Calabria, 10 milioni per 20 Centri Polivalenti sull'autismo: la svolta di Straface

Tempo di lettura: ~4 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Un cambiamento epocale sta per investire la Calabria nel campo delle politiche sociali e della disabilità. Con un finanziamento che supera i 10,3 milioni di euro, la Regione ha ufficialmente avviato il progetto “Centri Aperti. Vite Libere.”, un'iniziativa strategica che prevede la creazione e il potenziamento di 20 Centri Polivalenti distribuiti su tutto il territorio regionale. L'annuncio è arrivato durante una conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Sala Verde della Cittadella Regionale a Catanzaro, presieduta dall'assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface.

Una rete capillare per abbattere le disuguaglianze

La misura nasce da un impegno solenne preso con le associazioni dei genitori e mira a garantire equità di accesso e prossimità ai servizi su tutto il territorio calabrese. I 20 Centri Polivalenti corrisponderanno ai Distretti sociosanitari, con i Comuni capofila chiamati a coinvolgere anche le aree interne e le comunità più piccole, annullando le distanze e azzerando le diseguaglianze. L'obiettivo è quello di superare la frammentazione delle prestazioni sanitarie e offrire una presa in carico globale e personalizzata, basata sull'approccio bio-psico-sociale, che restituisca dignità, attitudini, competenze e autodeterminazione alle persone neurodivergenti.

La fascia d'età più critica: dai 16 ai 40 anni

I nuovi centri sono progettati per rispondere prioritariamente ai bisogni della fascia d'età compresa tra i 16 e i 40 anni, colmando il vuoto che si crea al termine della scuola dell'obbligo e nel passaggio dalla Neuropsichiatria infantile ai servizi per l'età adulta. È in questa fase, infatti, che storicamente la disabilità ricade esclusivamente sulle spalle delle famiglie, con il rischio di isolamento domestico. La vera sfida del progetto è l'integrazione socio-sanitaria reale tra tutti gli attori della comunità: le ASP garantiranno il personale sanitario per le aree abilitative e riabilitative, mentre gli Ambiti Territoriali Sociali, in co-progettazione con il Terzo Settore, attiveranno percorsi per le autonomie abitative, orientamento pre-lavorativo, attività sportive, artistiche, teatrali e informatiche, oltre a percorsi di parent training e sostegno per i caregiver.

Non più pazienti, ma cittadini protagonisti

«Non più soltanto centri di salute mentale, non più prestazioni sanitarie frammentate o trattamenti clinici che considerano la persona un semplice paziente da riabilitare, ma una presa in carico globale, personalizzata e centrata sull'approccio bio-psico-sociale che restituisce dignità, attitudini, competenze, desideri, autodeterminazione e il pieno diritto di essere un cittadino protagonista della propria vita», ha dichiarato l'assessore Straface. «Con l'avvio della rete dei Centri Polivalenti abbattiamo un muro storico e manteniamo una promessa solenne fatta alle famiglie calabresi».

Le strutture saranno spazi semiresidenziali aperti, non ghetti o luoghi di ricovero passivo, offrendo sostegno e serenità ai caregiver e ai nuclei familiari. «Vogliamo superare per sempre un modello rigido in cui le famiglie dovevano combattere battaglie solitarie contro la burocrazia e dipendere dalle proprie possibilità economiche per garantire un diritto: da oggi sono i servizi a muoversi verso i cittadini e non viceversa», ha aggiunto l'assessore. «Un ragazzo con autismo o neurodivergenza non è la sua diagnosi e non può essere confinato in una dimensione esclusivamente clinica. Conosciamo il carico quotidiano dei genitori e quella domanda che attanaglia la loro vita: “Che cosa accadrà a mio figlio quando io non potrò più occuparmene?”. A questo interrogativo le istituzioni non possono rispondere soltanto quando diventa un'emergenza, ma devono costruire risposte molto prima, aiutando le persone ad acquisire competenze, autonomia e dignità. “Centri aperti” significa strutture spalancate allo sport, alla cultura, al volontariato e alla comunità; “Vite libere” significa misurare il successo di questa politica non solo dalle risorse stanziate, ma dal coraggio di progettare e fare innovazione da parte degli Ambiti Territoriali, delle Aziende Sanitarie, dei Comuni e del Terzo Settore: costruiamo insieme risposte personalizzate per capire quante persone saranno realmente uscite dall'isolamento, conquistando un percorso di autonomia, partecipazione e futuro».

Un modello innovativo di welfare

All'incontro hanno partecipato Iole Fantozzi, dirigente generale del Dipartimento per l'Inclusione sociale, Maria Gabriella Rizzo, dirigente del Settore Disabilità e non Autosufficienza, e il dottor Giuseppe Geraci dell'assistenza tecnica. Presenti anche il consigliere regionale Daniela Iiriti, il dirigente del Dipartimento Salute Francesco Lucia, la presidente della FISH Calabria Nunzia Coppedè, insieme ai rappresentanti degli Ambiti Territoriali Sociali, delle Aziende Sanitarie Provinciali, dei Comuni, degli Enti del Terzo Settore, delle associazioni, agli operatori, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. L'avviso pubblico è già disponibile sul portale Calabria Europa.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.