Azienda Zero, la CSA-Cisal chiede chiarezza su obiettivi e fondi «Il personale non può lavorare al buio»

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Il sindacato richiama la responsabilità dell’ente nel governo della sanità calabrese: «L’attenzione ai lavoratori non può essere rinviata».

Obiettivi da chiarire, risorse contrattuali da documentare e un tavolo negoziale da avviare. La CSA-Cisal, attraverso Gianluca Tedesco, Vice-Coordinatore Nazionale e Responsabile Territoriale del Dipartimento “Regioni e Province”, chiede ad Azienda Zero risposte scritte sulle annualità 2025 e 2026 e tempi definiti per la contrattazione integrativa del personale del Comparto Sanità. Al centro dell’iniziativa, la coerenza tra il ruolo dell’ente nella sanità calabrese e le regole della sua organizzazione interna.

Secondo le segnalazioni raccolte dal sindacato, al personale interessato non risulterebbero formalmente comunicati i risultati attesi, individuali o di gruppo, e i relativi criteri di valutazione. Per il 2025 e il 2026, l’organizzazione sindacale formula una richiesta di verifica degli atti di assegnazione e comunicazione degli obiettivi, delle regole applicabili e dello stato delle valutazioni.

Non è soltanto una questione interna. Azienda Zero è stata istituita per rafforzare la programmazione, il coordinamento e l’efficienza della sanità calabrese. Per la CSA-Cisal, proprio questa responsabilità rende essenziale che l’ente possa contare su obiettivi comunicati, risorse contrattuali definite e regole trasparenti per il personale. La richiesta del sindacato non mette in discussione il progetto: chiede che alle sue finalità corrispondano condizioni organizzative concrete per realizzarle.

In questo scenario, tutela dei lavoratori e qualità dei servizi erogati alla cittadinanza rappresentano due facce della stessa medaglia: lasciare il personale «al buio», privo di certezze organizzative e di una chiara programmazione, si riflette inevitabilmente sull’efficacia dell’assistenza sanitaria offerta ai calabresi. L’efficienza di un grande ente di coordinamento passa inevitabilmente dalla serenità e dalla valorizzazione di chi è in prima linea ogni giorno.

«Azienda Zero è chiamata a dare una direzione al sistema sanitario regionale: chi vi lavora deve conoscere la propria. Chiediamo obiettivi chiari, certezza delle risorse contrattuali e un calendario per il confronto», dichiara Tedesco. Sulle conseguenze per valutazioni e premi, il sindacato chiede una verifica degli atti e delle regole applicabili, senza anticipare conclusioni sui singoli casi: la mancata comunicazione degli obiettivi non comporta, da sola, l’invalidità delle valutazioni, la perdita del premio o il suo riconoscimento automatico.

Sul piano economico e contrattuale, la CSA-Cisal evidenzia che non risultano formalmente costituiti e certificati il Fondo incarichi, progressioni economiche e indennità professionali e il Fondo premialità e condizioni di lavoro. Ha inoltre segnalato il mancato avvio della contrattazione integrativa. Il sindacato chiede la documentazione sulle risorse e sulla loro destinazione, la convocazione del tavolo negoziale e un percorso concreto verso il Contratto Collettivo Integrativo.

«Credo nel valore di Azienda Zero. Proprio per questo ritengo che l’attenzione ai lavoratori non possa essere rinviata a quando tutto il resto sarà a regime», afferma Tedesco. «Le persone non sono un capitolo da affrontare dopo: sono quelle che devono rendere concreto il progetto, ogni giorno. Comprendiamo le difficoltà di costruire una nuova organizzazione, ma questo non può giustificare un’attesa senza scadenza. I lavoratori hanno bisogno di risposte adesso, attraverso l’attivazione degli istituti contrattuali che ne riconoscano il contributo e ne valorizzino la professionalità, anche sul piano economico. Servono atti, date e responsabilità chiare. Il cambiamento acquista credibilità quando chi lo deve realizzare viene messo nelle condizioni di farlo».

«Non trattamenti di favore, ma certezza delle regole», sottolinea Pasquale Santaguida, Rappresentante Sindacale Aziendale di Azienda Zero. Le richieste riguardano anche opportunità trasparenti di crescita professionale e dotazioni informatiche aziendali adeguate al lavoro quotidiano, oltre alla chiarezza sulle competenze relative a obiettivi, valutazioni e trattamenti economici del personale trasferito dalle ASP.

Un’attenzione specifica riguarda il personale del SUEM 118 interessato dal trasferimento dalle ASP ad Azienda Zero. Per loro, aggiungono Tedesco e Santaguida, occorre chiarire le regole applicabili e le competenze delle amministrazioni coinvolte. La richiesta è di assicurare riferimenti certi, affinché il passaggio dalle ASP ad Azienda Zero non si traduca, per questi lavoratori, in una situazione di incertezza sugli obiettivi, sulle valutazioni e sui trattamenti economici nella nuova organizzazione.

«Azienda Zero rappresenta il cuore della riforma sanitaria fortemente voluta dalla Regione: proprio per questo chiediamo che la governance dell’ente e la Struttura Commissariale intervengano tempestivamente per assicurare relazioni sindacali corrette e trasparenti», evidenziano Tedesco e Santaguida. «In una fase in cui il sistema sanitario soffre per la carenza di personale, lasciare chi lavora in Azienda Zero senza certezze organizzative ed economiche è un errore che rischia di indebolire l’intero progetto. Il tempo dell’attesa è finito.»

La CSA-Cisal attende riscontri su tre punti fondamentali: quali obiettivi siano stati assegnati e comunicati al personale, quale sia lo stato dei fondi contrattuali e quando sarà convocato il tavolo negoziale. «Il confronto deve tradursi in atti e risultati verificabili per il personale», concludono Tedesco e Santaguida.

Il sindacato conferma la disponibilità al dialogo: tutelare il personale significa anche sostenere la qualità dei servizi ai cittadini. In assenza di risposte verificabili e tempi definiti, si riserva ulteriori iniziative a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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