Bitcoin, stop della Sec ai fondi in criptovalute

2
Scarica in PDF
MILANO, 19 GENNAIO 2018 - Con una lettera ai rappresentanti delle società finanziarie america...

MILANO, 19 GENNAIO 2018 - Con una lettera ai rappresentanti delle società finanziarie americane, Dalia Blass, direttrice della divisione Investment Management della SEC, ha chiesto ai fondi di sospendere i propri progetti nella creazione di strumenti per investire sui bitcoin, Etf compresi.

"Come fatto in passato, siamo pronti a un dialogo sul potenziale sviluppo di questi fondi", scrive Blass. "Tuttavia crediamo che ci siano diverse questioni da esaminare sulla protezione degli utenti prima che si poter offrire strumenti simili agli investitori retail".

Nella lettera, la Sec ha parlato di "questioni da esaminare sulla protezione degli utenti" e di "domande estremamente significativi" sul futuro dei fondi legati alle criptovaluta. La direttrice, poi, elenca una lunga serie di quesiti che riguardando, tra le altre cose, la liquidità dei fondi, l'ancoraggio a un bene molto volatile e le procedure previste in caso di "fork". ossia la possibilità di una scissione all'interno di una criptovaluta che potrebbe dar vita ad altri sistemi paralleli, con prezzi diversi.

"Fino a quando non ci sarà una risposa soddisfacente a queste domande - conclude Blass - non crediamo che sia appropriato creare un fondo che investa in criptovalute o in prodotti ad esse correlati. Per questo chiediamo alle società che hanno depositato una richiesta di autorizzazione di ritirarla".

Con questa lettera la Sec ha messo nero su bianco quanto era trapelato nei giorni scorsi, cioè la volontà di richiedere un passo indietro alle società che avevano chiesto di introdurre un Etf ancorato ai bitcoin.

Con questa lettera la Sec ha messo nero su bianco quanto era trapelato nei giorni scorsi, cioè la volontà di richiedere un passo indietro alle società che avevano chiesto di introdurre un Etf ancorato ai bitcoin.

La prima richiesta era stata avanzata e bocciata, lo scorso marzo, dai gemelli Winklevoss, gli imprenditori famosi per aver contestato a Zuckerberg la paternità di Facebook e primi miliardari in bitcoin.

Le nuove richieste pervenute alla Sec, invece, puntavano sul fatto che, dopo il via libera ai future, si potessero aprire nuovi spazi per altri strumenti finanziari.

Daniele Basili

immagine da bitcoin.com
 

InfoOggi.it Il diritto di sapere