autotrasportatori fissato per il 27 ottobre, sottolineando l’urgenza di ripristinare la continuità dei servizi.
Il blocco della circolazione dei mezzi pesanti, infatti, può ripercuotersi sia sull’arrivo delle forniture sia sulle attività necessarie alla gestione quotidiana dei centri urbani.
Agricoltura e industria alimentare temono nuove perdite
Per le filiere agricole e alimentari, i ritardi nelle consegne si traducono in un doppio problema: i prodotti faticano a raggiungere i mercati e gli stabilimenti rischiano di non poter proseguire regolarmente la lavorazione.
Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha lanciato l’allarme sul rischio di blocco della produzione, con possibili conseguenze pesanti per l’intero comparto.
Legacoop Agroalimentari ha invece stimato in circa 30 milioni di euro, nell’arco di cinque giorni, i danni relativi al solo kiwi giallo.
Gli industriali di Campania e Puglia hanno segnalato imprese in condizioni di forte difficoltà. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha evidenziato il rischio che il protrarsi dell’emergenza ricada contemporaneamente sugli agricoltori e sui consumatori.
Carburante negli aeroporti e materiali edili tra le criticità in Calabria
In Calabria, le interruzioni dei rifornimenti hanno interessato anche gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria, dove è stato segnalato l’esaurimento del carburante disponibile.
Si tratta di una criticità che coinvolge l’organizzazione degli approvvigionamenti aeroportuali e si aggiunge ai problemi già registrati nella distribuzione delle merci.
Sul fronte delle costruzioni, Ance Calabria ha segnalato le prime carenze di acciaio e bitume. La disponibilità dei materiali diventa quindi un ulteriore elemento da monitorare per la continuità dei cantieri.
A Termoli il pesce resta sul mercato locale e costa meno degli ortaggi
La crisi dei trasporti produce effetti diversi a seconda dei territori. A Termoli, in Molise, la difficoltà a spedire il pescato verso altre destinazioni ha aumentato la disponibilità di pesce sui banchi locali.
Gli operatori raccontano di prodotti freschi rimasti al porto in attesa di un trasportatore e successivamente proposti nei mercati cittadini. In alcuni casi, con cinque euro è possibile acquistare scampi, gamberi o cicale di mare, con una convenienza che i venditori descrivono come superiore a quella di alcuni ortaggi.
L’abbondanza dell’offerta, tuttavia, non basta a sostenere gli incassi. Al mercato di San Timoteo, gli esercenti segnalano pochi clienti e acquisti contenuti, nonostante i banchi riforniti.
Anche i coltivatori diretti risentono della debolezza dei consumi. La filiera corta consente di continuare a vendere senza dipendere dalle lunghe percorrenze, ma le famiglie acquistano quantità ridotte e selezionano con maggiore attenzione la spesa.
Il caso di Termoli mostra come un’interruzione logistica possa creare contemporaneamente carenze in alcune destinazioni e abbondanza nei luoghi di produzione, senza garantire un vantaggio economico a chi vende.
Il confronto del 27 ottobre decisivo per il settore
Le associazioni economiche chiedono il ripristino della circolazione e risposte rapide. Il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, ha sollecitato un intervento per garantire il movimento delle merci, mentre il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha richiamato alla responsabilità e alla ricerca di soluzioni efficaci.
Dopo la sospensione dei blocchi in Sicilia e Calabria, l’attenzione si concentra sull’attuazione degli aiuti e sul tavolo del 27 ottobre.
Per cittadini e imprese, il primo segnale concreto sarà la regolarità delle consegne. La ripresa dei trasporti dovrà consentire di recuperare gli arretrati e ridurre le difficoltà che, dai supermercati ai cantieri, hanno attraversato numerosi settori dell’economia meridionale.
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