CASALE MONFERRATO (ALESSANDRIA) - Il vescovo di Casale Monferrato ha espresso la propria indignazione verso la sentenza in Cassazione che, nei fatti, non dà nessun colpevole per la morte di migliaia di persone che hanno trovato la morte per l'esposizione all'amianto.
Il monsignore affida le sue parole a un giornale diocesano locale, spiegando le motivazioni dietro al suo rammarico: "Nei giorni delle sentenze avevamo rinnovato la nostra fiducia nella giustizia. Ora veniamo a sapere, noi poveri ingenui, che il diritto non ha nulla a che fare con la giustizia!" (fonte Ansa).[MORE]
Il vescovo ricorda anche le vedove delle vittime dell'amianto e di come il male sia ormai difficile da pronunciare nelle contrade di Casale Monferrato. Per molti, così come per il vescovo, la prescrizione dovrebbe essere attuata in certi contesti e non in altri, ma non si può giudicare una sentenza di Cassazione.
Il vescovo ha tenuto a precisare che la diocesi continuerà a fare il suo lavoro di sostegno e di aiuto alle famiglie che vivono tutti i disagi legati all'amianto, che ancora attanaglia queste zone. "Il consiglio pastorale si rende disponibile ad accompagnare e sostenere le nuove sfide con lo spirito di quanti intendono non solo fermarsi alla pur giustificata indignazione civile, ma riprendere con più fermezza e determinazione l’impegno mai venuto meno"(Fonte Ansa) continua il vescovo nel suo articolo.
(Fonte blogspot.com)
Annarita Faggioni