CAGLIARI, 8 FEBBRAIO 2012 - L'amministrazione comunale non conosce pudore e seppur è vero che imposte al limite dell'assurdo ne paghiamo tutti i giorni, quanto accaduto a Cagliari è qualcosa che va oltre ogni immaginazione e che ricorda il periodo sabaudo e le gabelle medioevali tra cui l'infausta imposta sulle finestre che trasformò le case dei centri storici in bicocche malsane. Questa volta l'assurdo balzello ha colpito i commercianti che si son visti recapitare dall'Aipa, Agenzia Italiana per le Pubbliche Amministrazioni, la richiesta di pagamento della “tassa sull'ombra” proiettata sul marciapiede dalla propria insegna. Rispolverando così, una legge introdotta dal governo nel 1972 sull'occupazione del soprasuolo coperto dalle tende parasole e che la pubblica amministrazione aveva già cercato di applicare due anni fa all'ombra proiettata dalle tende delle attività commerciali, con i funzionari dell'Aipa che giravano per i negozi della città per misurare l'ombra e quindi stabilire una base di calcolo per l'imposta. [MORE]
Immediata la reazione dei commercianti.”Sono ormai alcuni giorni che riceviamo lamentele da parte dei nostri associati, che ci riferiscono degli avvisi di pagamento per questo ennesimo balzello dal sapore borbonico che non fa altro che incrementare la lunga lista di imposizioni e tasse di varia natura a cui gli imprenditori sono costretti a fare fronte”, afferma il suo presidente di Conferscenti, Roberto Bolognesi, “Come se non bastasse, le richieste di pagamento riguardano gli anni 2010 e 2011, e si prospetta la sua applicazione anche per il 2012. Si tratta di un balzello che viene applicato solo in pochissimi Comuni in Italia. Ma l’amministrazione cagliaritana, con eccessivo zelo, non tenendo in alcuna considerazione l’attuale periodo difficile che le imprese stanno attraversando, dà seguito a un regolamento comunale che più volte Confesercenti ha chiesto di rivedere”. Per questo motivo chiede “un urgente confronto sul tema e l’istituzione di un tavolo tecnico per rivedere e correggere una volta per tutte il regolamento sulla riscossione delle imposte locali che gravano sulle imprese”.
Mentre il direttore della Confcommercio, Giuseppe Scura, difende l'iniziativa ricordando che la tassa “esiste dal 1997 ed è stata istituita per decreto, insieme ad altre imposte come quella sui passi carrabili. Purtroppo si tratta di riscossioni che vengono richieste in un momento in cui la sopportazione delle imposte da parte di tutti, commercianti compresi, è al massimo storico”. Tassativa anche la replica del presidente della commissione comunale Bilancio Claudio Cugusi alla proposta di riesame dei regolamenti da parte della Confesercenti: “Le tasse non le inventa il Comune, ma vengono istituite per legge. I tributi locali vanno riscossi e noi ci limitiamo a far questo. Se si vuole abolire una tassa, bisogna chiederlo al Parlamento e non al Municipio”.
fonte L'Unione Sarda
Maria Assunta Casula