Cancellato, in extremis, il viaggio in Italia dell’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, programmato per la fine di giugno e annullato in seguito alla decisione della Corte Suprema Federale brasiliana di negare l’estradizione in Italia all’ex terrorista Cesare Battisti. Lula teme infatti delle possibili contestazioni una volta a Roma, convinzione rafforzatasi soprattutto dopo le ultime dichiarazioni rilasciate dal Ministro degli Esteri Franco Frattini al programma Le storie - diario italiano di Radiotre.[MORE]
Il capo della Farnesina avrebbe dichiarato infatti che l’unico ad aver sbagliato nel caso Battisti sarebbe stato proprio l’ex presidente del Brasile, definendo inconcepibile la posizione di chi attribuisce responsabilità al governo italiano. La negligenza del Premier Berlusconi nel perpetrare battaglie contro la magistratura non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda, continua Frattini, che ha annunciato il ricorso dell’Italia al Tribunale Internazionale dell’Aja, dove bisognerà portare argomenti giuridici chiari, dimostrando in primo luogo la chiara violazione da parte del Brasile di un trattato internazionale, come quello che è un trattato di estradizione tra due Paesi.
Ed è proprio a causa delle polemiche italiane, annunciano dalla stampa brasiliana, che Lula avrebbe preferito non prendere parte al seminario sull’agricoltura che si terrà nelle prossime settimane a Roma, in cui avrebbe dovuto appoggiare la candidatura del suo ex ministro per la sicurezza alimentare Josè Graziano, alla successione del senegalese Jacques Diouf alla direzione della Fao.
In un clima così rovente, la presenza dell’ex presidente del Brasile potrebbe essere più deleteria che benefica per il suo candidato, e potrebbe aiutare l’altro pretendente, l'ex ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos, ad acquistare punti.
Simona Peluso