Credo che quelli più amati siano proprio i libri scoperti per caso. Non avevo mai sentito parlare di Dai Sijie, ma la mia curiosità sulla cultura orientale e l’amore per la letteratura francese, mi spinse subito a comprare Balzac e la Piccola Sarta cinese.[MORE]
Ambientato nella Cina di Mao Tse Tung, in piena rivoluzione culturale, due giovani ragazzi subiscono il processo di rieducazione imposto dal partito comunista ai figli “dei nemici del popolo”. Mandati nelle campagne vengono costretti ai lavori più duri e nauseabondi per abbandonare il mondo della cultura e le loro famiglie ricche e dotte.
Ma la conoscenza della figlia del sarto del paese sconvolge le loro vite. Entrambi gli amici s’innamorano di lei, la ragazza più bella della montagna alla quale il padre ha insegnato a leggere. Uno diventa il suo amante, l’altro tiene il suo amore nascosto nel cuore per timore di perdere entrambi.
Un giorno scoprono in camera di un loro amico, chiamato Quattrocchi, un valigia piena di libri proibiti, ovvero romanzi occidentali banditi dal Paese. Furtivamente se ne appropriano per leggerli la notte, di nascosto, sotto le coperte.
E’ proprio con quei libri che la piccola sarta verrà istruita dal suo amante e, curiosa ed avida di sapere, trasformata da quelle pagine ricche d’inchiostro da contadinella goffa ad una sensuale ed elegante ragazza, si librerà come un uccello in volo, abbandonando i ragazzi per andare a vedere quel mondo a lei sconosciuto.
Questa storia, di amore amicizia e libertà, rappresenta come la letteratura possa essere “pericolosa” perché spinge gli uomini non solo a pensare, ma a cambiare. Traspare come l’uomo ha bisogno della cultura per sentirsi vivo e come dei semplici libri possono far rinascere una donna e trasformarla da bozzolo a farfalla.
“E’ partita […] Vuole andare in una grande città […] Mi ha detto che Balzac le ha fatto capire una cosa: che la bellezza di una donna è un tesoro inestimabile”.