Autotrasportatori in protesta contro il caro carburanti, disagi al Sud

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La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti sta causando disagi in diverse regioni del Sud Italia. I camionisti hanno organizzato presidi e blocchi stradali per denunciare l'aumento insostenibile dei prezzi del gasolio, che sta mettendo in ginocchio il settore. La situazione è particolarmente critica in Calabria, Sicilia, Campania e Puglia, dove si registrano rallentamenti alla circolazione e problemi nelle forniture.

La richiesta di Conftrasporto

Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, ha lanciato un appello al governo: "Chiediamo una convocazione urgente delle associazioni d'autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale". La mobilitazione, quindi, potrebbe estendersi a tutto il Paese se non si troverà una soluzione. Intanto, i presidi proseguono e i disagi si accumulano.

I blocchi e i disagi

In Calabria non ci sono veri e propri blocchi, ma i camion si posizionano ai lati delle strade sotto il controllo delle forze dell'ordine, causando comunque disagi alla circolazione a causa del restringimento della carreggiata. Sono stati organizzati una quindicina di presidi, tra cui nelle zone dell'aeroporto di Lamezia Terme, del porto di Gioia Tauro e degli svincoli dell'A2. In Sicilia, i camion restano parcheggiati nei piazzali, mentre in Campania si segnalano rallentamenti sull'A1 e sull'A30. Anche in Puglia e Calabria si registrano scaffali vuoti nei supermercati, soprattutto nei reparti di frutta e verdura, a causa delle mancate consegne.

Le conseguenze per i cittadini

I disagi non riguardano solo gli autotrasportatori, ma anche i consumatori. La riduzione delle forniture sta provocando carenze di prodotti freschi in diversi supermercati del Sud. La situazione potrebbe peggiorare se la protesta dovesse protrarsi o estendersi ad altre regioni. Le associazioni di categoria chiedono un intervento immediato del governo per calmierare i prezzi dei carburanti e evitare un fermo nazionale che avrebbe conseguenze devastanti sull'economia e sulla vita quotidiana dei cittadini.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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