Politica

Calabria, Premier Conte "vietato sbagliare". Probabile Cdm. Rosa candidati 'blindati'

Calabria, Conte accelera, ma ora "vietato sbagliare". Probabile Cdm in settimana. Al vaglio rosa candidati 'blindati'
ROMA, 18 NOV - Basta fretta, ora prudenza e zero errori. E' il mantra per la scelta del nuovo commissario che dovrà gestire la sanità calabrese. Il quarto, magari quello giusto, dopo i tre flop dei giorni scorsi. Il governo vorrebbe chiudere la partita entro la settimana, in un Consiglio dei ministri tra domani o più probabilmente venerdì, ma non si esclude che la 'missione' richieda qualche giorno in più. Di certo, stavolta non si può sbagliare. Lo mette per iscritto il premier, dopo un mea culpa pubblico per il caos sulle tre nomine precedenti.

"Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta, dopo anni di malasanità. Mi assumo la responsabilità", ammette Giuseppe Conte ad alcuni quotidiani. Ma promette: "Dopo i passi falsi compiuti, avvertiamo la responsabilità di indicare la persona giusta, con adeguate competenze nell'organizzazione sanitaria e contabile". A maggior ragione ora che il coronavirus si fa più potente nella terra di Jole Santelli e segna un nuovo record di contagi: nelle ultime 24 ore sono schizzati a 936 i nuovi casi positivi (ieri erano 680) e in aumento pure le vittime, a quota 10. Insomma, il rebus va sciolto a breve. Il capo del governo sta valutando con attenzione molti profili di 'papabili', tenendo conto sia degli input suggeriti dai partiti che quelli dei diretti interessati, i calabresi.

Gli stessi che incontrerà domani. Una delegazione di sindaci e consiglieri regionali, infatti, sarà davanti a Palazzo Chigi per un sit in. Obiettivo: ribadire al governo la richiesta di mettere fine al commissariamento della sanità regionale, che dura da 11 anni, e garantire ai circa 2 milioni di calabresi "condizioni di pari dignità e trattamento nella tutela della salute". Più netto è il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

"Non vogliamo subire scelte calate dall'alto senza concertazione - accusa, parlando all'assemblea dell'Anci - Non poniamo una questione sul nome, ma sul metodo. Vogliamo che chi arrivi, sia competente e che ci metta la testa e il cuore". Un appello condiviso dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, nell'ottica di un maggior coinvolgimento dei 'locali' nella partita. Così, dopo le figuracce fatte con la cacciata di Saverio Cotticelli e le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli ed Eugenio Gaudio, bisogna stringere i tempi. E all'ultimo 'sparare' il colpo con il nome giusto.

Ancor di più per smarcarsi dalle critiche feroci e facili delle opposizioni, ma anche dal fuoco amico. In primis, sul fronte 5 Stelle: una parte del Movimento ha puntato i piedi su Gino Strada, che però non convinceva tutti. Forte del recente incarico ottenuto per la gestione di alcuni ospedali da campo proprio in Calabria insieme alla Protezione civile, in realtà il nome del fondatore di Emergency è ancora in pista.

Il Pd invece spinge per un manager della sanità, puntando sul fattore esperienza. Sul tavolo ci sono parecchi curricula. Nella rosa dei possibili commissari, spicca quello di Federico Maurizio D'Andrea, cosentino che vive a Milano con un passato a metà tra la finanza (è stato colonnello delle Fiamme gialle ai tempi di Mani pulite e tra gli investigatori più vicini a Francesco Saverio Borrelli) e l'esperienza da manager (come presidente di Sogei e poi di Olivetti).

Altri nomi quotati sono quelli di Narciso Mostarda, medico e dirigente dell'Asl Roma 6, e Francesco Paolo Tronca di origini familiari calabresi, ex prefetto di Milano e un'esperienza di commissariamento a Roma, nella Capitale allo sbando dopo le dimissioni di Ignazio Marino e prima dell'attuale sindaca Virginia Raggi. In campo potrebbe esserci anche Pellegrino Mancini, numero uno del Centro regionale trapianti dell'ospedale 'Bianchi-Melacrino-Morelli' di Reggio Calabria, ma con la 'pecca' di essere sponsorizzato da Matteo Salvini.

Tra i papabili non si esclude nemmeno il nome di Nicola Gratteri, il procuratore di Catanzaro apertamente scettico su Gino Strada. "C'è bisogno di un manager, non di un medico", aveva sentenziato ieri.