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Berlusconi, No al governo con Renzi. L'ex Cav punta tutto su Centrodestra unito

Berlusconi, No al governo con Renzi. L\'ex Cav punta tutto su Centrodestra unito
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MILANO, 16 LUGLIO - In un’intervista al quotidiano ‘Il Mattino’ l’ex premier e leader di Forza Italia Silvio Berlusconi spegne le voci su una possibile alleanza con il Pd di Matteo Renzi al governo. Una possibilità vivacemente esclusa dall’ex Cav, ma che del resto fa il paio con il No dello stesso Renzi, ribadito in settimana nella trasmissione di La7 ‘Bersaglio Mobile’, condotta da Enrico Mentana.

E dopo il No di Renzi, ecco dunque quello di Berlusconi. Nessuna alleanza Pd-Fi, sebbene essa non possa di fatto essere politicamente esclusa, stando ai sondaggi e alla presenza del proporzionale. Ma proprio il sistema proporzionale, assieme ad un Centrodestra unito, basterebbe secondo Berlusconi a garantire governabilità a questo Paese: «Non c’è nessuna possibilità di un governo Berlusconi-Renzi. Non ritengo possibile e neppure desiderabile una collaborazione con lui e con il Pd. Né ora, né tantomeno dopo le elezioni. Il mio obbiettivo è vincere, non fare accordi al di fuori del Centrodestra».

Di una possibile alleanza tra il leader di Forza Italia e l’ex premier Renzi si è parlato a lungo nel corso di questa settimana, anche a margine della presentazione del nuovo libro del segretario Pd. Un libro che ha di fatto ripercorso il passato ed il patto del Nazareno, finalizzato ad una alleanza di passaggio tesa a riscrivere ‘le regole del gioco’ del Paese. Poi la rottura, e le possibili voci di riapertura, considerata al momento fantapolitica dai due leader.

Il sistema proporzionale, stando alla spaccatura tripolare del Paese, non garantirebbe comunque la formazione di un governo autonomo. Questo è quanto espresso al momento dai sondaggi e da una situazione politica da ‘lavori in corso’. Ferma la certezza di M5S come argine al vecchio bipolarismo, restano in cantiere le situazioni di Centrodestra e Centrosinistra. Qui si apre il concetto e l’importanza della parola ‘unità’, tanto auspicata dallo stesso Berlusconi in questa intervista. Perché uniti si vince, come s’è potuto evincere dalla tornata elettorale delle amministrative, che ha visto risorgere il Centrodestra rispetto ad un Pd politicamente isolato e con un Centrosinistra ancora tutto da decifrare.

Ed infatti, al netto del ripudio dell’alleanza con Renzi, è lo stesso Berlusconi a richiamare l’importanza di un asse con la Lega, peraltro leggermente avanti a Forza Italia nei sondaggi: «L’alleanza con la Lega non è mai venuta meno. Il Centrodestra dà spazio alle ragioni della Lega dal 1994. Sono certo che questo continuerà, perché condividiamo lo stesso progetto e lo stesso programma». L’ex Cav ha tuttavia ammesso le differenze che separano le due compagini politiche, alludendo probabilmente alla non esattamente ferrea convergenza con Matteo Salvini.

Berlusconi non ha poi risparmiato una severa analisi rispetto a Renzi e al Centrosinistra: «D’Alema e Bersani sono figli di una cultura politica del Novecento sconfitta dalla storia. Renzi avrebbe dovuto essere un uomo nuovo, anche per ragioni generazionali. In effetti non ha nulla a che fare con il comunismo, ma ha sostituito questa tradizione ideologica negativa con una gestione del potere fine a se stessa».

Sulla Flat Tax stop invece alla ‘primazia’ della Lega, perché «siamo stati i primi a proporla», mentre «preoccupano» i dati Istat di venerdì sulla povertà. Parole positive invece per Minniti e Gentiloni, nonostante «questo governo abbia fatto poco e ottenuto pochi risultati».

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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