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Bandire l'amianto in tutto il mondo. L'appello dell'Afeva

Lazio

ROMA, 4 APRILE 2012 - «Fermiamo l'estrazione, la commercializzazione e l'uso dell'amianto nel mondo». È questo l'intento dell'appello lanciato dall'Afeva, l'Associazione dei familiari delle vittime dell'amianto. Un appello che l'associazione rivolge al segretario generale delle Nazioni Unite, all’Organizzazione mondiale della sanità, all’Organizzazione mondiale del commercio e all’Organizzazione internazionale del lavoro, e che può essere firmato da tutti i cittadini maggiorenni oltre che da Enti e Associazioni. Scopo dell'appello è la messa al bando dell'amianto in tutti i Paesi del mondo, la bonifica di tutti i siti contaminati e il riconoscimento di un risarcimento a tutte le vittime.

«L'amianto – si legge nel testo dell'appello - è un minerale nocivo e cancerogeno: è quindi indispensabile ed urgente eliminarlo completamente dall'ambiente umano. Ieri in Europa, oggi in più di due terzi dei paesi del mondo, l'uso dell'amianto ha causato centinaia di migliaia di morti ed il picco della mortalità non è ancora stato raggiunto. Il cosiddetto "uso controllato" dell'amianto è semplice propaganda commerciale che imbroglia le popolazioni non informate e vulnerabili».[MORE]

«In ogni paese – prosegue l'appello - l'uso dell'amianto deve essere sanzionato, come è avvenuto in Italia. La ricerca sulla prevenzione e la cura delle malattie correlate all'esposizione all'amianto deve avere la più elevata priorità. La bonifica deve essere attuata in modo efficace e sicuro con fondi e conoscenze tecniche adeguate. Tutte le vittime di malattie causate dall'amianto, per cause lavorative, ambientali, domestiche o di altro genere, hanno il diritto di essere indennizzate».

L'appello è stato lanciato in seguito alla sentenza dello scorso febbraio che ha portato alla condanna a 16 anni per “disastro ambientale doloso” dei vertici della Eternit, Stephan Schmidheiny e Louis de Cartier de Marchienne. «La verità sulla nocività e cancerogenicità dell'amianto – sostengono i promotori – è stata confermata dalla chiarezza eclatante documentata in questo maxiprocesso ed impone urgentemente la proibizione dell'amianto in tutto il mondo». L'esempio italiano, quindi, deve essere seguito in tutto il mondo e l'esposizione di milioni di cittadini e lavoratori al rischio della vita per motivazioni che sono esclusivamente di natura economica e di profitto «deve essere considerato un crimine sociale ed umanitario, e dunque sanzionato come tale».

L'appello può essere sottoscritto da tutti i cittadini maggiorenni e da Enti e Associazioni sul sito internet dell'Afeva www.afeva.it

Serena Casu