Casa della Comunità di Amantea inaugurata, nasce un nuovo modello di sanità vicina ai cittadini. Video

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Casa della Comunità di Amantea inaugurata, nasce un nuovo modello di sanità vicina ai cittadini

Il presidio dell’Asp di Cosenza punta su assistenza continua, servizi specialistici e cure domiciliari per rispondere in modo più rapido ai bisogni del territorio

L’inaugurazione della Casa della Comunità di Amantea segna un passaggio importante nel processo di riorganizzazione della sanità territoriale in Calabria. Non si tratta soltanto dell’apertura di una nuova struttura, ma dell’avvio di un modello assistenziale pensato per portare cure, prevenzione e orientamento sanitario più vicino alle persone.

La nuova organizzazione vuole superare una concezione basata quasi esclusivamente sull’ospedale, rafforzando una rete capace di accompagnare il cittadino dal primo contatto con i servizi fino all’eventuale presa in carico specialistica o domiciliare.

Un punto di riferimento per il territorio di Amantea

La Casa della Comunità di Amantea nasce con l’obiettivo di diventare un presidio facilmente riconoscibile per i residenti e per i comuni dell’area circostante. Al suo interno i cittadini potranno trovare risposte a esigenze sanitarie, sociosanitarie e amministrative senza essere costretti, quando non necessario, a rivolgersi direttamente all’ospedale.

Un ruolo centrale sarà svolto dal Punto unico di accesso, incaricato di raccogliere le richieste degli utenti, valutare il tipo di necessità e indirizzare ogni persona verso il servizio più adeguato.

La struttura dispone di dieci ambulatori, sette dei quali specialistici, oltre a spazi destinati ai medici di medicina generale, agli infermieri di famiglia e di comunità e alle attività di assistenza territoriale. Sono inoltre previsti due locali per i prelievi, il Cup, l’Unità di valutazione multidimensionale, la telemedicina e il collegamento con la Centrale operativa territoriale di Paola. (CosenzaOk)

I servizi sanitari disponibili

L’offerta della struttura comprende numerose attività specialistiche, tra cui Cardiologia, Neurologia, Ginecologia, Pneumologia, Dermatologia, Diabetologia, Endocrinologia, Ortopedia, Fisiatria, Urologia e Oculistica.

A queste si aggiungono:

  1. il punto prelievi
  2. il consultorio
  3. le vaccinazioni
  4. gli screening oncologici
  5. l’assistenza domiciliare integrata
  6. i servizi di telemedicina
  7. l’orientamento amministrativo e sociosanitario

La presenza di professionalità diverse nello stesso luogo consentirà di costruire percorsi assistenziali più coordinati, soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti affetti da patologie croniche.

Assistenza continuativa e presa in carico del paziente

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la presenza di medici, infermieri e operatori sociosanitari, chiamati a garantire continuità e integrazione nell’assistenza.

La Casa della Comunità non sostituisce il pronto soccorso e non è un piccolo ospedale. La sua funzione è intercettare i bisogni che possono essere gestiti sul territorio, seguire il paziente nel tempo e facilitare l’accesso agli approfondimenti necessari.

Questo sistema può contribuire a limitare gli accessi impropri alle strutture ospedaliere, permettendo ai reparti e ai servizi di emergenza di concentrarsi sui casi più urgenti e complessi.

Unità mobile per raggiungere i pazienti a domicilio

Alla struttura è stato assegnato anche un mezzo destinato alle attività di assistenza sanitaria di prossimità. L’unità mobile permetterà agli operatori di raggiungere le persone che, per condizioni di salute, disabilità o difficoltà negli spostamenti, non possono recarsi autonomamente presso il presidio.

L’assistenza domiciliare rappresenta infatti uno dei pilastri del nuovo modello. La cura non deve fermarsi all’interno della struttura, ma deve arrivare anche nelle abitazioni, garantendo controlli e continuità assistenziale ai pazienti più vulnerabili.

Il ruolo dei sindaci nella nuova rete sanitaria

Nel corso dell’inaugurazione è stato sottolineato anche il contributo dei sindaci del territorio, considerati protagonisti e custodi di questo percorso di rinnovamento. Le amministrazioni comunali, grazie al rapporto diretto con le comunità, possono aiutare l’Asp a individuare necessità, criticità e fasce della popolazione che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi.

I rappresentanti locali saranno quindi chiamati a essere interlocutori attivi e sentinelle del corretto funzionamento della nuova organizzazione sanitaria.

Una nuova visione dell’assistenza in Calabria

L’apertura della Casa della Comunità ad Amantea si inserisce nel più ampio piano dell’Asp di Cosenza per la costruzione di una rete composta da 26 Case della Comunità e nove Ospedali di Comunità. L’obiettivo è collegare in maniera più efficace medicina generale, specialistica, servizi sociali, assistenza domiciliare e strutture ospedaliere.

La sfida sarà trasformare gli spazi e le dotazioni disponibili in servizi realmente accessibili, organizzati e continuativi. Solo attraverso personale adeguato, collaborazione tra professionisti e ascolto dei cittadini la sanità di prossimità potrà diventare una risposta concreta ai bisogni del territorio.



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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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