Le mobilitazioni interessano la Palermo–Agrigento, la Gela–Catania e diversi punti della Calabria. I produttori chiedono interventi sul costo del gasolio e sulle spese che pesano sulle aziende agricole.
La protesta degli agricoltori contro il caro carburante è partita questa mattina, 28 settembre, in Sicilia e Calabria. Al centro delle richieste c’è il prezzo del gasolio necessario per lavorare i campi, insieme all’aumento dei costi di produzione e alla difficoltà di ottenere ricavi adeguati dalla vendita dei prodotti.
Sicilia, traffico bloccato a Bolognetta e sit-in a Ponte Olivo
Sulla statale Palermo–Agrigento, un gruppo di agricoltori aderenti ad Agrisat si è riunito nei pressi dello svincolo di Bolognetta. Dopo il sit-in, i manifestanti hanno bloccato la circolazione. ansa.it
Un altro presidio è iniziato all’alba a Ponte Olivo, lungo la statale 117 bis Gela–Catania. Vi partecipano produttori provenienti da Gela, Niscemi e Butera, che hanno fermato i trattori per chiedere misure concrete. In questo punto, secondo le informazioni disponibili al momento, il sit-in non sta bloccando il traffico e dovrebbe proseguire nei prossimi giorni. ansa.it
Franco Calderone, presidente di Agrisat, sostiene che il costo quotidiano del carburante per un trattore renda insufficiente una riduzione limitata del prezzo alla pompa. La sua richiesta è un intervento specifico sul gasolio agricolo: quando coltivare diventa troppo costoso, spiega, le aziende rischiano di ridurre le lavorazioni o lasciare i terreni inutilizzati. Le sue stime sui costi e sui terreni incolti rappresentano valutazioni espresse durante la protesta, non dati verificati sull’intera regione. ansa.it
Calabria, presidi e rallentamenti a Crotone
Anche in Calabria sono in corso presidi nell’ambito della mobilitazione “L’Italia scende in piazza”. A Crotone, nella zona di Passovecchio, la presenza dei manifestanti sta causando forti rallentamenti sulla statale 106. Le iniziative coinvolgono anche altri punti della regione, con possibili disagi alla viabilità. Gli organizzatori affermano che durante i blocchi a singhiozzo viene garantito il passaggio dei mezzi di emergenza. ansa.it
Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento popolare nazionale, chiedono che la mobilitazione resti pacifica. Sottolineano inoltre che il caro carburante riguarda, oltre agli agricoltori, pescatori, autotrasportatori e famiglie. ansa.it
Perché il prezzo del gasolio pesa sulla filiera alimentare
Il carburante serve per preparare i terreni, coltivare, raccogliere e trasportare i prodotti. Un suo aumento può quindi incidere su più passaggi della filiera agricola. Questo, però, non significa che ogni rincaro sugli scaffali dipenda soltanto dal gasolio: sul prezzo finale degli alimenti pesano anche lavorazione, imballaggio, distribuzione e condizioni del mercato.
Gli agricoltori chiedono risposte su tre questioni collegate: contenere le spese necessarie per produrre, tutelare la competitività delle aziende italiane e ridurre lo squilibrio tra il prezzo riconosciuto ai produttori e quello pagato dai consumatori. In Calabria, la mobilitazione si inserisce in una fase di difficoltà che le organizzazioni agricole segnalano anche per i danni alle colture e la pressione dei costi su diversi comparti. rainews.it