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Basket - Serie A1, giornata 30: Venezia batte Milano nello scontro diretto e chiude la RS in testa

NAPOLI, 10 MAGGIO – Grande soddisfazione per gli Orogranata della Reyer Venezia, che potranno difendere il titolo da campioni in carica con il vantaggio del fattore campo in un’eventuale serie finale, avendo battuto l’Olimpia Milano nello scontro diretto dell’ultima giornata di regular season, chiusa così al primo posto in classifica. L’altro verdetto importante dell’ultima giornata di campionato ha riguardato la permanenza in Serie A1: nonostante la sconfitta a Sassari, la VL Pesaro è riuscita a conquistare la salvezza grazie ai 2 punti di vantaggio sull’Orlandina, condannata invece alla retrocessione in virtù della sconfitta patita per mano di Cremona (a sua volta impegnata ad ottenere l’ultima piazza-playoff). [MORE]

Nonostante i progressi delle ultime settimane, coach Mazzon non è riuscito nell’impresa-salvezza, pur avendo ereditato una situazione già ampiamente compromessa. In virtù della sconfitta subita a Cremona (119-95), infatti, l’Orlandina è condannata alla retrocessione dopo sei anni di permanenza in Serie A1, pagando qualche errore estivo nella costruzione del roster ma anche nella gestione psicologica dei periodi più difficili della stagione dal punto di vista dei risultati. Senza Knox e con Likhodey a mezzo servizio, poi, il miracolo di battere in trasferta una squadra vogliosa di conquistare l’ultima piazza-playoff si è fatto praticamente impossibile, soprattutto sulla base della prestazione chirurgica e spietata sfoderata dalla Vanoli (da evidenziare il 74% dal campo degli uomini di Sacchetti). Nonostante tutto, era stato notevole l’approccio alla gara della Betaland, che ha messo sotto gli avversari con grande vigore soprattutto nella metà campo offensiva, laddove si sono fatti notare in particolar modo Smith ed Atsur (17 pt a testa); l’orgoglio dei Paladini non è però bastato, pagando alla lunga il grande sforzo iniziale e piegandosi al maggior talento di Johnson-Odom (22), Sims (22) e compagni.

Nella gara di facciata dell’ultima giornata stagionale, la Reyer ha battuto Milano 89-86 concludendo così per la prima volta in prima posizione la regular season, il che le consente di beneficiare della testa di serie n. 1 nei playoff e dunque del fattore campo anche in un’eventuale serie finale. La soddisfazione per gli Orogranata è ancora maggiore avendo conquistato il primato proprio nello scontro diretto e proprio nell’ultima giornata, al termine di una regular season caratterizzata da continui ribaltoni al comando della classifica. Come preventivabile, il match del Taliercio è stato giocato ad altissima intensità da entrambe le squadre, rimaste punto a punto e a contatto praticamente in tutti i quarti (il massimo margine è stato raggiunto da Venezia con un momentaneo +8). La Reyer ha alla fine ottenuto una vittoria di squadra, mostrando nel complesso una miglior circolazione di palla e schemi più consolidati rispetto a Milano, più legata invece come spesso accade alle singole giocate dei suoi vari talenti (da Goudelock, 22 pt col 60% da 3, a Micov, 20 pt con l’85% da 2). Molto positiva, poi, per l’Umana, la prestazione di Daye (17), Jenkins (16) e Watt (20), ma la chiave è stata l’abilità di coach De Raffaele di limitare la supremazia fisica sotto le plance di Tarczewski e Gudaitis, tenuti spesso lontani dal pitturato.

La RedOctober Cantù ha steso un’ottima Brindisi 98-85 regalandosi una serie proprio contro l’Olimpia nel primo turno dei playoff, pur avendo dovuto soffrire tanto, comunque più del previsto, contro una squadra che approcciava l’ultima giornata dopo la salvezza matematica già ottenuta lo scorso weekend. Cantù avrebbe comunque ottenuto il settimo posto e la qualificazione anche con una sconfitta, in virtù dei risultati maturati sugli altri campi, tuttavia ha dato battaglia, come da propria natura, regalando spettacolo ai tifosi presenti sugli spalti del Pianella. Con grande onore, la squadra di Vitucci ha però tenuto testa ai Brianzoli, inchinandosi soltanto alle giocate di Thomas (22 pt e 7 rb) e J. Smith (17), quest’ultimo protagonista indiscusso dello strappo negli ultimi 4’. Doveroso menzionare anche l’ennesima prestazione maiuscola di Culpepper (21 pt e 6 as) e soprattutto Burns (doppia doppia con 19 pt e 10 rb), che hanno contribuito a rendere vani gli sforzi di D. Smith (23) e compagni.

Trento ha invece fallito l’aggancio alla Scandone Avellino, uscendo sconfitta 78-74 dal PalaDelMauro al termine di quello che era a tutti gli effetti un antipasto del quarto di finale che si giocherà fra queste stesse due squadre e che sarebbe valso per decidere il fattore campo nella serie. Del resto, una vittoria di 12 punti in trasferta nella tana dei Lupi irpini sarebbe stata molto difficile anche per una squadra sufficientemente compatta come l’Aquila Trento. Ogni tentativo di fuga degli ospiti, che avevano in effetti cominciato bene la gara portandosi immediatamente in vantaggio, è stato prontamente rintuzzato dalla Scandone con altrettanti controparziali. Dopo l’infortunio di Shields, accasciatosi sul parquet dolorante per un colpo all’anca, Trento ha subito la definitiva rimonta dei padroni di casa, scatenati con Wells (18 pt ed 8 rb), Leeunen (13 pt, 8 rb ed 8 as) e Rich (15 pt ed 8 as). Da sottolineare, comunque, tra le fila trentine, la bella prova d’orgoglio di Sutton e Forray, che hanno chiuso rispettivamente con 20 e 18 punti.

Deludente crollo della Virtus Bologna, ko 104-99 a Reggio contro una squadra che giocava con motivazioni inferiori e che l’ha così condannata a restare fuori dalla zona-playoff, in virtù della differenza canestri peggiore rispetto a quella della qualificata Cremona. Nonostante si trattasse della gara decisiva della stagione, le V Nere sono state trascinate giù dai fantasmi della identica trasferta che due anni fa valse addirittura la retrocessione, senza riuscire mai ed entrare effettivamente in partita e tentando invano soltanto una tardiva rimonta disperata. A Bologna si parla già di una possibile rifondazione, che potrebbe partire dall’allenatore, sostituendo Ramagli con Trinchieri (che peraltro era ieri in tribuna), finendo per l’addio di diversi componenti del roster. Sicuramente, però, per i tifosi bianconeri sarebbe difficile mandare giù una partenza di giocatori come Gentile e Lafayette, unici emersi dalla confusione generale della gara di Reggio, rispettivamente con 20 e 32 punti messi a referto.

Si è svegliata tardi anche l’Auxilium Torino, riscattando soltanto nell’ultima giornata le 9 sconfitte consecutive grazie alla vittoria su Varese per 92-83, in un PalaRuffini semivuoto (considerando anche l’infelice concomitanza con la partita di calcio della Juventus ed il divieto di trasferta imposto ai tifosi biancorossi). La Fiat è riuscita peraltro a realizzare una bella rimonta, sfoderando grande orgoglio nonostante la gara valesse ben poco ai fini della classifica. Dopo una brutta partenza ed un primo quarto praticamente regalato al quintetto di Caja e chiuso sul -11, capitan Poeta (10 pt e 7 as) è riuscito a dare la scossa ai giocatori gialloblu, che si sono rimboccati le maniche risalendo gradualmente nel punteggio. Le 6 triple realizzate da Vujacic (24) e le 5 di Mazzola (20) hanno poi fatto il resto, migliorando tra l’altro il parziale che l’Openjobmetis aveva fatto segnare con le 8 realizzazioni dall’arco di Okoye (23) e Tambone (17).

Nel match forse meno importante dal punto di vista della classifica finale, Brescia è caduta a Pistoia 90-85 contro una TheFlexx ormai salva ma vogliosa di regalare un ultimo sorriso ai propri tifosi. Coach Diana, tra l’altro, avendo ottenuto già nello scorso weekend la certezza matematica del terzo posto, ha deciso di fare ampio turnover e svuotare la panchina, mandando in campo chi aveva giocato meno nel corso della stagione. Pistoia è infatti partita nettamente meglio, portandosi anche sul +10 al 5’, ma nella seconda frazione i giovani della Germani hanno iniziato a carburare e correre su entrambi i lati del campo, raggiungendo il pari a 31 con una tripla di Mastellari (12). Nonostante tutto, nei minuti successivi i Toscani sono riusciti a mantenere la testa avanti nel punteggio, trascinati da uno straordinario McGee (22 pt ed 8 rb) ed Ivanov (20 pt e 7 rb), coadiuvati dai vari Laquintana (14), Mian (13) e Gaspardo (11) ed autori anche dell’ultimo energico strappo necessario per mandare definitivamente al tappeto gli ospiti e congedarsi positivamente dal proprio pubblico.

Infine, Sassari ha stravinto (112-81) la sfida del PalaSerradimigni contro la VL Pesaro, ma, complici le contemporanee vittorie di Cantù, Cremona e Bologna, per la prima volta nella propria storia non è riuscita ad ottenere la qualificazione alla fase finale del campionato. Il decimo posto finale certifica dunque una stagione abbastanza deludente per i Sardi, troppo discontinui per ambire a palcoscenici più importanti. L’amaro sulle bocche dei tifosi della Dinamo resta soprattutto a fronte di ottime prestazioni come quella sfoderata contro i Marchigiani, a loro volta molto combattivi, avendo giocato per la salvezza con un orecchio al risultato di Cremona. A ben poco è valso il dominio pressoché totale mostrato dal BancoDiSardegna nell’ultima partita della stagione, giocata con quella grinta e quell’intensità che sarebbero state necessarie anche in altri momenti di quest’annata. Comunque, i Sardi ripartiranno dai segnali positivi espressi nel corso di questa partita, dalla concretezza di Bamforth (22 pt e 10 as) all’energia di Polonara (19), magari costruendo anche intorno al talentuoso Bucarelli.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: oasport.it