Autovelox, entra in vigore il nuovo decreto: stop a 850 dispositivi non omologati e nuove regole in tutta Italia
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto atteso da oltre trent'anni: cambiano le regole per autovelox, omologazione, multe e controlli della velocità
Dopo oltre 34 anni di attesa, diventa finalmente operativa la nuova disciplina nazionale sugli autovelox. Con la pubblicazione del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in Gazzetta Ufficiale, vengono introdotte regole uniformi per l'omologazione, la taratura e la verifica del corretto funzionamento dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.
L'obiettivo del provvedimento è mettere fine alle numerose controversie che negli ultimi anni hanno interessato le multe per eccesso di velocità, garantendo maggiore certezza giuridica sia agli automobilisti sia alle amministrazioni locali.
Autovelox non omologati: circa 850 dispositivi saranno spenti
L'effetto più immediato del nuovo decreto riguarda gli autovelox privi di omologazione, che non potranno più essere utilizzati fino al completamento delle procedure previste dalla nuova normativa.
Secondo i dati diffusi dal Ministero:
- 3.150 autovelox risultano già pienamente conformi e possono continuare a funzionare;
- circa 850 dispositivi dovranno invece ottenere la necessaria omologazione prima di poter tornare in servizio.
Il decreto introduce quindi un quadro normativo unico, superando le differenze interpretative che avevano alimentato un elevato numero di ricorsi negli ultimi anni.
Perché il tema degli autovelox è diventato così controverso
Negli ultimi anni numerose sentenze hanno evidenziato la distinzione tra approvazione tecnica e omologazione ministeriale.
Molti dispositivi erano stati semplicemente approvati dal Ministero, ma non risultavano formalmente omologati secondo quanto richiesto dalla normativa. Proprio questa differenza ha consentito a migliaia di automobilisti di contestare le sanzioni elevate attraverso tali apparecchi.
In particolare, diverse pronunce della magistratura e della Corte di Cassazione hanno stabilito che la mancanza dell'omologazione può incidere sulla validità degli accertamenti, aprendo un vasto contenzioso tra cittadini ed enti locali.
Con il nuovo decreto il Governo punta a eliminare definitivamente queste incertezze.
Come cambia l'omologazione degli autovelox
Il decreto distingue i dispositivi in base alla data della loro approvazione.
Autovelox approvati prima di giugno 2017
Per gli apparecchi autorizzati prima del giugno 2017 non scatterà un'omologazione automatica.
Sarà infatti necessario verificare:
- la documentazione tecnica;
- le prove di funzionamento;
- la corretta taratura;
- gli ulteriori requisiti previsti dal decreto.
Solo dopo il completamento positivo delle verifiche potranno essere nuovamente utilizzati.
Autovelox approvati dopo giugno 2017
Diversa la situazione per i dispositivi approvati successivamente al giugno 2017.
Per questa categoria il decreto prevede una procedura di omologazione automatica, consentendo la prosecuzione dell'attività senza ulteriori passaggi particolarmente complessi.
Salvini: basta autovelox fantasma
Commentando l'entrata in vigore del provvedimento, il ministro Matteo Salvini ha parlato di una svolta destinata a riportare ordine nel settore.
Secondo il titolare del MIT, il nuovo sistema consentirà di eliminare gli "autovelox fantasma", spesso contestati dagli automobilisti perché installati senza adeguate garanzie amministrative, riportando il controllo della velocità alla sua funzione principale: la sicurezza stradale.
Il nodo dei ricorsi e delle multe
Il decreto arriva dopo mesi caratterizzati da forte incertezza.
Dalla primavera del 2024, infatti, numerose decisioni giudiziarie hanno alimentato un incremento dei ricorsi contro le multe rilevate dagli autovelox, mettendo in discussione la validità delle sanzioni elevate tramite dispositivi privi della necessaria omologazione.
Anche le associazioni dei consumatori avevano chiesto un intervento normativo per uniformare le regole e ridurre il contenzioso.
Secondo una precedente stima di Assoutenti, una parte significativa degli autovelox installati in Italia presentava criticità sotto il profilo dell'omologazione, rendendo necessario un intervento legislativo chiarificatore.
Multe con autovelox: gli incassi dei Comuni nel 2025
Nel corso dell'ultimo anno gli incassi derivanti dalle multe per eccesso di velocità sono diminuiti dell'8,9%, per un totale di circa 56,5 milioni di euro.
Tra le città con i maggiori introiti figurano:
- Firenze: 19,7 milioni di euro;
- Bologna: 9,2 milioni;
- Milano: 6,9 milioni;
- Genova: 4,8 milioni;
- Palermo: 4,2 milioni.
In controtendenza alcuni Comuni hanno registrato una forte riduzione degli incassi, come Roma, Bari e Trieste, mentre aumenti significativi sono stati rilevati ad Ancona, Genova e Cagliari.
Tra i casi più particolari segnalati dal Codacons figurano anche piccoli Comuni che hanno incassato somme molto elevate grazie ai controlli della velocità, come Galatina in Puglia, alcuni centri attraversati dalla strada Telesina in Campania e Colle Santa Lucia, piccolo comune delle Dolomiti.
Cosa cambia ora per gli automobilisti
L'entrata in vigore del decreto rappresenta una delle riforme più importanti degli ultimi anni in materia di autovelox.
Le nuove regole puntano a garantire controlli più trasparenti, dispositivi certificati e una maggiore certezza nella validità delle sanzioni. Per gli enti locali sarà necessario verificare che tutti gli apparecchi rispettino i requisiti previsti, mentre gli automobilisti potranno contare su un sistema uniforme valido su tutto il territorio nazionale.
La riforma mira così a coniugare sicurezza stradale, tutela dei cittadini e riduzione del contenzioso legato alle multe per eccesso di velocità.