Beppe Grillo attacca il ritorno al nucleare in Italia e scrive ai giovani: «Tra sette anni ne riparliamo»

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Beppe Grillo attacca il ritorno al nucleare in Italia e scrive ai giovani: «Tra sette anni ne riparliamo»

Dopo l'approvazione definitiva della legge sul nucleare sostenibile, Beppe Grillo pubblica una lettera rivolta ai ventenni e solleva interrogativi sui costi, sui tempi di realizzazione dei reattori e sulle alternative offerte dalle energie rinnovabili.

Il ritorno dell'energia nucleare in Italia riaccende il dibattito politico, economico e ambientale. A intervenire è Beppe Grillo, che il 25 settembre 2026 ha pubblicato sul proprio blog ufficiale una lunga lettera indirizzata alle nuove generazioni, successivamente al via libera del Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile.

Con il titolo Lettera a un ventenne che crede nelle balle nucleari, Grillo mette in discussione soprattutto le prospettive temporali ed economiche del progetto, invitando i giovani a riflettere sulle conseguenze delle decisioni energetiche attuali.

Al centro del suo intervento ci sono tre questioni: la possibilità di realizzare nuovi reattori entro il 2033-2034, la sostenibilità degli investimenti necessari e il confronto con le fonti energetiche rinnovabili.

Il ritorno al nucleare in Italia e la nuova legge approvata dal Senato

Il 23 settembre 2026 il Senato ha approvato definitivamente il provvedimento sulla delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile, già approvato dalla Camera il 4 giugno.

Il disegno di legge, identificato alla Camera con il numero 2669 e al Senato con il numero 1924, stabilisce il quadro legislativo per disciplinare il possibile reinserimento dell'energia nucleare nel sistema energetico nazionale.

L'obiettivo dichiarato dal Governo è contribuire alla decarbonizzazione, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e contenere i costi dell'energia.

Il provvedimento prevede che il Governo adotti, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi riguardanti anche la produzione di energia nucleare, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo sviluppo delle tecnologie del settore.

Al 26 settembre 2026, il provvedimento risulta approvato definitivamente, ma non ancora pubblicato. L'approvazione della delega non equivale quindi all'autorizzazione alla costruzione di specifiche centrali nucleari.

Beppe Grillo contesta i tempi previsti per i nuovi reattori nucleari

Uno degli aspetti principali della lettera riguarda la possibilità di avere i primi reattori nucleari in Italia entro il 2033-2034.

Grillo contesta questa prospettiva, richiamando l'attenzione sui passaggi ancora necessari prima di arrivare alla produzione effettiva di energia.

In particolare, il suo intervento si concentra sugli Small Modular Reactors (SMR), piccoli reattori modulari progettati per consentire una produzione industriale maggiormente standardizzata rispetto alle centrali nucleari tradizionali.

Secondo Grillo, l'eventuale realizzazione di questi impianti richiederebbe ulteriori investimenti industriali, procedure autorizzative e decisioni sulla loro localizzazione.

La questione dei tempi rappresenta un elemento importante del dibattito. La legge approvata definisce infatti un percorso normativo, mentre la costruzione e l'entrata in esercizio degli impianti richiederebbero successivi interventi tecnici, amministrativi e industriali.

La lettera esprime una posizione critica sulla possibilità di completare tutti questi passaggi nell'arco di sette anni.

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e localizzazione delle centrali

Un altro tema affrontato da Grillo riguarda il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

La gestione dei materiali radioattivi costituisce una componente essenziale di qualsiasi programma nucleare, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata.

Nel suo intervento, Grillo richiama le difficoltà incontrate dall'Italia nell'individuazione di un sito per il deposito nazionale, collegando questa situazione agli interrogativi sulla futura localizzazione degli eventuali nuovi reattori.

Il tema comprende diversi aspetti: la sicurezza delle infrastrutture, le procedure autorizzative, il coinvolgimento dei territori e la gestione dei materiali radioattivi nel lungo periodo.

La legge delega affronta anche la gestione dei rifiuti e del combustibile nucleare esaurito, inserendola nel quadro della futura disciplina nazionale.

Nucleare e rinnovabili: il confronto sui costi dell'energia

La lettera dedica ampio spazio anche alla questione economica, mettendo a confronto il possibile costo dell'energia nucleare con quello degli impianti fotovoltaici ed eolici.

Grillo richiama alcune stime relative alla produzione nucleare e i risultati delle aste per le energie rinnovabili, sostenendo che queste ultime rappresentino una soluzione già disponibile per ridurre le emissioni e la dipendenza energetica dall'estero.

Il confronto, tuttavia, richiede di considerare diversi elementi.

I prezzi di aggiudicazione delle aste per le rinnovabili non sono direttamente equivalenti al costo complessivo di un sistema elettrico. Analogamente, le stime del costo dell'energia nucleare dipendono dalle caratteristiche degli impianti, dai finanziamenti, dai tempi di costruzione e dalle modalità di gestione.

Occorre inoltre considerare le differenze tra le tecnologie: il fotovoltaico e l'eolico producono energia in funzione delle condizioni meteorologiche, mentre il nucleare può assicurare una produzione programmabile.

La discussione riguarda quindi non soltanto il costo per megawattora, ma anche gli investimenti nelle reti, nei sistemi di accumulo e nelle infrastrutture necessarie a garantire la continuità delle forniture.

L'appello ai giovani e la sfida del 2033-2034

La parte conclusiva dell'intervento assume un tono personale. Grillo si rivolge direttamente ai ventenni, invitandoli a conservare la lettera e a rileggerla tra sette anni.

L'obiettivo dichiarato è verificare se le prospettive annunciate sul ritorno al nucleare si saranno concretizzate.

Grillo sostiene che le scelte energetiche attuali avranno conseguenze economiche e ambientali sulle generazioni future. Per questo considera fondamentale discutere non soltanto delle potenzialità delle nuove tecnologie, ma anche dei tempi necessari per renderle operative.

Il suo intervento si inserisce così in un confronto più ampio sul futuro energetico dell'Italia, nel quale assumono particolare rilevanza la programmazione industriale, la sicurezza degli approvvigionamenti, gli obiettivi climatici e l'utilizzo delle risorse pubbliche.

Il testo ufficiale e integrale della lettera di Beppe Grillo

Di seguito la lettera pubblicata il 25 settembre 2026, riportata integralmente e senza modifiche.

Lettera a un ventenne che crede nelle balle nucleari

Cara ragazza, caro ragazzo,

lo so quanto ti sarà difficile vivere nel mondo che stiamo lasciando, ma le bugie non lo renderanno migliore.

Ieri l’altro il Senato della Repubblica ha approvato il DDL 2669 (nucleare… “sostenibile”?), una legge che ti è stata venduta come “l’Italia ritorna al nucleare”. Forse hai letto qualcosa sui social del tipo “in Italia serve il nucleare per decarbonizzare”; “il nucleare abbassa le bollette”; “il nucleare serve per la nostra sicurezza energetica” e roba simile. Ho tentato di spiegarti tante volte che sono cose non vere, o nel migliore dei casi, raccontate in modo sensazionalistico e propagandistico. Ne potremmo parlare per ore: penso che la tua opinione non cambierebbe ma la rispetto. Sui social ciascuno scrive quello che vuole.

Ieri, però, un Ministro della Repubblica ha dichiarato che in Italia avremo i primi reattori a partire dal 2033-2034, cioè tra soli sette anni.

Quali reattori? Forse gli SMR, Small Modular Reactors, dei reattorini modulari costruiti ipoteticamente in serie per i quali non esiste nemmeno un prototipo funzionante nel mondo occidentale. Tra l’altro, se devi costruire qualcosa “in serie”, ti serve prima di tutto una fabbrica, che ovviamente al momento non esiste e chissà se mai sarà conveniente costruirla.

Dove? Ah, questo non ce lo dicono, non per complottismo, ma perché non lo sanno manco loro, visto che in quattro anni non sono riusciti a trovare dove mettere il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che invece è assolutamente necessario.

A che prezzo? Beh, se non sappiamo quali modelli di reattori saranno costruiti e nemmeno dove li mettiamo capisci non possiamo dire, costa poco o costa tanto. Una fonte giornalistica ha parlato di energia prodotta a “70-100 Euro al MWh”. Con un grande sforzo di fantasia immaginiamo che questo possa essere possibile. I prezzi medi ponderati delle ultime aste sulle rinnovabili per il prezzo minimo garantito sono stati di circa 56.825 euro/MWh per il fotovoltaico e 72.851 euro/ MWh per l’eolico, con prezzi massimi rispettivamente di 62.675 e 77.738 euro/MWh. Le prossime vedranno prezzi ancora più bassi. Questo significa che oramai i grandi impianti rinnovabili se li pagano interamente i privati con loro capitali, e quel prezzo minimo garantito è erogato effettivamente solo per poche ore l’anno, quando il prezzo di mercato dell’energia cala eccessivamente.

In pratica, la realtà delle rinnovabili oggi supera persino le illusioni più sfrenate sul nucleare. Le soluzioni per ridurre la nostra dipendenza energetica dall’estero, bollette ed emissioni di CO2 ci sono già adesso, e sono rappresentate dalle rinnovabili, non certo dalle favole nucleari. Sai invece chi pagherà (per anni) i costi di costruzione di questi ipotetici impianti nucleari? Se ti guardi allo specchio avrai la risposta.

Ma l’aspetto surreale dell’incredibile megaballa che ti stanno imboccando sta in quei “sette anni”. Dai, lo so che qualche dubbio ce l’hai anche tu. Ci sono voluti quattro anni per avere il “quadro giuridico”, perché questo è quello che in realtà ti hanno venduto come “ritorno al nucleare”. Ci vorranno ancora mesi per i decreti attuativi (ammesso il governo duri tanto). In qualsiasi parte del mondo passano almeno cinque anni dalla decisione politica alla posa della prima pietra.

Tu ci credi davvero che in sette anni l’Italia senza aver ancora deciso nulla possa avviare un qualsiasi reattore nucleare? Rispondimi sinceramente.

Cara ragazza, caro ragazzo, lo so che cosa mi stai per dire “eh, ma se non partiamo non finiamo mai”. Ma tra molti anni (di certo non sette) il mondo sarà totalmente diverso e quelle che potevano essere le nostre esigenze saranno totalmente cambiate. Pensa a te che hai venti anni adesso: quali erano le tue esigenze sette anni fa, quando avevi tredici anni? E le tue esigenze quindici anni fa, quando avevi solo cinque anni? Non pensi che il bambino e la bambina che eri cinque anni fa veda le cose in modo totalmente diverso da te ventenne di oggi?

Capisci che ti stanno raccontando un mare di balle per prendersi il tuo futuro? Capisci che le balle non ti portano da nessuna parte?

Cara ragazza, caro ragazzo, salvati questa lettera, stampala e mettila in un cassetto. E tra sette anni, se vuoi, vieni a parlare con me. Il mio desiderio più grande è che possa avere ragione tu e non io. Che potremo andare insieme a vedere questo nuovo reattore. Che sarà stata almeno posta la prima pietra da qualche parte, almeno del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Il mio timore non è quello “delle radiazioni” o “delle scorie”. Il mio timore è che ai futuri ventenni del 2033-2034 racconteranno tante altre balle, cercando di giustificare in modo ridicolo il perché si saranno sprecati una marea di soldi pubblici, con il risultato di non avere nulla.

Qualsiasi cosa succeda, sappi che ti voglio bene lo stesso.

Beppe Grillo

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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