Emanuele Pascuzzi, esponente di Base Popolare, condivide il comunicato del suo movimento politico sulla crisi provocata dal blocco degli autotrasporti, che sta mettendo in difficoltà il Sud Italia e non solo.
Base Popolare è un partito Centrista , guidato dal Segretario Nazionale on. Giuseppe De Mita e vuole rimettere al centro della politica i valori del popolarismo, quelli che partono dalla persona e dai suoi bisogni.
Da qui arriva una proposta concreta: sospendere le concessioni di estrazione e usare il petrolio estratto in Italia per sostenere autotrasportatori e agricoltori, vendendo il gasolio a un euro al litro. Fino a quando il Paese non sarà in grado di approvvigionarsi a costi più bassi e senza dipendere dalle oscillazioni dei mercati finanziari.
COMUNICATO STAMPA
Una emergenza di settore fa presto a diventare emergenza sociale.
In un contesto reso fragile dalle crisi internazionali e dal radicale sovvertimento delle regole ordinarie che governavano economia e società, non può restare in vita l’usuale regime ordinario solo per le fasce più deboli, mentre gli attori più forti o prepotenti sovvertono le leggi e principi imponendo dazi, costi irragionevoli e interruzioni di forniture.
In una tale situazione occorre ristabilire il primato della democrazia.
Per questo ci pare del tutto ragionevole la proposta avanzata dal Centro studi CONFIMI Industria di Bari - BAT - Foggia, diretto da Canio Trione, con la quale viene chiesta la sospensione delle concessioni petrolifere per lo sfruttamento dei giacimenti italiani per dedicare il raffinato riveniente dal petrolio italiano alle categorie produttive maggiormente dipendenti dai carburanti, in modo da fermare l’ascesa dei prezzi a tutto danno del consumo finale.
È necessario che il raffinato prodotto dal petrolio nazionale (diesel e benzina), che non paghiamo ai prezzi internazionali, venga offerto alle categorie produttive a prezzo fisso di un euro per litro in modo da fermare la dinamica inflattiva generale e rilanciare i consumi e l’economia tutta.
Non ci sfuggono alcune implicazioni giuridiche, comunque attenuate dalla scadenza prossima delle concessioni stesse; il libero mercato del resto è uno strumento per la realizzazione delle libertà, non per il loro soffocamento.
La questione non è di sapore populista, esattamente il contrario: cosa fa una democrazia in una situazione straordinaria per difendere la vita e la dignità dei propri cittadini?
A nostro avviso deve riscrivere le regole per rimettere al centro la dignità delle persone al posto del solo profitto.
Base Popolare