Il Comune avvia una procedura pubblica per affidare gratuitamente l’immobile a enti e associazioni con finalità sociali e culturali. Si chiamerà “Casa dell’Amicizia”
Un bene immobile confiscato alla criminalità organizzata si prepara a cambiare destinazione e a diventare uno spazio dedicato alla comunità di Bovalino. Il Comune ha infatti pubblicato un avviso pubblico esplorativo finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse da parte di enti e associazioni interessati alla concessione gratuita dell’immobile, nel rispetto di quanto previsto dal Codice Antimafia.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto regionale dedicato al riutilizzo dei beni confiscati e al rafforzamento delle politiche di coesione sociale, con l’obiettivo di trasformare un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata in una risorsa concreta per il territorio.
Il progetto "Casa dell’Amicizia" L’immobile interessato dalla procedura si trova a Bovalino, in località Bricà, ed è stato acquisito al patrimonio comunale con deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 31 luglio 2018. Il bene, censito catastalmente al foglio 17, particella 1319, era precedentemente identificato con la particella 436, successivamente soppressa e sostituita dalla 1319.
Il progetto prende il nome di “Casa dell’Amicizia” e prevede la rifunzionalizzazione e l’adeguamento dell’immobile confiscato alla ’ndrangheta per realizzare un centro polifunzionale destinato all’associazionismo. L’operazione è inserita tra quelle ammesse a finanziamento nell’ambito del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, attraverso l’Azione 4.3.2. L’intervento non si limita quindi al recupero materiale dell’edificio. Il progetto punta a restituire alla collettività uno spazio capace di ospitare attività sociali, associative e inclusive, attraverso una nuova organizzazione degli ambienti interni ed esterni.
Un immobile confiscato restituito alla collettività. La valorizzazione dei beni confiscati alla mafia rappresenta uno degli strumenti attraverso cui un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata può essere restituito alla comunità e assumere una funzione pubblica. Nel caso di Bovalino, l'amministrazione comunale ha scelto di procedere attraverso una concessione a titolo gratuito, individuando mediante una procedura ad evidenza pubblica gli enti e le associazioni che potranno occuparsi dell’utilizzo del bene.
La procedura trova il proprio riferimento nell’articolo 48, comma 3, lettera c, del Codice Antimafia, che consente agli enti territoriali di assegnare, attraverso apposita convenzione e nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento, i beni confiscati a diverse realtà senza scopo di lucro e ad altri soggetti previsti dalla normativa.
Il ruolo del Comune di Bovalino. La procedura è stata predisposta dall’ U.O. Lavori Pubblici, Attività Manutentiva e Patrimonio del Comune di Bovalino. Il provvedimento è stato adottato dal responsabile dell’unità organizzativa, ingegner Antonio Ficara, mentre il responsabile del progetto è indicato nell’architetto Bruno Sansotta.
L’iter amministrativo ha previsto anche una precedente procedura, successivamente annullata in autotutela. Una nuova istruttoria ha consentito di predisporre uno schema di avviso ritenuto conforme agli indirizzi regionali collegati al programma di finanziamento. Il nuovo avviso è stato quindi approvato insieme ai relativi allegati e alla domanda di partecipazione.
Chi potrà utilizzare il bene. Il Comune procederà attraverso una procedura di evidenza pubblica per individuare il soggetto assegnatario. La scelta dovrà avvenire nel rispetto delle disposizioni del Codice Antimafia e del regolamento comunale relativo alla concessione in uso dei beni confiscati alla mafia.
L’obiettivo indicato nell’atto è favorire progetti capaci di promuovere coesione sociale, partecipazione, inclusione e crescita della persona, valorizzando allo stesso tempo i principi di sussidiarietà e cooperazione. L'azione regionale punta inoltre al miglioramento della qualità della vita e alla sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Una concessione gratuita della durata di dieci anni. Una volta completati gli interventi di rifunzionalizzazione, il soggetto individuato potrà sottoscrivere un contratto con il Comune della durata di 10 anni. Il progetto prevede il completamento e l’adeguamento dell’immobile, il ripristino e la nuova distribuzione degli spazi interni ed esterni, l’abbattimento delle barriere architettoniche e il completamento della struttura con arredi e attrezzature destinati a un utilizzo polivalente e inclusivo.
L’intervento è inoltre collegato all’avvio di azioni sociali innovative per il territorio bovalinese. Il progetto è identificato dal CUP C68C25000060002.
Dalla confisca al riuso sociale. La vicenda dell’immobile di Bovalino si inserisce in una prospettiva più ampia: trasformare un bene confiscato alla criminalità organizzata in un luogo destinato a finalità di interesse collettivo. L’operazione prevista dal Comune punta dunque a un duplice risultato: recuperare e valorizzare un immobile pubblico e, allo stesso tempo, creare un nuovo spazio a disposizione del mondo associativo e della comunità.
La concessione gratuita attraverso un avviso pubblico consente inoltre di collegare la valorizzazione del bene ai principi di trasparenza e partecipazione, affidando la sua futura funzione sociale a un soggetto individuato attraverso una procedura pubblica.
Un nuovo spazio per Bovalino. Il progetto “Casa dell’Amicizia” rappresenta, secondo quanto previsto dall’atto comunale, un intervento di recupero e riutilizzo di un bene confiscato alla ’ndrangheta con una precisa finalità sociale.
L’immobile di località Bricà è destinato a diventare un centro polifunzionale per l’associazionismo, inserito nelle politiche di valorizzazione dei beni confiscati sostenute dalla Regione Calabria. L’obiettivo finale è fare in modo che un patrimonio nato da una storia legata alla criminalità organizzata possa essere restituito alla collettività e trasformato in uno spazio per inclusione, partecipazione, associazionismo e attività sociali.