Camion fermi vicino a porti e svincoli autostradali, rallentamenti e difficoltà nei rifornimenti. La situazione in Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia nella mattinata del 16 ottobre
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante interessa diversi snodi del Mezzogiorno, con mezzi pesanti fermi ai margini delle strade, presidi nelle aree portuali e disagi alla circolazione. Le mobilitazioni coinvolgono Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia, con modalità differenti da territorio a territorio.
In alcuni punti il traffico continua a scorrere attraverso varchi lasciati liberi; altrove sono stati segnalati blocchi temporanei e limitazioni agli accessi. Occorre quindi distinguere la presenza di un presidio di camion dalla chiusura effettiva di una strada o di un’infrastruttura.
Calabria presidi vicino a Lamezia Terme Gioia Tauro e agli svincoli della A2
In Calabria è iniziato il fermo proclamato da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, con conclusione prevista il 20 ottobre. I camion sono posizionati ai lati delle carreggiate, sotto il controllo delle forze dell’ordine.
Le prime segnalazioni descrivono soprattutto restringimenti della sede stradale e conseguenti rallentamenti, senza blocchi generalizzati. Tra le aree interessate figurano la zona dell’aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e alcuni collegamenti vicini agli svincoli dell’autostrada A2 nel Cosentino. La presenza dei mezzi lungo gli accessi non equivale, di per sé, alla chiusura dell’aeroporto o del porto.
La mobilitazione si aggiunge alle iniziative degli agricoltori, già presenti in diversi punti della regione.
A Corigliano Rossano anche gli studenti insieme agli agricoltori
A Corigliano Rossano, la protesta coinvolge anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che hanno aderito alla mobilitazione degli agricoltori presso la rotatoria di contrada Santa Lucia, sulla statale 106 Jonica, nell’area urbana di Corigliano.
Il raduno degli studenti è avvenuto nei pressi del parco comunale, dove era presente anche il sindaco Flavio Stasi. Da lì è partito il corteo verso il presidio, accompagnato dal rappresentante degli agricoltori Mario Oliveto, promotore dell’iniziativa, a bordo del proprio trattore.
Basilicata difficoltà sulla Jonica e sulla Bradanica
In Basilicata, i presidi e i blocchi promossi da comitati spontanei di autotrasportatori hanno complicato la circolazione soprattutto lungo la statale Jonica, nei collegamenti verso Calabria e Puglia, e sulla Bradanica, nell’area del Vulture Melfese.
Alle difficoltà stradali si sommano problemi di disponibilità dei carburanti. A Potenza e in altri comuni lucani vengono segnalati distributori con scorte esaurite, in un contesto già condizionato dalle interruzioni dei rifornimenti legate alla situazione della raffineria di Taranto.
Nel capoluogo lucano era inoltre prevista, dalle 9 del 16 ottobre, una mobilitazione degli agricoltori davanti alla sede della Regione, promossa da Coldiretti con l’adesione di diversi amministratori locali.
Campania proteste ai caselli di Nola Caianello e Caserta Sud
In Campania, la mobilitazione degli autotrasportatori è iniziata a mezzanotte nelle province di Napoli e Caserta. I principali presidi interessano Nola sulla A30 Caserta Salerno, Caianello sulla A1 Milano Napoli e Caserta Sud.
I manifestanti hanno lasciato spazi per il transito degli altri veicoli, ma la presenza dei camion ha comunque provocato difficoltà alla circolazione. La situazione è monitorata dalla Polizia Stradale.
Chiusura temporanea dell’uscita di Nola nella mattinata
Intorno alle 9 e 15 è stata segnalata la chiusura temporanea dell’uscita di Nola da entrambe le provenienze, per la manifestazione in corrispondenza della stazione autostradale.
Nello stesso aggiornamento veniva indicata una coda di circa un chilometro tra il bivio con la A16 Napoli Canosa e Nola, in direzione Caserta. L’uscita alternativa segnalata era Tufino.
Si tratta di indicazioni riferite a quella fascia oraria: prima di modificare il percorso è necessario verificare gli aggiornamenti sulla riapertura dello svincolo e sulle condizioni del traffico.
Sicilia mezzi fermi nei porti e rallentamenti a Gela
In Sicilia, gli aderenti al Comitato trasporto siciliano hanno fermato i mezzi nei piazzali delle aziende e nelle aree portuali, interrompendo le attività di trasporto e il ritiro delle merci.
A Palermo, la protesta ha interessato l’accesso al molo Santa Lucia. È stato segnalato anche il caso di un camion già carico che, durante l’uscita, è stato fermato e fatto rientrare nell’area portuale.
Il coordinatore del comitato, Salvatore Bella, ha rivendicato un’ampia partecipazione e contestato l’esclusione delle sigle promotrici del fermo dal confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La valutazione sull’adesione resta una dichiarazione degli organizzatori e non consente di affermare che tutti i mezzi pesanti dell’isola siano fermi.
Alla mobilitazione non aderiscono le imprese di Confindustria Catania, che inizialmente avevano annunciato uno sciopero dal 16 al 22 ottobre.
A Gela un blocco temporaneo sulla statale 117 bis
A Gela, decine di tir e camion si sono uniti al presidio degli agricoltori all’ingresso della città. Sulla statale 117 bis, lungo il collegamento verso Catania, sono stati segnalati rallentamenti, code e deviazioni su percorsi alternativi.
All’altezza del Castelluccio è stato attuato un breve blocco stradale, successivamente rimosso anche con l’arrivo delle forze dell’ordine. Nella mattinata un corteo di trattori e mezzi agricoli ha inoltre percorso un tratto della direttrice Gela Catania.
Gli autotrasportatori presenti denunciano costi del gasolio ormai difficili da sostenere. Le cifre indicate dai manifestanti, comprese le stime degli aggravi annuali per veicolo, rappresentano le loro valutazioni e non un prezzo uniforme applicato in tutta la regione.
Perché il caro gasolio mette sotto pressione il trasporto merci
Il costo del carburante incide direttamente sulle spese di ogni viaggio. Quando aumenta, le imprese devono assorbire maggiori esborsi mentre continuano a sostenere manutenzione, assicurazioni, personale e rate dei mezzi.
Per le aziende che lavorano con margini ridotti, la difficoltà cresce quando le tariffe di trasporto non seguono l’aumento dei costi. Tra le ragioni del fermo calabrese, Fedralog ha indicato proprio questo squilibrio e la conseguente pressione sulla liquidità delle imprese.
Il prolungamento delle mobilitazioni può ripercuotersi sui tempi di consegna e sulla movimentazione delle merci. Le conseguenze dipendono però dalla durata del fermo, dall’adesione delle aziende e dalle condizioni dei singoli collegamenti.
Cosa controllare prima di mettersi in viaggio
Per chi deve attraversare le zone interessate, le informazioni più utili riguardano apertura degli svincoli, accessibilità delle aree portuali, tempi di percorrenza e disponibilità di carburante.
Le condizioni possono cambiare rapidamente. Un presidio può lasciare transitare i veicoli pur causando code, mentre una chiusura temporanea richiede un percorso alternativo. Gli aggiornamenti sulla viabilità vanno quindi verificati in prossimità della partenza, soprattutto per raggiungere aeroporti, porti e altri punti con orari di accesso prestabiliti.