Calcio italiano in affanno secondo Buonfiglio tra calo di praticanti e poca valorizzazione dei talenti

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Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha scelto la città di Napoli per lanciare un messaggio chiaro sul futuro del calcio italiano. Interrogato sull'assemblea elettiva della Figc convocata per il prossimo 14 dicembre dal commissario straordinario Giovanni Malagò, il numero uno dello sport nazionale ha preferito non sbilanciarsi sulle dinamiche politiche, ma ha offerto una riflessione lucida sullo stato di salute del movimento calcistico.

Un calo preoccupante di praticanti

Il dato più allarmante riguarda la perdita di praticanti nel calcio, stimata tra il 5 e il 6 per cento, che stride con l'incremento del 7 per cento registrato dal tennis nello stesso periodo. Un segnale che, secondo Buonfiglio, non può essere ignorato e che richiede interventi strutturali. "Servono risultati che non si possono improvvisare", ha spiegato il presidente del Coni, sottolineando come il calcio italiano stia attraversando una fase delicata che necessita di riflessioni approfondite e strategie di lungo periodo.

La Serie A e la questione degli italiani

Uno dei nodi centrali sollevati da Buonfiglio riguarda la valorizzazione degli atleti italiani nel massimo campionato. "Nel campionato di Serie A, che è la massima espressione del calcio, c'è poca valorizzazione dei nostri atleti", ha dichiarato, evidenziando come molte squadre schierino solo uno o due giocatori italiani in campo. Una situazione che, a suo avviso, contribuisce a rendere le partite meno entusiasmanti per il pubblico e che incide negativamente sullo sviluppo del talento nazionale.

La nazionale e la sfida del cambiamento

Il discorso si è poi spostato sulla nazionale italiana, che secondo Buonfiglio non può invertire il trend negativo dall'oggi al domani. Il calo di praticanti, la ridotta presenza di italiani nei club e le difficoltà della squadra azzurra sono elementi interconnessi che richiedono un approccio sistemico. Il presidente del Coni ha quindi tracciato un quadro realistico, lontano da facili ottimismi, invitando tutti gli attori del mondo calcistico a lavorare con serietà per costruire un futuro più solido per lo sport più amato dagli italiani.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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