La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti non si ferma, soprattutto nel Mezzogiorno. Nonostante il governo abbia annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro e promesso ulteriori risorse, le organizzazioni del settore proseguono la mobilitazione per chiedere interventi strutturali sui costi del gasolio e maggiore tutela per le imprese.
La situazione in Sicilia e Puglia
In Sicilia il fermo è stato revocato, ma lo stato di agitazione resta attivo: gli autotrasportatori mantengono alta la guardia in attesa di risposte concrete. In Puglia la revoca è solo parziale: i presidi di protesta restano operativi, in particolare quelli di Cerignola e Poggio Imperiale, anche se è stata garantita la consegna delle merci deperibili per evitare ripercussioni sulla filiera agroalimentare.
Calabria e Campania verso il confronto con Salvini
In Calabria e Campania i blocchi proseguiranno almeno fino al 27 ottobre, data in cui è previsto un nuovo confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Sarà un passaggio decisivo per capire se le richieste della categoria troveranno ascolto.
Fedralog non soddisfatta
La Fedralog ha espresso insoddisfazione per l'esito del confronto tenutosi in Prefettura a Milano, segnalando che le misure annunciate non bastano a compensare l'impatto del caro carburanti sui bilanci delle aziende. La protesta, quindi, continua a tenere banco nel Sud Italia, con riflessi su viabilità e approvvigionamenti.