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Cani e umani in condominio

Lazio

 ROMA, 29 DICEMBRE 2014 - Sono mesi che sentiamo la sua presenza nell'appartamento qui accanto al nostro.  Apre le finestre sempre al solito orario, passa l'aspirapolvere soltanto il sabato, dà tre  mandate alla porta per chiuderla e  lascia dietro di sé il portone, quasi a segno di sdegno. 

Oggi pomeriggio, dopo che siamo stati a prendere i nostri bastoncini in pelle di bufala, finalmente, ci siamo incontrati nel pianerottolo. Papy cercava le chiavi di casa, mentre le mie sorelline ed io aspettavamo con ansia il momento di metterci nella cuccia e mordicchiare la nostra lauta ricompensa per essere stati così bravi, per aver terminato in pochi giorni, i compiti delle vacanze natalizie. 
Prima di guardarla negli occhi, ho respirato il suo profumo da impiegata ligia e stacanovista, poi ci siamo girati tutti in maniera simultanea e il mio Papy le ha rivolto un saluto di cortesia. 
Non ha ricevuto, però, nessuna risposta. Lei ci ha guardato, o forse fulminato, ed è entrata velocemente nel suo appartamento. 
Di solito, quando si incontra qualcuno nel condominio, anche se non ci  si conosce, si saluta  per educazione, ma evidentemente non abbiamo ricevuto tutti le stesse basi per una civile convivenza. 
Non credo che le si sarebbero consumate le corde vocali se ci avesse rivolto un semplice "ciao", né tantomeno avrebbe avuto una paresi facciale. Anzi, forse le avrebbe fatto bene un po' di movimento degli zigomi, per donarle quel senso di vita che in lei, non sembra essere presente. 

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Non appena siamo entrati in casa, ho chiesto al "mio umano" la sua opinione al riguardo e lui che vede del buono in tutti, ha risposto che forse la nostra vicina non nutre particolare simpatia per gli animali che vivono in condominio, ma non per questo debba essere condannata o giudicata. 
... Quando fa il principe dell'ovvio non lo sopporto e per questo motivo ho deciso di bussare alla sua porta e chiedere direttamente a lei quale sia il suo problema nei nostri confronti. 

"Ciao sono Aaron, il bassotto che vive qui accanto a te. Se hai tempo avrei bisogno di parlarti, magari davanti ad una tazza di caffè". 
Lei ha annuito e l'ho fatta accomodare sul nostro divano bianco di pelle un po' graffiato a causa di Tara, la mia sorellina Jack Russel. 
Mentre papà era visibilmente in imbarazzo, lei, a cuore aperto, ci ha raccontato che è stanca e stufa del comportamento di alcuni condòmini che hanno anch'essi dei cani in appartamento, ma che non rispettano quelle che sono le regole basilari per una pacifica e rispettosa vita da vicini di casa. A volte trova dei bisognini lasciati dagli amici a 4 zampe nell'ascensore o dei gomitoli di pelo sugli indumenti che mette ad asciugare fuori in terrazza. Una volta, invece, le è capitato di salire per le scale, mentre, un abitante del palazzo stava scendendo con il suo cane, non provvisto di guinzaglio. Lei si è sentita "abbracciare", con le migliori intenzioni, da 40 kg di massa canina, ma  per lo spavento è quasi svenuta con i 2 sacchi di crocchette che aveva tra le mani. 
"Crocchette? Per chi?" Questa magica parolina, mi ha un po' distratto dal discorso, però mi ha fatto scoprire che non odia affatto gli animali. Ha infatti, due gattine in casa che ha salvato dal ciglio di una strada, nella  fredda notte del Natale passato. 

I regolamenti condominiali non possono assolutamente vietare di detenere o possedere animali domestici all'interno delle proprie abitazioni. Questo, però, non significa che l'accesso dei miei amici pelosi sia fuori da ogni regola. Infatti, i nostri umani sono tenuti a mantenere pulite le aree comuni per non ledere all'igiene degli altri conviventi, non lasciarci liberi di circolare senza essere condotti a guinzaglio e museruola per i caratteri più aggressivi, evitare rumori molesti e non far pervenire odori sgradevoli. 

Occorre sempre il buon senso e soprattutto il rispetto delle altre persone.  Lo  stesso rispetto che  esigiamo, siamo tenuti a fornirlo a chiunque si trovi ad interagire con noi. Che sia un simpatizzante o meno della razza canina, dimostriamogli che sappiamo vivere alle regole della società e che i nostri "umani" hanno a cuore la consapevolezza che essere delle persone educate, contribuisce a migliorare la qualità dei rapporti sociali.

La nostra vicina questa sera rimarrà a cena e immagino, quasi per certo, che le toccherà lavare anche i piatti, dato che il mio papà tirerà fuori la scusa che è molto stanco  per compiere questa operazione. 

Aaron