ROMA, 22 FEBBRAIO 2013 - Pierluigi Bersani ha tenuto un discorso al comizio di chiusura della campagna elettorale del Pd all’Ambra Jovinelli di Roma. I bersagli principali di Bersani sono stati il populismo e la personalizzazione della politica, identificati principalmente in Beppe Grillo: ‹‹ Non si può accettare l'uomo solo al comando- afferma Bersani- né in un Paese, né in un partito. Su questo non si scherza, perché è morta della gente››.
‹‹ Andiamo fuori dall'euro? Sì, così andiamo in Grecia. E non tra 6 mesi, ma domani mattina» ha proseguito Bersani. «Noi stiamo proponendo una svolta più profonda di un governo e una legislatura. Stiamo cercando di chiudere 20 anni che lasciano uno strascico profondo. Non è che il giorno dopo non è scomparso il contagio e gli effetti di Berlusconi e della Lega. Smacchiare è un'operazione lunga, non si smacchia in un giorno solo...».[MORE]
Bersani ha poi criticato quei politici che cercano consensi facendo promesse che non saranno mantenute: ‹‹ In campagna elettorale ne hanno dette di tutti i colori, quante balle hanno raccontato – ha dichiarato Bersani -. Per me l'oscar lo vince la balla sulla moneta lombarda, mi è piaciuta molto quella, che io ho battezzato il 'marone'. In Emilia Romagna si son fatti il 'Vasco'››.
Bersani si è poi rivolto a Monti, reo secondo Bersani di non riconoscere la lealtà politica che il Pd gli ha dimostrato: «Con Monti abbiamo mantenuto la parola, siamo stati leali fino all'ultimo giorno. Se ce lo riconoscesse, ogni tanto... Lo dico così, en passant».
Paolo Massari