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Caso Regeni, il Times su al-Sisi: "E' un dittatore, meriterebbe lo stato di paria"

Campania

LONDRA, 14 SETTEMBRE – Sono durissime le accuse che il Times ha rivolto al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, definito un “dittatore autoproclamato che meriterebbe esclusivamente lo status di paria nella comunità internazionale”, quantomeno fino alla verità sull’omicidio di Giulio Regeni e al rilascio di Ibrahim Metwaly, avvocato impegnato anche sul caso del ricercatore italiano.[MORE]

Le accuse rivolte al presidente sono di aver preso il potere con un golpe, per poi portare avanti delle vere e proprie campagne di repressione peggiori di quelle del suo predecessore Hosni Mubarak.

Per il Times, nonostante l’Egitto giochi un ruolo fondamentale sul versante nord-africano del mar Mediterraneo, come peraltro riconosciutogli anche da innumerevoli governi Europei, al-Sisi è assolutamente inadeguato alla posizione che ricopre.

Il leader egiziano è al potere dal 2013, anno in cui rovesciò il governo di Mohamed Morsi con un colpo di stato militare incruento. Nel luglio del 2013, sfruttando una situazione di crescente instabilità e malcontento per il governo dei “Fratelli Musulmani”, al-Sisi depose infatti l’allora presidente e vi insediò provvisoriamente Adil Mansur. Poco meno di un anno dopo, nel maggio 2014, vinse le elezioni presidenziali con una maggioranza del 96,91%.

Nella giornata di oggi il leader egiziano sarà proprio a Londra, insieme a rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Italia, Francia ed Emirati Arabi per discutere della questione libica. E’ previsto inoltre un incontro bilaterale tra il ministro degli Esteri Alfano ed il suo omologo del Cairo, Shoukry. In agenda, ovviamente il caso Regeni.

Paolo Fernandes

Foto: osservatoriorepressione.info