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Camorra, estorsione a imprenditori di Cellole: in carcere figlia del boss del clan Bidognetti

Campania > Caserta

È finita in carcere Katia Bidognetti, figlia di Francesco conosciuto come "Cicciotto 'e mezzanotte", ritenuto dagli inquirenti il boss reggente del clan campano di camorra dei Casalesi. 

La 39enne era agli arresti domiciliari a Reggio Emilia con le accuse - contestate, a vario titolo, ad altri 20 imputati - di estorsione ai danni di imprenditori di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, Cellole, Castel Volturno, Acerra e Roma. Il tutto al termine di un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza. Inoltre, secondo gli inquirenti, Katia Bidognetti avrebbe ricevuto ordini direttamente dal padre boss di camorra, attraverso un sistema di messaggi ed allusioni, durante i colloqui in carcere, dove è recluso in regime di 41bis.


I carabinieri reggiani hanno eseguito l'ordine di carcerazione dopo che è diventata definitiva la condanna di sei anni per associazione di tipo mafioso emessa in Appello. La donna dovrà restare in cella fino al 31 gennaio 2023, dopo aver scontato già parte della pena detentiva tra carcere e domiciliari. Tra gli imputati vi era anche la sorella Teresa. Durante il rito abbreviato, il pubblico ministero aveva chiesto 15 anni di reclusione per la 39enne. Il giudice, nel luglio del 2018, emise per Katia Bidognetti una sentenza a 6 anni di reclusione, mentre per la sorella Teresa la condanna è stata a tre anni e 4 mesi.

L'articolo è apparso anche sul quotidiano online "Il caffè di Baia Domizia".