Operazione dei carabinieri nel nord Barese: arrestati Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo, entrambi ritenuti affiliati al clan Capriati di Bari
Si nascondevano da anni in un casolare nelle campagne di Bisceglie, trasformato in un vero e proprio rifugio per sottrarsi alla cattura. La latitanza di Paolo De Gennaro e Vito Di Cataldo si è conclusa con un'operazione condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Barletta-Andria-Trani.
I due uomini, entrambi ritenuti affiliati al clan Capriati di Bari, erano ricercati da circa tre anni. La loro individuazione è arrivata al termine di una complessa attività investigativa avviata nel mese di maggio.
Il casolare utilizzato come nascondiglio a Bisceglie
Secondo quanto emerso, i due latitanti avevano scelto una zona rurale del nord Barese per tentare di sfuggire alle ricerche delle forze dell'ordine. Il casolare individuato nelle campagne di Bisceglie sarebbe stato utilizzato come covo e punto di appoggio durante la latitanza.
Le indagini portate avanti dai militari hanno consentito di localizzare il nascondiglio e organizzare l'intervento che ha portato alla cattura dei due uomini.
All'operazione hanno partecipato anche i carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, reparto specializzato che interviene anche nelle operazioni di ricerca e cattura di latitanti in aree rurali e difficilmente accessibili.
Paolo De Gennaro ricercato da oltre tre anni
Paolo De Gennaro risultava ricercato da tre anni e tre mesi. Deve espiare una pena di 30 anni di reclusione per l'omicidio di Girolamo Valente, ucciso a Bisceglie nel 2017.
L'omicidio, aggravato dal metodo mafioso, sarebbe maturato nel contesto dello scontro tra gruppi criminali per il controllo del traffico di sostanze stupefacenti sul territorio.
La lunga latitanza si è quindi conclusa nelle campagne della stessa città in cui era avvenuto il delitto per il quale è stato condannato.
Vito Di Cataldo e le due condanne da scontare
Anche Vito Di Cataldo era ricercato da circa tre anni ed era destinatario di due ordini di carcerazione.
Il primo riguarda il processo Pandora, nel quale è stato condannato a 11 anni, 8 mesi e 27 giorni di reclusione per associazione mafiosa.
Il secondo provvedimento riguarda invece una condanna per estorsioni aggravate, reati in materia di armi e altri delitti aggravati dal metodo mafioso, per i quali deve scontare ulteriori 6 anni, 11 mesi e 12 giorni di carcere.
Complessivamente, per Di Cataldo la pena da espiare ammonta a 18 anni, 8 mesi e 9 giorni di reclusione.
Le indagini dei carabinieri e la fine della latitanza
La cattura rappresenta il risultato di un'attività investigativa sviluppata nel corso degli ultimi mesi. Gli accertamenti avviati a maggio avrebbero progressivamente ristretto il campo delle ricerche fino all'individuazione del casolare di Bisceglie utilizzato dai due uomini come nascondiglio.
L'operazione mette fine a una latitanza durata circa tre anni e riporta l'attenzione sull'attività di contrasto alla criminalità organizzata in Puglia e sulle indagini finalizzate alla ricerca di persone destinatarie di provvedimenti definitivi dell'autorità giudiziaria.