Si è svolta ieri mattina con inizio alle ore 10:30 presso il Parco delle Rimembranze di Bovalino (Rc), la cerimonia di commemorazione dell’81° anniversario della “Festa della Liberazione”.
La liberazione dal nazifascismo in Italia si celebra appunto il 25 aprile, data simbolo del 1945 in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale. Questa ricorrenza segna la fine dell'occupazione nazista e del regime fascista, coronando la Resistenza italiana e avviando la transizione verso la democrazia.
Alla manifestazione hanno preso parte le autorità civili e militari locali, insieme a diverse associazioni combattentistiche e d’Arma del territorio.
A deporre la corona d’alloro al Monumento ai Caduti è stato il Sindaco di Bovalino, Vincenzo Maesano, accompagnato dalle autorità presenti che hanno percorso insieme il breve tragitto fino alla lapide dedicata ai cittadini bovalinesi Caduti, cittadini che sacrificarono la propria vita per conquistare quella libertà che il regime nazifascista aveva negato con la violenza e le armi.
A margine della cerimonia, il sindaco ha dichiarato:
“Oggi non potevamo non ricordare questo 81° anniversario e fare memoria, soprattutto per le future generazioni, dei tanti sacrifici compiuti dai nostri avi per consegnarci una democrazia che è per tutti noi un valore fondamentale. Questa ricorrenza anticipa di poco quella che tra circa un mese ci vedrà nuovamente qui per celebrare un’altra festa, la Festa della Repubblica Italiana (2 giugno).
Quella di oggi è una manifestazione che custodisce la memoria: dobbiamo trasmettere alle generazioni, presenti e future, non solo il ricordo dei sacrifici compiuti, ma anche il riconoscimento dei grandi valori di libertà e democrazia che hanno portato alla nascita del nostro Stato.
Bovalino ha dato il suo contributo, sia durante la guerra di Liberazione sia nel corso delle due guerre mondiali, rendendo ancora più significativo essere qui oggi. Auspichiamo tutti che le crisi internazionali, così devastanti e capaci di minare l’ordine sociale ed economico mondiale, possano presto cessare affinché si torni a una pace universale e duratura tra i popoli. È attraverso la risoluzione delle controversie, soprattutto tramite la diplomazia, che si possono far tacere le armi”.