Calabro dopo Catanzaro Padova un punto prezioso e una squadra che deve ancora crescere
Il tecnico biancoscudato analizza il pareggio del Ceravolo e valorizza la reazione nella ripresa Decisivi i cambi e il contributo di Pompetti mentre il bilancio sale a sette punti in tre partite
Antonio Calabro lascia il Ceravolo con un punto che considera importante, soprattutto per le difficoltà incontrate contro un Catanzaro aggressivo e determinato. Dopo l’1 a 1 tra Catanzaro e Padova, l’allenatore biancoscudato riconosce la superiorità dei giallorossi nel primo tempo e sottolinea la crescita della propria squadra nella ripresa.
La sua valutazione tiene insieme soddisfazione e prudenza. Il Padova ha saputo reagire in una partita complicata, ma il risultato positivo non cancella gli aspetti sui quali intervenire. I sette punti conquistati in tre gare rappresentano un segnale incoraggiante, da accompagnare con ulteriore lavoro.
Calabro considera il pareggio un risultato giusto
Nella lettura del tecnico, la partita ha avuto due fasi differenti. Il Catanzaro ha interpretato meglio il primo tempo, facendo valere intensità, fisicità e sostegno del pubblico. Il Padova è invece cresciuto nella seconda parte, quando le sostituzioni hanno consentito di aumentare la qualità del gioco.
Calabro considera quindi il pareggio del Ceravolo coerente con l’andamento complessivo della sfida. Ammette che la sua squadra avrebbe potuto perdere, ma ritiene anche che, dopo il gol del pari, ci fosse lo spazio per cercare qualcosa in più.
Secondo l’allenatore, ai biancoscudati è mancata soprattutto la convinzione per sfruttare un breve momento di esitazione dei padroni di casa. Una possibilità rimasta incompiuta, che non modifica però il giudizio favorevole sul punto conquistato.
La gestione delle energie e il peso delle sostituzioni
La terza partita in una settimana ha condizionato le scelte iniziali del Padova. Calabro spiega di aver previsto le difficoltà contro la spinta del Catanzaro e di aver privilegiato, in avvio, calciatori capaci di garantire corsa e presenza fisica.
L’obiettivo era contenere l’impatto degli avversari, conservando alcune risorse tecniche per la ripresa. Gli ingressi di Pompetti e Zuelli rispondevano proprio a questa logica: aumentare la precisione nella gestione del pallone quando il ritmo della gara sarebbe diminuito.
Una strategia che ha contribuito a cambiare l’equilibrio dell’incontro. Il Padova ha trovato maggiore fluidità nella costruzione, riuscendo a sviluppare con più efficacia la propria manovra.
Pompetti cambia la costruzione del Padova
Tra i temi centrali del dopogara c’è il contributo di Marco Pompetti, coinvolto anche nell’avvio dell’azione che ha portato al pareggio. Il suo ingresso davanti alla difesa ha offerto alla squadra un riferimento nella distribuzione del gioco.
Calabro ne evidenzia soprattutto la risposta sul piano emotivo. Tornare a giocare a Catanzaro, in un ambiente al quale il centrocampista è rimasto legato, non era un passaggio semplice. I fischi ricevuti hanno aggiunto pressione a una serata già particolare.
Il tecnico ricorda inoltre le difficoltà legate al lungo periodo segnato dall’infortunio e alla necessità di ritrovare ritmo. Per questo interpreta la prestazione del giocatore come un segnale significativo: Pompetti ha saputo incidere in un contesto difficile, mostrando personalità oltre alle proprie qualità tecniche.
Sette punti in tre gare danno fiducia ai biancoscudati
Il bilancio della settimana offre al Padova motivi concreti di soddisfazione. Sette punti in tre partite, con due trasferte e una sola gara interna, danno valore al percorso recente della squadra.
Calabro sottolinea come, nell’arco di pochi giorni, siano arrivati tanti punti quanti ne erano stati raccolti nei due mesi precedenti. Un’accelerazione importante, accompagnata dalla capacità di reagire alle difficoltà.
L’allenatore evita però di considerare questi risultati un punto di arrivo. Insiste sulla quantità di lavoro ancora necessaria e indica nella disponibilità dei calciatori uno degli elementi più utili per proseguire la crescita. Il gruppo, nelle sue parole, sta mostrando apertura verso le indicazioni dello staff.
Il Catanzaro aggressivo era una difficoltà prevista
L’intensità dei giallorossi non ha sorpreso Calabro. Il tecnico si aspettava una squadra desiderosa di reagire, sostenuta dall’arrivo di un nuovo allenatore e dalla presenza di giocatori di qualità.
Nella sua analisi, il cambio in panchina del Catanzaro ha contribuito a riattivare energie e motivazioni su una base tecnica già importante. Dopo le sconfitte interne contro Mantova e Ascoli, era prevedibile una risposta particolarmente decisa davanti al proprio pubblico.
Calabro accosta questa situazione a quella vissuta dal Padova prima della vittoria contro il Südtirol: in alcuni momenti, organizzazione e soluzioni tattiche devono essere accompagnate dalla fame di risultato. Anche per questo considera prezioso essere riuscito a uscire dal Ceravolo con un punto.
Il legame di Calabro con Catanzaro resta forte
La conferenza stampa lascia spazio anche al rapporto tra Antonio Calabro e Catanzaro. Gli applausi ricevuti al ritorno da avversario riportano il tecnico ai ricordi della sua esperienza giallorossa.
Il pensiero va soprattutto all’ambiente umano incontrato in città, descritto come familiare e vicino nei momenti difficili. Calabro ritiene che il rispetto del pubblico sia legato anche alla professionalità e alla correttezza mantenute durante il proprio percorso.
Sui fischi indirizzati a Pompetti, invita invece a leggere le reazioni dei tifosi attraverso il coinvolgimento emotivo che accompagna i rapporti calcistici. Anche una storia importante può lasciare amarezza nel momento della separazione.
Dal Ceravolo il Padova riparte dunque con un risultato utile e indicazioni da sviluppare: la capacità di restare in partita, l’efficacia dei cambi e una reazione che dà fiducia, insieme alla consapevolezza di dover migliorare ancora.