BERGAMO, 30 OTTOBRE 2014 - Ieri, in occasione del suo 44esimo compleanno, Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, aveva ricevuto la visita della moglie, del figlio di 13 anni, e delle due figlie di 10 e 8 anni che dal momento del suo arresto non aveva ancora visto.
Nella stessa giornata, però, il pm Letizia Ruggeri gli ha revocato il regime di isolamento che ha contraddistinto il suo stato di detenzione fin dallo scorso giugno. Una misura che era stata presa non in quanto punitiva, ma come forma di prevenzione. Come noto, infatti, le leggi non scritte che vigono tra i carcerati non riservano facili né gentili trattamenti a chi è detenuto per reati di pedofilia. Quando la notizia è trapelata ieri sera, i legali di Bossetti si sono limitati a dire: «Verificheremo la circostanza e le modalità di applicazione dell’eventuale nuovo regime».
Adesso spetterà alla direzione della casa circondariale di via Gleno, a Bergamo, trovare le adeguate misure di detenzione. È probabile che Bossetti continui ad essere sorvegliato a vista, come finora fatto, da un’agente fuori dalla cella ed uno durante l’ora d’aria.[MORE]
Intanto i suoi legali confermano la loro intenzione di presentare ricorso in Cassazione con l’ordinanza con cui il Tribunale della libertà ha confermato la custodia cautelare in carcere, dopo il primo no del gip di Bergamo.
(Immagine da lastampa.it)
Giovanni Maria Elia