BOLOGNA, 7 NOVEMBRE 2013 - “Chiediamo una moratoria immediata degli sfratti per morosità e politiche abitative che, da subito, possano risolvere questo problema”. Ecco l’appello dei sindacati AS.I.A (Associazione inquilini ed abitanti) e USB (Unione Sindacale di Base) in occasione degli sfratti per morosità subiti dalle famiglie che, dal 28 Ottobre , occupano lo stabile 13/15 in Via Irnerio a Bologna.
Famiglie per lo più straniere (c’è solo un italiano all’interno dello stabile), che non riescono, o ritardano, a pagare l’affitto mensile dei propri, ormai ex, appartamenti. La situazione dello stabile è in via di miglioramento, perché l’acqua c’è e per la luce si è provveduti ad allacciare ogni appartamento a quella delle scale. Una situazione precaria che, comunque, basta per far sentire a “casa” chi, una casa, non ce l’ha più. Oltre all’appoggio dei sindacati, le famiglie hanno la fortuna di essere assistite da numerosi collettivi studenteschi che, come i sindacati, hanno già espresso il proprio dissenso per la difficoltà con cui le istituzioni stanno affrontando questo problema tanto difficile quanto vitale. Le istituzioni, appunto, sono immobili e hanno perso il controllo della situazione.
Sono state inviate numerose lettere aperte indirizzate al Prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, e all’assessore alle politiche abitative, Riccardo Malagoli, per aprire un tavolo di trattative. Inoltre, dopo i grandi cortei del 18 e 19 Ottobre, dopo le manifestazioni contro la privatizzazione dei mezzi pubblici, una parte delegata, dei due sindacati, ha incontrato l’on. Lupi (Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti) chiedendo una moratoria degli sfratti. Il Ministro non ha dato molta disponibilità alla risoluzione del problema a causa dei dettami dell’Europa. Le condizioni per 900 famiglie solo a Bologna, sfrattate per morosità, sono invivibili. Quindi, se ampliamo il tutto all’intera Italia, si avrà la drammatica dimensione di un problema immenso.
Quello che principalmente si chiede al Comune di Bologna e al Ministero dell’Interno da parte dei sindacati, collettivi studenteschi e, soprattutto delle famiglie, è di avere un sistema di Welfare che non neghi il diritto all’abitare. Con politiche abitative flessibili: gli affitti in base al reddito di ogni famiglia, requisire stabili vuoti per poi metterli a disposizione del cittadino meno abbiente, la grande quantità di patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato per trasformarlo in abitazioni che servano all’interesse del bene comune. L’occupazione continuerà fin quando non si avranno e vedranno dei risultati concreti. Ricordiamo che chiunque si trovi nella stessa situazione qui descritta, può aiutarsi e aiutare i sindacati e i collettivi recandosi allo sportello AS.I.A tutti i Lunedì e Mercoledì, con orario 15.00-17.00 in via Monterumici 36/10.
Dario Clemente[MORE]