Caso Marò: contrari all'intervento della Nia

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NEW DELHI (INDIA), 07 MARZO 2014 - Le autorità indiane vorrebbero che la NIA, ente di polizia internazionale antiterrorismo, indagasse su quanto avvenuto ormai due anni fa nel caso dei Marò italiani. I due ufficiali hanno presentato ieri istanza per evitare questo intervento.

Le motivazioni sono state presentate in cinquanta pagine da parte della difesa italiana. L'intervento della Nia nel caso Marò non è previsto: da un lato, l'India vorrebbe che il caso fosse trattato nel quadro delle leggi nazionali, dall'altro si chiede l'intervento della NIA, che si occupa esclusivamente di reati terroristici a livello internazionale.[MORE]

Non si comprende, quindi, né perché le autorità indiane abbiano disposto questo intervento, né come il reato contestato a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone possa essere inserito nel quadro dell'antiterrorismo internazionale.

L'intervento della Nia diventa ancora una volta un segno di come il reato attribuito a Massimiliano e Salvatore venga considerato dalle autorità estere come un vero e proprio attacco di terrorismo nei confronti dell'India, mentre i due militari (che hanno sempre proclamato la loro innocenza e sono sempre stati affiancati dai ministri degli Esteri che si sono succeduti lungo questa vicenda) continuano a difendersi per il proprio intervento in acque internazionali, nelle quali si trovavano proprio per motivi antiterroristici.

Tutto questo avviene dopo le dichiarazioni del neo ministro della Difesa Roberta Pinotti, che riteneva non idoneo il tribunale indiano per il giudizio sui due militari italiani.

Fonte: Ansa.it

Fonte immagine: Repubblica.it

Annarita Faggioni

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Scritto da Annarita Faggioni

Giornalista di InfoOggi

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