Riceviamo e pubblichiamo
CATANZARO - Siamo allibiti rispetto al trattamento “demolitivo” che l’Università di Catanzaro subisce da un paio d’anni a questa parte. Un vero e proprio colpo mortale rivolto all’Ateneo Magna Graecia che prima si è visto sottrarre i corsi di alta formazione, e poi chiudere le facoltà di Veterinaria, Scienze dell’Amministrazione e ultimamente Scienze Motorie (già Isef). Una vera e propria mazzata che rischia di far diventare la “Magna Grecia” un polo periferico. [MORE]
Questo stillicidio rischia di peggiorare fatalmente con la vicenda relativa alla “Cardiochirurgia” che, invece di essere potenziato dalla Regione Calabria, per volontà del governatore Giuseppe Scopelliti potrebbe essere spostato altrove (a Cosenza o Reggio Calabria).
Ma la cosa preoccupante è che la città, gli studenti e i politici locali (tranne qualche eccezione) sembrano vivere tutto ciò in modo distaccato, quasi come se non fosse un problema. Evidentemente, toccheranno (e qualcuno lo ha già fatto) con mano, quanto questa scellerata politica ha prodotto e produrrà a breve nei confronti dell’Università di Catanzaro.
Già gli effetti negativi della diminuzione del numero degli studenti sta producendo un calo di entrate anche all’economia cittadina: tanti sono gli appartamenti rimasti sfitti e, ancora peggio, sono diminuite le entrare a tutte quelle attività commerciali che vivono con il mondo universitario.
Catanzaro deve capire che l’Università, così come lo è per altre città simili, è una ricchezza che va difesa e valorizzata. Una piccola inversione di tendenza è quella che ha intrapreso l’Amministrazione Comunale, che prima è riuscita ad aprire il Conservatorio Musicale e oggi, finalmente, ha deciso di puntare sull’Università con un progetto finalizzato a rivitalizzare il centro storico cittadino e incoraggiare il fitto degli immobili per gli studenti.
Tuttavia, questa iniziativa in fase embrionale non basta. Bisogna far in modo che l’Università “Magna Grecia” apra nuove facoltà universitarie per aumentare l’offerta formativa e allo stesso tempo far crescere il numero di studenti che decidono di studiare a Catanzaro. Il campus Universitario di Viale Europa è un punto di eccellenza che va valorizzato e ampliato, ma allo stesso tempo bisogna pensare di creare un polo della cultura all’interno del cuore antico della città.
Sarebbe opportuno realizzare facoltà quali lettere, scienze politiche e soprattutto architettura. Facoltà importantissime per formare anche una classe dirigente e una “intellighenzia” che possano servire anche per le funzioni che Catanzaro, in quanto Capoluogo di Regione, riveste nel panorama calabrese. Riuscire a dotarsi di professionalità nel campo delle scienze politiche è fondamentale per formare professionisti della pubblica Amministrazione, così come la capacità di formare architetti capaci di far crescere il territorio e di armonizzarlo con l’area vasta catanzarese.
Occorre quindi, una presa di coscienza da parte della sonnacchiosa deputazione parlamentare per aprire un tavolo di confronto con il Governo Centrale affinché l’Ateneo ”Magna Grecia” venga potenziato e non svilito. I catanzaresi devono chiedere a gran voce, al governatore Scopelliti che la Cardiochirurgia del Policlinico Universitario non venga dirottata altrove. Questa scellerata operazione rischia di essere l’ennesimo scippo ai danni di Catanzaro, un progetto distruttivo che alla lunga potrebbe portare alla chiusura dell’Università “Magna Grecia” con tutte le conseguenze del caso.
Associazione Culturale “PETRUSINU OGNI MINESTRA”