TORINO 01 FEBBRAIO 2013 - Una famiglia dell'Oregon ha applicato un metodo alternativo per evitare che un bambino gravemente autistico si autolesionasse.
Certamente, questo trattamento ha sollevato diverse polemiche ma sembra essere l'unico metodo a dare sollievo al piccolo.
Alex Echols di soli 11 anni, rappresentava un pericolo per se stesso; la sua violenza autodistruttiva è stata contenuta con l'uso di cannabis.
Il bambino soffre di sclerosi tuberosauna rara malattia genetica (conosciuta anche come sindrome di Bourneville-Pringle) che causa la crescita di tumori non maligni in diversi organi del corpo. [MORE]
I genitori dichiarano anche attraverso i blog: «Dopo aver provato diversi farmaci consigliati dallo psichiatra, abbiamo anche allestito in garage una ‘camera sensoriale’ ma Alex continuava ad avere comportamenti violenti. Così dal 2009, dopo esserci documentati e con il consenso del medico sull'utilizzo del farmaco, abbiamo optato per il trattamento controverso. I risultati sono stati veramente sorprendenti, il bambino non è più pericolo per se stesso».
Ora Alex è ospitato in una casa famiglia e non mancano gli ostacoli; gli addetti si rifiutano di somministrare la marijuana al bambino, così i suoi genitori sono costretti a portarlo fuori dalla struttura per tre volte a settimana. Per questo spingono affinché l’uso di questa medicina non convenzionale venga regolamentata.
Eppure alcuni esperti medici hanno spiegato come gli effetti dell’uso della 'marijuana medica' non siano ancora noti: così la questione resta ancora controversa. Agli stessi genitori di Alex non sono state risparmiate le critiche: ma i genitori hanno insistito spiegando come i rischi potenziali siano di gran lunga inferiori rispetto ai benefici sulla salute del bambino. Alex non è il primo bambino ad essere curato in Oregon con la 'marijuana medica'.
Altri bambini malati di leucemia sono stati i primi consumatori di 'marijuana medica'; sono stati ben 52 i ragazzini autorizzati dallo Stato a fare uso di cannabis per tutelare la propria salute.
Gian Luca Cossari