In un garage di San Giovanni La Punta trovati progetti digitali, resine polimeriche e una pistola lanciarazzi
Un garage trasformato in un presunto laboratorio per la produzione di armi con una stampante 3D è stato scoperto a San Giovanni La Punta, nel territorio della provincia di Catania. Nel corso dell’operazione, la Polizia ha arrestato un giovane di 27 anni che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe gestito l’attività all’interno del locale.
Il ritrovamento richiama l’attenzione sul fenomeno delle cosiddette ghost guns, armi difficili da identificare e tracciare perché possono essere realizzate assemblando componenti prodotti artigianalmente o attraverso tecnologie digitali.
La stampante 3D e i progetti delle armi
Durante la perquisizione del garage, gli agenti della Squadra Mobile di Catania hanno rinvenuto una stampante 3D professionale, sette flaconi contenenti liquidi e resine polimeriche e una chiavetta USB collegata al dispositivo.
All’interno del supporto informatico sarebbero stati conservati alcuni progetti tridimensionali di armi, utilizzabili per riprodurre determinate componenti attraverso la stampa 3D. Il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto agli accertamenti tecnici necessari per ricostruirne caratteristiche, destinazione e possibile impiego.
Che cosa sono le ghost guns
Con l’espressione armi fantasma si indicano generalmente dispositivi costruiti senza i tradizionali sistemi di identificazione, come matricola e registrazione. Alcune parti possono essere realizzate con una stampante 3D e successivamente assemblate con elementi meccanici o metallici.
La presenza di una componente stampata in materiale plastico non significa automaticamente che l’arma sia funzionante. Tuttavia, specifiche analisi tecniche hanno dimostrato che determinati modelli, quando vengono completati con i componenti adeguati, possono essere in grado di sparare.
Proprio la possibilità di produrre parti difficilmente riconducibili a un circuito commerciale rende le ghost guns un fenomeno particolarmente delicato sotto il profilo investigativo e della sicurezza pubblica.
Sequestrata anche una pistola lanciarazzi
Nel corso dei controlli è stata trovata anche una pistola lanciarazzi front firing calibro 22. Il dispositivo era provvisto di un caricatore a slitta con sei fori e di un elemento cilindrico destinato alla carica dei razzi di segnalazione.
Gli agenti hanno inoltre sequestrato 42 cartucce a salve. Saranno gli approfondimenti balistici e tecnici a stabilire le condizioni del dispositivo e a verificare l’eventuale presenza di modifiche.
Gli accertamenti sul materiale sequestrato
Le indagini dovranno chiarire quale fosse la reale capacità produttiva del laboratorio e se le componenti progettate o già realizzate potessero essere utilizzate per assemblare armi funzionanti.
Particolare attenzione sarà riservata ai file conservati nella chiavetta USB, alla stampante professionale e alle resine rinvenute nel garage. Gli specialisti potranno così verificare quali oggetti siano stati prodotti e ricostruire l’eventuale attività svolta dal 27enne.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini e le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nelle sedi competenti, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.