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Casamonica, Sel chiede interrogazione parlamentare per l'appariscente funerale del boss

Lazio

ROMA, 20 AGOSTO 2015 - Si è svolta oggi, a Roma, una cerimonia funebre "in stile Padrino" per Vittorio Casamonica, boss dell'omonimo clan. Un funerale destinato a porre, ancora una volta, in risalto la commistione tra potere e criminalità organizzata nella Capitale e che ha prodotto, come prima conseguenza, la richiesta d'interpellanza parlamentare da parte di Sel. [MORE]

LA RICHIESTA DI SEL

Arturo Scotto, capogruppo alla Camera per Sel, e Celeste Costantino, deputata, presenteranno un’interrogazione parlamentare ad Angelino Alfano, ministro dell’Interno. "Sono scene che sembrano prese da un film ma che accadono oggi nella realtà viva della Capitale del nostro Paese. Non può essere consentita a nessuno l’apologia della malavita. Quei funerali possono apparire un fenomeno di folclore, ma in realtà sono un messaggio chiaro di impunità da parte dei clan: esistiamo ancora e siamo potenti. Inaccettabile in uno stato democratico" sostengono Scotto e Costantino.

LE REAZIONI DEL PREFETTO, DI ORFINI...

Quanto accaduto ha suscitato perplessità anche nel prefetto Gabrielli che ha dichiarato "di questa vicenda la Prefettura non aveva alcuna contezza. Ne chiederemo conto, per cercare di capire, al di là dei clamori, eventuali responsabilità". Matteo Orfini, presidente Pd, ha ribadito "Mai più. Roma non può essere sfregiata da chi la vorrebbe far diventare un set del Padrino". Il vicariato, invece, tenta di allontanare pericolosi collegamenti, comunicando "il rito religioso è stato normale".

E DEL VICESINDACO

Marco Causi, vicesindaco di Roma, interpellato dai microfoni dell'Ansa, ha affermato "è intollerabile: si tratta di un'offesa portata a tutti i cittadini di Roma. Quanto accaduto - ha evidenziato - è la dimostrazione più lampante che nella Capitale la mafia esiste. Il Comune di Roma si è già attivato con tutte le competenti autorità per verificare ogni aspetto di questa incresciosa vicenda". 

IL FUNERALE: CARROZZA, CAVALLI E MANIFESTI

Appariscente e inatteso, per le esternazioni che ne sono conseguite, il funerale di Vittorio Casamonica, 65 anni, ha coinvolto numerose persone, dividendo l'opinione pubblica. Si è svolto presso la chiesa di San Giovanni Bosco, vicino via Tuscolana, periferia sud di Roma. Tra il cordoglio dei familiari e lo stupore indignato dei presenti, la città ha assistito all'esposizione di manifesti (lungo le pareti della chiesa) inneggianti la memoria del "re di Roma", così era definito il Casamonica, alla sfilata di una carrozza trainata da sei cavalli neri, all'esecuzione, da parte di una banda, della colonna sonora del film Il Padrino, al lancio, da un elicottero, di petali di rosa sulla folla.

LA FAMIGLIA CASAMONICA

Vittorio Casamonica, come abbiamo accennato, era membro di una delle famiglie romane più ricche e potenti del Lazio. Secondo la Dia (Direzione Investigativa Antimafia), il clan Casamonica, originario di Sinti e stanziato a Roma dagli anni '70, sarebbe alla guida dell'organizzazione criminale maggiormente influente nella regione. Numerose le inchieste in cui sono stati coinvolti membri del clan, inchieste che hanno riguardato spaccio, corruzione, usura. Nei mesi scorsi, il coinvolgimento dei Casamonica è stato individuato anche per lo scandalo "Mafia Capitale". Lo stesso Vittorio Casamonica, negli anni ottanta, è stato accusato di svariati sequestri di persona, senza essere mai stato condannato, il suo nome, risulta, inoltre, legato alla Banda della Magliana di cui, pare, fosse l’addetto al recupero dei crediti.

Di certo "eccentrico e d'impatto", l'avvenimento odierno ha sollevato, ancora una volta, domande su problematiche antiche, come la dominante, "silente", presenza della mafia nella contemporanea realtà italiana e il (dis)valore che la stessa assume nella società attuale.

 

Fonte foto: roma.repubblica.it

Ilary Tiralongo