Caro carburanti, termina oggi il taglio di 17 cent sulle accise: nuova proroga e interventi mirati
Oggi termina il taglio di 17 cent sulle accise e il Governo torna ad affrontare il dossier del caro carburanti. Il Consiglio dei ministri dovrebbe procedere con una breve proroga delle misure attualmente in vigore, in attesa di mettere a punto un intervento più mirato, destinato soprattutto alle fasce di reddito che necessitano maggiormente del sostegno pubblico.
La situazione resta particolarmente delicata per il gasolio, che in autostrada ha raggiunto una media di 2,204 euro al litro. Senza ulteriori interventi, secondo le stime del Codacons riportate nella fonte, il prezzo potrebbe salire fino a 2,30 euro al litro. Sullo sfondo cresce inoltre il confronto sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
Oggi termina il taglio di 17 cent sulle accise
La scadenza arriva oggi. Il taglio di 17 centesimi sulle accise era stato mantenuto attraverso una mini-proroga, ma il Governo è ora chiamato a decidere come proseguire.
Secondo le indicazioni provenienti da Palazzo Chigi riportate nel documento, il nuovo Consiglio dei ministri dovrebbe prorogare ancora per alcuni giorni le misure già in vigore. Si tratterebbe di un provvedimento temporaneo, pensato per consentire all'esecutivo di definire una soluzione più strutturata.
L'obiettivo è concentrare maggiormente gli aiuti sulle fasce di reddito più bisognose, rendendo il sostegno pubblico più selettivo rispetto a una riduzione generalizzata delle accise.
Meloni e il Governo al lavoro sul caro carburanti
Il dossier è stato al centro di una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi.
Il punto centrale riguarda le risorse necessarie per continuare a sostenere automobilisti, famiglie e imprese senza trasformare gli interventi emergenziali in una spesa permanente.
La nuova proroga dovrebbe quindi rappresentare soltanto un passaggio intermedio verso un sistema di aiuti maggiormente calibrato sulla situazione economica dei beneficiari.
Diesel a 2,204 euro al litro in autostrada
A rendere particolarmente urgente l'intervento è l'andamento del prezzo del diesel.
In autostrada il gasolio ha raggiunto una media di 2,204 euro al litro, superando il precedente record del 2022. Con la conclusione della mini-proroga e in assenza di nuovi interventi, secondo il Codacons il prezzo potrebbe arrivare a 2,30 euro al litro.
L'impatto sulle tasche degli automobilisti sarebbe immediato. La perdita dello sconto di 17 centesimi significherebbe infatti circa 8,50 euro in più su un pieno da 50 litri.
Un incremento che diventerebbe ancora più significativo per chi utilizza quotidianamente l'automobile e per le attività economiche maggiormente dipendenti dal trasporto su strada.
Accise mobili per contrastare l'aumento dei prezzi
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, aveva già firmato il decreto per attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili.
Il sistema sfrutta l'extragettito Iva generato dall'aumento dei prezzi per finanziare una riduzione della componente fiscale applicata ai carburanti.
Si tratta però di uno strumento che deve fare i conti con la disponibilità effettiva delle risorse e con l'andamento dei prezzi energetici.
Carburanti, gli interventi sono già costati circa 2,5 miliardi
Un altro elemento decisivo è rappresentato dall'impatto delle misure sui conti pubblici.
Da maggio, secondo i dati contenuti nel documento, gli interventi sui carburanti hanno comportato una spesa vicina ai 2,5 miliardi di euro.
Nel corso dei mesi si è assistito a una progressiva riduzione degli aiuti: dal taglio iniziale di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio si è arrivati alla mini-proroga riguardante esclusivamente il diesel.
Proprio il costo degli interventi spiega perché il Governo stia valutando una formula più selettiva rispetto agli sconti generalizzati.
Quanto incidono le accise su benzina e diesel
Il peso delle accise sui carburanti continua a essere uno degli aspetti centrali del dibattito.
Secondo i dati Eurostat riportati nella fonte, a fine luglio i prezzi di benzina e diesel in Italia erano aumentati del 12,5%, un incremento inferiore alla media dell'Unione europea, indicata al 16,9%.
A pesare maggiormente in Italia è però la componente fiscale.
In base al Weekly Oil Bulletin della Commissione europea citato nel documento, le accise costituiscono il 51,9% del prezzo finale. L'Italia si colloca inoltre al sesto posto tra i Paesi considerati per incidenza del fisco sul costo dei carburanti.
Tagli alle accise anche in altri Paesi europei
Il problema dei rincari non riguarda esclusivamente l'Italia.
Per limitare gli effetti dell'aumento dei prezzi, almeno sette Paesi dell'Unione europea – Italia, Germania, Irlanda, Portogallo, Slovenia, Ungheria e Spagna – hanno introdotto tagli temporanei alle accise.
Le strategie adottate non sono però state uguali. La Spagna ha puntato anche sulla riduzione dell'Iva, mentre la Francia ha privilegiato controlli contro possibili fenomeni speculativi nei distributori e strumenti di sostegno rivolti ad alcune categorie economiche.
Extraprofitti delle compagnie petrolifere, si apre il confronto europeo
Parallelamente alle misure nazionali sta prendendo forma un'iniziativa europea sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno sollecitato l'apertura di un confronto a livello Ue sull'introduzione di una tassa sui maggiori profitti delle società petrolifere.
L'eventuale gettito potrebbe essere destinato al finanziamento di interventi contro il caro energia, sostenendo famiglie e imprese maggiormente colpite dagli aumenti.
Schlein chiede di tassare subito gli extraprofitti
Sul tema è intervenuta anche la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, chiedendo al Governo di non attendere necessariamente un'intesa europea.
La proposta è quella di introdurre una tassa nazionale sugli extraprofitti energetici e utilizzare le risorse ottenute per finanziare misure rivolte alle famiglie e alle imprese più fragili.
Secondo Schlein, gli interventi temporanei non sarebbero più sufficienti e sarebbe necessaria una strategia capace di incidere in maniera più strutturale sui costi dell'energia.
Critiche al Governo sono arrivate anche dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha contestato l'impatto dei rincari sulle famiglie.
Bonus carburante da 80 a 100 euro tra le ipotesi
Tra le soluzioni circolate nei mesi scorsi rientra anche un possibile bonus carburante da 80 a 100 euro.
L'ipotesi prevede un contributo una tantum per i rifornimenti attraverso la social card Dedicata a te, rivolto a circa 1,2 milioni di famiglie con Isee inferiore a 15 mila euro.
È importante sottolineare che, sulla base del documento, questa resta un'ipotesi e non una misura definitivamente approvata.
Dal taglio generalizzato agli aiuti selettivi
La direzione sulla quale sta lavorando il Governo appare quindi differente rispetto alla prima fase dell'emergenza.
Un taglio generalizzato delle accise produce infatti un beneficio per tutti gli automobilisti indipendentemente dal reddito. Un intervento selettivo permetterebbe invece di concentrare le risorse disponibili sulle famiglie maggiormente esposte alle conseguenze del caro benzina e diesel.
La stessa fonte evidenzia come gli sconti fiscali generalizzati siano stati criticati per il loro carattere regressivo, proprio perché i benefici vengono distribuiti senza distinzioni legate al reddito.
Caro carburanti, ore decisive per le nuove misure
Con il taglio di 17 cent sulle accise che termina oggi, l'attenzione è ora concentrata sulle decisioni del Consiglio dei ministri.
La proroga attesa dovrebbe evitare nell'immediato la completa cessazione dell'agevolazione, ma sarà soprattutto il provvedimento successivo a definire la nuova strategia del Governo.
Tra gasolio oltre 2,20 euro al litro in autostrada, pressione fiscale, costi per lo Stato e instabilità dei mercati energetici, la sfida sarà trovare un equilibrio tra la necessità di contenere i prezzi alla pompa e quella di utilizzare le risorse pubbliche in maniera sostenibile.
Per automobilisti, famiglie e imprese, quindi, le prossime decisioni saranno decisive per capire quanto costeranno benzina e diesel e soprattutto quale forma assumeranno i nuovi aiuti contro il caro carburanti.