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Bombe a New York ed Elizabeth: scontro fra Hillary e Trump nella corsa alla Casa Bianca

NEW YORK, 20 SETTEMBRE 2016 – La paura si è di nuova diffusa fra le strade di New York, dopo l’esplosione di un ordigno nascosto in un cassonetto a Manhattan e il ritrovamento di un pacco bomba inesploso nei pressi della stazione di Elizabeth, New Jersey. [MORE]

Quanto accaduto, oltre a spaventare la popolazione e gli abitanti della città che ancora porta addosso il ricordo dei terribili attentati dell’11 Settembre 2001, hanno contribuito ad infiammare ulteriormente gli ultimi mesi della campagna elettorale per la corsa alla presidenza statunitense. "Sappiamo che la retorica di Trump è sfruttata dall'Isis". Ha dichiarato la candidata democratica Hillary Clinton, parlando delle bombe a New York e in New Jersey e facendo riferimento ai video di reclutamento diffusi dallo Stato Islamico: "La sua retorica e il suo linguaggio ha aiutato i nostri avversari", ha proseguito l’ex First Lady, specificando: "Io sono l'unica candidata in questa corsa che ha preso parte a decisioni difficili per eliminare terroristi dal campo di battaglia".

"Il piano segreto di Trump è che... non ha un piano" ha proseguito la Clinton, parlando del rivale che, nel corso della giornata di ieri, in merito alla lotta al terrorismo aveva suggerito alla polizia statunitense di utilizzare il racial profiling, cioè fermare e controllare persone basandosi principalmente sulla loro razza. Trump ha così motivato le sue idee: "La nostra polizia locale sa bene chi sono queste persone, hanno paura di fare qualsiasi cosa perché non vogliono essere accusati di profiling", cosa che invece non spaventa altri Paesi che Trump addita ad esempio: "In Israele fanno il profiling e fanno un lavoro incredibile, e lo fanno fermando le persone che considerano sospette, la fermano e la controllano".

Elisa Lepone