Carburanti sempre più cari mentre il petrolio arretra sui mercati

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Il Wti torna sotto quota 100 dollari e il Brent perde terreno ma in Italia benzina e gasolio continuano ad aumentare con il diesel oltre 2,40 euro al litro in autostrada

Il prezzo del petrolio registra una nuova flessione sui mercati internazionali, ma il calo delle quotazioni non si traduce ancora in una riduzione dei prezzi dei carburanti. Al contrario, benzina e gasolio continuano a pesare sui bilanci di famiglie, lavoratori e imprese, soprattutto per chi percorre ogni giorno molti chilometri.

Il Wti con consegna a ottobre è sceso sotto la soglia dei 100 dollari, attestandosi a 98,45 dollari al barile, con una diminuzione dell’1,84%. In calo anche il Brent, scambiato a 102,09 dollari al barile, in flessione dell’1,71%.

Nonostante l’arretramento del greggio, i dati aggiornati al 20 settembre 2026 evidenziano un nuovo aumento dei listini alla pompa. Il rincaro più evidente riguarda il gasolio self service, che sulla rete autostradale ha superato la soglia dei 2,40 euro al litro.

Quanto costano benzina e gasolio in Italia

Il quadro nazionale conferma una situazione particolarmente onerosa per gli automobilisti. Sulla rete ordinaria, in modalità self service, il prezzo medio della benzina è arrivato a 2,154 euro al litro, mentre quello del gasolio ha raggiunto 2,334 euro al litro.

I costi aumentano ulteriormente lungo le autostrade, dove incidono anche le maggiori spese operative degli impianti e la posizione strategica delle aree di servizio. La benzina self in autostrada viene venduta mediamente a 2,245 euro al litro, mentre il diesel self tocca 2,413 euro al litro.

I valori indicati rappresentano medie nazionali. Il prezzo effettivo può cambiare in base alla regione, alla compagnia petrolifera, al singolo distributore e alla modalità scelta per il rifornimento. Il servizio effettuato dall’operatore, infatti, può comportare un costo sensibilmente superiore rispetto al self service.

Perché i carburanti aumentano se il petrolio diminuisce

Il rapporto tra quotazione del petrolio e prezzo praticato alla pompa non è immediato. Il costo del greggio rappresenta soltanto una delle componenti che determinano il prezzo finale pagato dal consumatore.

Sul listino incidono anche il cambio tra euro e dollaro, i costi di raffinazione, il trasporto, la distribuzione, i margini commerciali e soprattutto la tassazione. Inoltre, le variazioni dei mercati internazionali possono arrivare alla pompa con alcuni giorni di ritardo.

Per questo motivo una discesa temporanea di Wti e Brent non produce automaticamente una riduzione immediata di benzina e diesel. Per assistere a un calo significativo sarebbe necessaria una diminuzione più stabile delle quotazioni, accompagnata da condizioni favorevoli lungo tutta la filiera.

Taglio delle accise ridotto nelle prossime settimane

Sul prezzo finale dei carburanti pesa anche la progressiva riduzione dello sconto sulle accise. Il calendario previsto stabilisce un passaggio graduale verso un’agevolazione più contenuta:

  • taglio delle accise di 10 centesimi al litro fino al 25 settembre 2026;
  • riduzione dello sconto a 5 centesimi al litro dal 26 settembre al 5 ottobre 2026;
  • introduzione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 5 ottobre.

La diminuzione dello sconto fiscale potrebbe limitare gli effetti positivi di un eventuale calo del petrolio. Una parte della riduzione delle quotazioni internazionali rischia infatti di essere assorbita dal ritorno graduale della tassazione ordinaria.

Come funzionerebbero le accise mobili

Il sistema delle accise mobili sui carburanti dovrebbe consentire di adeguare una parte della tassazione all’andamento delle quotazioni energetiche. Quando il prezzo del petrolio cresce e genera maggiori entrate fiscali attraverso l’Iva, lo Stato potrebbe utilizzare tali risorse per ridurre temporaneamente le accise.

L’obiettivo è contenere le oscillazioni più pesanti e proteggere i consumatori dai rincari improvvisi. L’efficacia concreta del meccanismo dipenderà, però, dalle soglie stabilite, dalle risorse disponibili e dalla rapidità con cui verranno applicate le variazioni.

Le ipotesi sul nuovo bonus carburante

Il Governo sta valutando anche possibili aiuti contro il caro carburanti, tenendo conto degli equilibri di finanza pubblica e dell’obiettivo di mantenere il rapporto tra deficit e Pil sotto la soglia del 3%.

Tra le misure allo studio figura un bonus una tantum di circa 100 euro destinato a lavoratori dipendenti e partite Iva. Questa soluzione permetterebbe di raggiungere una platea abbastanza ampia, ma richiederebbe risorse pubbliche considerevoli.

Una seconda possibilità riguarda un fringe benefit aziendale fino a 200 euro per i dipendenti del settore privato. In questo caso il sostegno sarebbe legato alla disponibilità del datore di lavoro e non comprenderebbe autonomi, disoccupati e altre categorie prive di un rapporto di lavoro dipendente.

La terza ipotesi prevede una ricarica di circa 100 euro sulla Carta Dedicata a Te, riservata alle famiglie con ISEE inferiore a 20.000 euro. Si tratterebbe di utilizzare un canale già operativo, anche se la misura potrebbe lasciare fuori una parte del ceto medio e numerosi lavoratori pendolari.

Gli effetti dei rincari su famiglie e imprese

Il nuovo aumento di benzina e gasolio non riguarda soltanto chi utilizza quotidianamente l’automobile. Il costo del diesel incide direttamente sul trasporto delle merci e può riflettersi sui prezzi dei prodotti distribuiti nei negozi e nei supermercati.

Le conseguenze sono particolarmente pesanti per autotrasportatori, artigiani, agenti di commercio e pendolari. Anche le famiglie residenti nelle aree meno servite dal trasporto pubblico sono maggiormente esposte, perché hanno poche alternative all’automobile privata.

In attesa delle decisioni definitive sugli aiuti e sulle accise, il mercato resta instabile. Il calo del petrolio rappresenta un possibile segnale positivo, ma servirà una tendenza duratura prima che gli automobilisti possano osservare una riduzione concreta dei prezzi alla pompa.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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