Caro carburante e protesta dei tir Salvini apre a un confronto con gli autotrasportatori del Sud

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Una delegazione di Puglia Calabria e Sicilia al centro dell’impegno annunciato dal ministro dopo la telefonata con il presidio di Poggio Imperiale

Il caro carburante e le difficoltà delle imprese di trasporto arrivano direttamente al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Durante una telefonata con un autotrasportatore presente al presidio di Poggio Imperiale, in provincia di Foggia, il ministro si è impegnato a incontrare una delegazione di Puglia, Calabria e Sicilia.

L’apertura riguarda un confronto dedicato alle istanze dei trasportatori meridionali, che chiedono interventi sul costo del carburante e una partecipazione diretta alle decisioni sul futuro del settore. Per questo incontro non è stata ancora comunicata una data. immediato.net

La telefonata con gli autotrasportatori di Poggio Imperiale

Il contatto è avvenuto nella mattinata del 17 ottobre, attraverso il consigliere regionale pugliese e segretario provinciale della Lega Napoleone Cera, che ha chiamato Salvini e attivato il vivavoce.

A parlare con il ministro è stato Nicandro Vigilante, uno degli autotrasportatori impegnati nella protesta. La richiesta avanzata è quella di essere ascoltati direttamente e di poter partecipare ai tavoli in cui vengono discusse misure capaci di incidere sull’attività delle imprese.

Per chi lavora su strada, il problema riguarda la possibilità di programmare viaggi e spese mantenendo sostenibile il servizio: il rifornimento rappresenta infatti un costo ricorrente, strettamente legato ai chilometri percorsi.

Carburante professionale e riduzione dei costi tra le richieste

Al centro delle rivendicazioni c’è il riconoscimento del carburante per uso professionale come bene di primaria necessità, accompagnato da una riduzione significativa del prezzo.

Nel colloquio, Vigilante ha descritto la situazione della propria attività: un pieno per un mezzo pesante può arrivare, secondo quanto riferito, a 2.500 euro, consentendo nella migliore delle ipotesi di percorrere circa 2.500 chilometri. Ha inoltre richiamato percorrenze mensili che possono raggiungere i 15 mila o 20 mila chilometri.

Si tratta di valori riportati dal manifestante per illustrare il peso dei rifornimenti, che non costituiscono una media valida per tutti i veicoli industriali. Consumi e autonomia cambiano infatti in relazione al mezzo, al carico e al percorso.

La richiesta di un prezzo dedicato al trasporto professionale resta una proposta degli autotrasportatori: dalla telefonata non emerge l’approvazione di un nuovo sconto né di una misura già operativa.

Il confronto nazionale e la proposta di un tavolo per il Sud

Salvini ha richiamato il tavolo tecnico istituzionale in Prefettura a Milano, con sindacati e associazioni di categoria, indicando nel colloquio l’appuntamento di martedì alle 10.

Accanto a quel confronto, il ministro ha prospettato la convocazione di un ulteriore incontro riservato agli operatori del Mezzogiorno, partendo da rappresentanti di Puglia, Calabria e Sicilia.

L’impegno al dialogo apre quindi un passaggio istituzionale, ma lascia ancora da definire calendario, partecipanti e contenuti del tavolo dedicato al Sud.

Perché il caro carburante pesa sulla filiera delle merci

L’aumento delle spese di rifornimento incide sul costo dei viaggi e può comprimere i margini delle imprese, soprattutto quando gli incassi dei servizi non compensano l’incremento dei costi operativi.

La questione coinvolge anche le aziende che affidano ai camion la consegna di prodotti e materie prime. La continuità dell’autotrasporto merci è essenziale per collegare produzione, magazzini e punti vendita: per questo le richieste dei manifestanti riguardano un equilibrio economico che interessa l’intera filiera.

Il prossimo passaggio sarà verificare come l’apertura annunciata da Salvini si tradurrà in un confronto concreto e quali risposte verranno proposte sul costo del carburante.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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