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Bielorussia, arrestati più di 250 manifestanti

MINSK, 01 LUGLIO - Sarebbero oltre 250 le persone arrestate lo scorso 29 giugno in Bielorussia durante alcune manifestazioni di protesta contro le politiche economiche del governo di Alexander Lukashenko. Le “proteste silenziose” - così le hanno definite gli stessi manifestanti – si sono svolte in diverse città per ben quattro volte nelle ultime due settimane e sono state organizzate grazie al passaparola messo in piedi attraverso i social network.[MORE]

Il 29 giugno, giorno dell'ultima protesta, migliaia di persone si erano riunite nella capitale Minsk e in molte altre città bielorusse, protestando in silenzio e limitandosi a battere le mani in segno di disapprovazione nei confronti delle politiche del governo. Nella sola giornata del 29 sono stati almeno 160 i manifestanti arrestati dalla polizia nella sola città di Minsk, e decine in altre città, per un totale di oltre 250 arresti.

Molti di loro sono stati rilasciati poco dopo, ma – stando a quanto denuncia il Centro per i diritti umani di Visna in una dichiarazione ripresa dall'associazione umanitaria Amnesty International – per almeno una trentina di loro c'è il rischio di “brevi periodi di detenzione amministrativa (10-15 giorni)” e di sanzioni economiche per “vandalismo lieve”.

Altri 450 arresti erano stati effettuati lo scorso 22 giugno, durante un'altra giornata di mobilitazione, tra cui giornalisti e molti cittadini stranieri, alcuni dei quali sono stati denunciati per “condotta disordinata”. Il ministro della giustizia, Viktor Golovanov, intervenendo durante un congresso operaio lo scorso 28 giugno, aveva giustificato gli arresti effettuati nei giorni precedenti sostenendo che “Se un cittadino vuole rimanere in una strada o in una via senza recare disturbo all'ordine pubblico, allora non c'è reato. Ma se si tratta di un gruppo ampio di persone, allora dovete tener conto anche della libertà delle altre persone che stanno tornando a casa dal lavoro. In quel caso, la polizia può chiedere di stare in piazza o di applaudire da un'altra parte”.

(In foto: manifestanti arrestati - Fonte Amnesty International)

(In video: cortei di protesta e arresti dei manifestanti)

Serena Casu