Autotrasportatori in Campania tra proteste e intimidazioni: camion danneggiati e blocchi stradali
La protesta degli autotrasportatori in Campania si sta trasformando in un caso preoccupante per l'ordine pubblico e per l'economia del Mezzogiorno. Nelle ultime ore sono stati segnalati episodi di intimidazione ai danni di camionisti che non aderiscono allo sciopero: tra Napoli e Caserta alcuni mezzi pesanti sono stati trovati con le ruote tagliate, un atto vandalico che impedisce di fatto ai conducenti di mettersi in viaggio e di lavorare. A Teano, il blocco del casello autostradale ha lasciato diversi camion fermi da tre giorni, con ripercussioni sulla circolazione delle merci e sull'approvvigionamento di numerose attività.
La situazione a Teano e nel Casertano
Il presidio di Teano, lungo l'autostrada, è uno dei punti più critici della protesta. Qui i camion sono fermi da giorni e gli autotrasportatori lamentano di non poter proseguire il viaggio. La situazione ha spinto le autorità a intervenire per identificare i responsabili dei blocchi, come riferito dal Viminale. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ricordato che impedire il passaggio dei soli camion lasciando transitare le automobili configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive.
L'allarme dei sindaci di Napoli e Bari
I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Antonio Decaro, hanno lanciato un appello al governo: «La situazione nel Mezzogiorno è estremamente critica, rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. Chiediamo al governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre». La preoccupazione è legata soprattutto ai possibili effetti sulla raccolta dei rifiuti e sui servizi essenziali, già messi a dura prova dalla protesta.
Le richieste delle associazioni di categoria
Conftrasporto e Confcommercio hanno chiesto un intervento immediato del governo per ripristinare la libera circolazione delle merci. «È inaccettabile che i gruppi di protesta blocchino l'attività di migliaia di imprenditori che non aderiscono alla contestazione e che oggi si trovano bloccati per le strade senza poter continuare a lavorare. I danni che si stanno producendo al sistema economico sono ingenti», hanno dichiarato in una nota congiunta. Le associazioni sottolineano che a pagare il conto sono soprattutto le imprese estranee alla protesta, costrette a fermarsi e a subire perdite economiche.
L'allarme del viceministro Rixi: rischio infiltrazioni criminali
Il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, è intervenuto con toni duri: «Chiediamo di smobilitare i blocchi, anche perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti a ospedali e supermercati. Temiamo infiltrazioni di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l'autotrasporto». Il riferimento è alla possibilità che dietro i picchetti più aggressivi si nascondano gruppi criminali interessati a sfruttare il caos per altri fini, un timore che aumenta la tensione intorno alla protesta.
Le conseguenze per l'economia e i servizi
I blocchi stradali stanno mettendo in ginocchio la logistica del Sud. Oltre ai danni diretti agli autotrasportatori, si registrano ritardi nelle consegne e difficoltà negli approvvigionamenti a ospedali e supermercati, come denunciato dal viceministro Rixi. Le città di Napoli e Bari rischiano di rimanere senza rifornimenti essenziali, mentre le imprese chiedono che venga ripristinata al più presto la libera circolazione. Il governo è chiamato a un intervento rapido per evitare che la situazione degeneri ulteriormente.
La protesta degli autotrasportatori, iniziata per rivendicare migliori condizioni economiche e normative, sta quindi assumendo contorni sempre più complessi, tra intimidazioni, blocchi stradali e il rischio di infiltrazioni criminali. L'auspicio delle istituzioni è che si arrivi a una smobilitazione rapida e a un tavolo di confronto che possa risolvere le istanze di categoria senza ulteriori danni per il sistema economico e per i cittadini.
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