Un piano decennale da un miliardo per la prevenzione nei Campi Flegrei e interventi da 187 milioni per i lavoratori e il rilancio industriale
Il Consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti che intervengono sulla sicurezza dei Campi Flegrei e sul futuro dei lavoratori dell’ex Ilva. Due ambiti diversi, accomunati dalla necessità di affiancare alle risposte immediate una programmazione capace di accompagnare territori, famiglie e imprese negli anni successivi.
Per l’area flegrea è previsto un piano straordinario da un miliardo di euro in dieci anni, destinato alla prevenzione, alla riduzione della vulnerabilità degli edifici e al miglioramento delle infrastrutture. Per il settore siderurgico, il pacchetto illustrato comprende 187 milioni di euro per sostegno al reddito, incentivi alle assunzioni e percorsi di ricollocazione.
Le misure delineano il quadro degli interventi annunciati dal Governo. Requisiti applicativi e procedure dovranno essere letti nel testo definitivo dei provvedimenti e nei successivi atti di attuazione.
Campi Flegrei un piano per convivere consapevolmente con il rischio
Il punto di partenza del piano presentato dal ministro Nello Musumeci è la particolarità del territorio. I Campi Flegrei sono un sistema vulcanico attivo, interessato da una crisi bradisismica il cui andamento conserva margini di incertezza.
Il bradisismo, caratterizzato da movimenti di sollevamento e abbassamento del suolo e associato nell’attuale crisi all’attività sismica, richiede una strategia continuativa. La sicurezza non può quindi dipendere soltanto dalla riparazione dei danni dopo una scossa.
La zona di intervento indicata comprende circa 85 mila abitanti e 15 mila edifici. Questi numeri riguardano l’area interessata dal programma e non vanno confusi con l’intera popolazione esposta al rischio vulcanico.
L’obiettivo è ridurre la fragilità del patrimonio edilizio, preparare la popolazione a un eventuale allontanamento e rendere più efficaci i collegamenti necessari alla gestione delle criticità.
Un miliardo in dieci anni e un unico responsabile degli interventi
Il programma prevede un fondo pluriennale da un miliardo di euro, distribuito su un orizzonte di dieci anni, e una gestione affidata al presidente pro tempore della Regione Campania, nel ruolo di commissario straordinario del Governo.
Al commissario spetterà l’attuazione del piano, con responsabilità su interventi, tempi e avanzamento dei lavori. Il Governo definirà gli indirizzi e verificherà il programma pluriennale e le sue revisioni.
Sono previste una relazione semestrale del commissario al Governo e una relazione annuale del Governo al Parlamento, per rendere verificabile lo stato di attuazione.
La Protezione civile manterrà le proprie competenze su monitoraggio del rischio, allertamento, pianificazione, esercitazioni e preparazione all’eventuale allontanamento della popolazione. La struttura commissariale si occuperà invece degli interventi materiali di prevenzione e ricostruzione.
Adeguamento sismico degli edifici e delocalizzazione volontaria
Tra le misure centrali figura il sostegno all’adeguamento sismico degli immobili, su richiesta formale dei proprietari.
La ripartizione ordinaria illustrata prevede il 70 per cento della spesa a carico dello Stato e il 30 per cento a carico del proprietario. Per chi dichiara un reddito non superiore a 28 mila euro è stata annunciata una copertura pubblica maggiore.
Il piano contempla anche la delocalizzazione volontaria e incentivata, soprattutto per gli immobili più vulnerabili o collocati nelle aree a maggiore rischio. Si tratta di una possibilità da disciplinare nel lungo periodo, che richiederà criteri chiari per individuare edifici, beneficiari e modalità di sostegno.
Un altro asse riguarda le infrastrutture strategiche e le vie di fuga, con procedure accelerate e un coordinamento volto a superare la frammentazione delle competenze.
Contributi fino a 30 mila euro per i danni lievi e fondi per le chiese
Per gli edifici con lesioni lievi, che non compromettano la stabilità dell’immobile, è prevista una procedura semplificata con un contributo fino a 30 mila euro per il pronto ripristino.
La finalità è favorire il recupero delle abitazioni quando le condizioni tecniche consentono interventi circoscritti, riducendo i tempi di permanenza delle famiglie fuori casa.
Il programma comprende inoltre 10 milioni di euro per il ripristino degli edifici di culto, riconoscendo il ruolo delle chiese e degli oratori anche come spazi di aggregazione e formazione.
Sospensioni dei pagamenti e proroga degli affitti
Il pacchetto per i Campi Flegrei include misure economiche richieste dal territorio:
- Sospensione di tributi e contributi dal 31 luglio al 30 novembre 2026.
- Sospensione dei mutui dal 31 luglio 2026 al 31 dicembre 2027.
- Proroga di due anni dei contratti di locazione abitativa in scadenza tra ottobre 2026 e ottobre 2027, a favore delle famiglie con reddito inferiore a 28 mila euro, purché non sia presente un titolo esecutivo.
Eventuali contributi alle imprese saranno valutati dal commissario con provvedimenti autonomi, nei limiti delle risorse disponibili. L’accesso alle singole agevolazioni dipenderà dall’ambito e dai requisiti stabiliti dalla disciplina definitiva.
Limiti alle nuove costruzioni e procedure edilizie accelerate
Il piano rafforza il contenimento del consumo di suolo, estendendo le limitazioni alle nuove cubature anche alle attività produttive e lavorative, oltre a quelle residenziali già interessate dai precedenti interventi.
Sono inoltre previsti termini ridotti per l’esame delle domande di sanatoria edilizia e la possibilità di presentarle insieme alla richiesta di contributo.
La concessione del finanziamento resterà comunque subordinata all’ottenimento della sanatoria. La presentazione contestuale delle domande serve quindi ad accelerare l’iter, senza rendere automatico il riconoscimento della regolarità edilizia.
Ex Ilva sostegno al reddito per i lavoratori dell’indotto
Il provvedimento illustrato dalla ministra Marina Calderone interviene sui dipendenti del gruppo e sulle aziende collegate ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.
Per i lavoratori dell’indotto è prevista una cassa integrazione in deroga nel periodo compreso tra il 1 ottobre 2026 e il 30 giugno 2027. La finestra temporale definisce il periodo di protezione possibile, senza implicare che debba essere utilizzato interamente.
La misura si rivolge alle aziende che operano in monocommittenza oppure hanno almeno il 50 per cento del fatturato legato ad ADI.
Le settimane riconosciute attraverso questo intervento non entreranno nel conteggio ordinario dei limiti della cassa integrazione. Non sarà inoltre richiesto il contributo addizionale previsto per gli strumenti ordinari.
È stata annunciata una procedura accelerata, con pagamento diretto da parte dell’INPS. La copertura comprende anche i lavoratori di ADI Servizi Marittimi, per i quali è necessario uno strumento adeguato alle caratteristiche del settore.
Formazione e ricollocazione accompagnano gli ammortizzatori sociali
Il sostegno economico sarà collegato alle politiche attive del lavoro. I beneficiari saranno inseriti nella piattaforma SIISL e presi in carico dai servizi per l’impiego.
Il rifiuto senza giustificato motivo di attività di formazione, riqualificazione o di un’offerta di lavoro congrua comporterà la decadenza dal trattamento, secondo le condizioni previste.
Per il personale di ADI in amministrazione straordinaria è stata inoltre annunciata un’integrazione del trattamento di cassa integrazione, indicata nella presentazione nella misura del 70 per cento dell’indennità. La percentuale non va interpretata automaticamente come quota dello stipendio: il calcolo dovrà seguire la disciplina applicabile.
Attraverso accordi con le amministrazioni locali, i lavoratori potranno essere coinvolti anche in progetti di pubblica utilità, con il riconoscimento dell’intera retribuzione percepita in ADI per le ore effettivamente prestate.
Incentivi alle assunzioni con esonero contributivo e contributo aggiuntivo
Per le imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratori del gruppo Ilva o ADI in amministrazione straordinaria, tra il 1 novembre 2026 e il 31 dicembre 2027, sono previsti due incentivi:
- Esonero contributivo totale per 24 mesi, fino a 8 mila euro annui.
- Contributo aggiuntivo di 20 mila euro per ogni assunzione, erogato in due quote uguali dopo sei e ventiquattro mesi.
Tra le condizioni illustrate figurano il mantenimento del lavoratore in servizio per almeno 48 mesi e il rispetto del trattamento economico complessivo previsto dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
La finalità è favorire occupazione stabile e valorizzare le competenze maturate nel settore siderurgico.
Impianti e nuovi investimenti per il rilancio industriale
Il decreto autorizza i commissari a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria, per evitarne il danneggiamento irreparabile, fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Cassazione richiamata nella presentazione e comunque non oltre il 15 dicembre 2026.
Restano gli obblighi di monitoraggio delle emissioni, anche in assenza di attività produttiva.
Sul versante degli investimenti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy raccoglierà manifestazioni di interesse per progetti superiori a 10 milioni di euro e predisporrà un piano da sottoporre al Consiglio dei Ministri.
I contratti di sviluppo seguiranno procedure autorizzative accelerate, con priorità ai progetti che prevedono l’assunzione di lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto.
Un distretto tra Brindisi e Taranto per le tecnologie a zero emissioni nette
Il programma prevede l’istituzione del distretto di accelerazione industriale Brindisi Taranto, dedicato alle tecnologie a zero emissioni nette.
Le aree dovranno essere individuate entro trenta giorni e il Dipartimento per il Sud fungerà da punto di contatto unico. È previsto anche il rifinanziamento del Tecnopolo di Taranto.
La strategia punta ad affiancare alla tutela del reddito nuove opportunità produttive, coinvolgendo le aree dello stabilimento tarantino e quelle attigue del demanio marittimo e militare. Il quadro degli interventi considera anche gli stabilimenti del Nord Italia, con accordi locali per valorizzare professionalità e favorire percorsi di impiego.