Berlusconi attacca: "Monti mascalzone". Giudici di Milano "macchine di diffamazione"

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ROMA, 15 GENNAIO 2013 – Sempre più infuocata la campagna elettorale che prosegue con i botta e risposta mediatici tra i protagonisti. Così, questa mattina, ospite del programma di La7 Omnibus, è il turno di Berlusconi che torna ad attaccare il professore, "Monti è sotto shock per i sondaggi che lo indicano con uno dei leaderini del centro. Mi sono ricordato Flaiano, 'qualche volta l'insuccesso dà alla testa'. Monti è molto diverso da come pensavamo e ci siamo cascati". Questa la replica del Cavaliere alle parole di Monti che ieri, a ‘Porta a Porta’, lo ha additato come “un pifferaio magico, colpevole dell’aumento delle tasse

In merito all’accusa di non saper gestire lo spread, Berlusconi la definisce “una mascalzonata assieme alle altre, perché non c'entra nulla con i governi, è indipendente ed è qualcosa frutto dei movimenti finanziari e della speculazione”. E sulla politica fiscale, il Cavaliere precisa, “Il redditometro era totalmente diverso: ad esempio ora c'è l'inversione dell'onere della prova e ci sono tutte quelle voci che spaventano i cittadini, ed è disincentivante dei consumi, se aggiungiamo l'impossibilità di pagare in contanti fino a 999 euro e con la sinistra entreremo in uno stato di polizia tributaria perché vuole alzare il limite a 300; hanno congelato completamente gli acquisti di certi beni. Tutto questo produce contrazione dei consumi e riduzione delle vendite e si ha un esubero dei lavoratori”.

Poi torna di nuovo a sferrare un altro colpo a Monti e il suo ruolo di senatore a vita di Monti, "Non c'è stata una trattativa con Napolitano sulla nomina. Trovo assolutamente immorale che Monti che è contro di noi e contro la sinistra si fregi ancora di questo titolo che dovrebbe essere super partes. Monti si presenta sotto mentite spoglie di indipendenza, ma è una protesi della sinistra".[MORE]

E sul prossimo inquilino al Quirinale, Berlusconi lancia il nome del presidente della Bce, Mario Draghi, cosa che gli consente di rimanere in argomento Eurozona e di affermare che, "In Europa io ero temuto, non irriso. Io ho imposto Mario Draghi a capo della Bce, l'ho imposto contro Tremonti che era contrario, e contro Sarkozy. Anche Barroso, in accordo con Tony Blair, l'ho messo lì io".

Poi, ricollegandosi al processo Ruby, dove ieri era stato sollevato il “legittimo impedimento elettorale”, l’ex premier, senza mezze misure, afferma, “Dovrebbero andare sotto processo i giudici di Milano che sono mostruose macchine di diffamazione. È uno scandalo vero. Io sono preoccupato dall'esito dei processi soprattutto quando si svolgono a Milano. Per fortuna esistono anche dei giudici integerrimi, mentre sono politicizzati quelli che condannano sulla base di fatti inesistenti. Il processo Ruby? "La reazione dei miei elettori di fronte a un'ennesima prova di parzialità da parte dei giudici di Milano sarebbe una reazione di ancora maggior sostegno”, aggiungendo che “la Boccassini dovrebbe andare sotto processo per aver impiegato risorse dello Stato su di un'accusa inconsistente. Io sono preoccupato dall'esito dei processi soprattutto quando si svolgono a Milano". "Per fortuna esistono anche dei giudici integerrimi, mentre sono politicizzati quelli che condannano sulla base di fatti inesistenti". Il processo Ruby? "La reazione dei miei elettori di fronte a un'ennesima prova di parzialità da parte dei giudici di Milano sarebbe una reazione di ancora maggior sostegno. È un Paese barbaro se uno viene accusato di concorso esterno in associazione mafiosa se va ad una cena. Siamo ad una patologia che dobbiamo sconfiggere”.

Inoltre, restando in tema, non risparmia una frecciatina all’ex pm Antonio Ingroia, “In nessun Paese è consentito che uno si faccia pubblicità come pm e poi si candida alle elezioni. Abbiamo anche questa damnatio. È troppo comodo, quello che accade ora è uno scandalo”.

(fonte: La Repubblica)

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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