ROMA, 15 NOVEMBRE 2011- In base ai dati diffusi da Bankitalia, nel periodo gennaio-settembre 2011 le entrate tributarie erariali sono state pari a 281.893 milioni di euro (+4.422 milioni di euro) in crescita tendenziale dell'1,6% e con debito che scende a 1.883 miliardi. [MORE]
Entrando nel merito delle diverse voci, secondo Bankitalia, il gettito Ire cresce dell'1,6% (+1.885 milioni di euro), ciò è dovuto dal buon andamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente pubblico e privato (+2,0%) e di quelle sui redditi di lavoro autonomo (+1,5%). A causa del venir meno delle imposte sostitutive introdotte con la Legge Finanziaria del 2008, il gettito Ires ha subito una flessione, passando da 20.191 a 19.224 milioni di euro.
Per quanto riguarda le imposte indirette, evidenziano, rispetto allo stesso periodo del 2010, un aumento del 3,6% (+4.650 milioni di euro). Cresce anche il gettito Iva: +2,2% (+1.743 milioni di euro) dovuto, principalmente, dal prelievo sulle importazioni (+22,0% pari a +2.311 milioni di euro) dovuto all'aumento prezzi dell'energia nei primi nove mesi dell'anno.
In riferimento alle entrate proveniente dai giochi, c'è stata una crescita complessiva del 15,6% (+1.396 milioni di euro) grazie, peinciplamente ai proventi del lotto (+39,1% pari a +1.438 milioni di euro) e dalle entrate degli apparecchi e congegni di gioco (+6,9% pari a +182 milioni di euro). Segno positivo anche per il gettito dell'imposta di consumo sul gas metano (+11,1% pari a +355 milioni di euro).
In leggera crescita anche il gettito dell'imposta sugli oli minerali (+0,7% pari a +98 milioni di euro). Bene anche gli incassi relativi ad attività di accertamento e controllo che hanno fatto registrare un incremento tendenziale del 31,9% (+1.159 milioni di euro).
In geneale, nei primi nove mesi del 2011, le entrate tributarie registrano un +1,6%, corrispondente a 272,7 mld di euro, un aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. A settembre le entrate sono salite del 3,5%, arrivando a quota 22,6 mld.
Per quanto riguarda il debito, in base alle rilevazioni di Bankitalia, è diminuito per il secondo mese consecutivo portandosi a 1.883,7 miliardi. Sostanzialmente, la riduzione nominale del debito rispetto al mese precedente (15,8 miliardi), è legato soprattutto al decumulo delle attività del Tesoro presso la Banca d'Italia (-29,0 miliardi, a 15,6 miliardi) controbilanciato dal fabbisogno registrato in questo mese (13,2 miliardi).
In riferimento al fabbisogno, escludendo le erogazioni in favore della Grecia e la quota di competenza dell'Italia nei primi nove mesi questo ha registrato una diminuzione di 5,2 miliardi. Il miglioramento è attribuibile principalmente all'aumento delle entrate fiscali, parzialmente controbilanciato dall'incremento della spesa per interessi.
Rosy Merola