Catanzaro calcio, Polito difende il mercato e rilancia la squadra: ora servono fiducia e risultati. Video

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Il direttore sportivo analizza le tre sconfitte iniziali, spiega le scelte compiute durante l’estate e invita tutto l’ambiente giallorosso a restare compatto alla vigilia del ritorno al Ceravolo

Il difficile avvio di campionato non cambia la fiducia di Ciro Polito nel nuovo Catanzaro. Dopo tre sconfitte consecutive, maturate tutte lontano dal Ceravolo, il direttore sportivo giallorosso ha analizzato il momento della squadra, assumendosi le responsabilità delle scelte compiute e ribadendo la validità del progetto costruito insieme alla società e all’allenatore Giorgio Gorgone.

Il dato dei zero punti non può essere ignorato, ma secondo Polito deve essere inserito nel contesto di una stagione iniziata con un organico profondamente rinnovato, un nuovo tecnico e un calendario caratterizzato da tre trasferte consecutive.

Tre sconfitte che richiedono maggiore attenzione

Polito non ha cercato alibi e ha riconosciuto la necessità di migliorare, soprattutto nella gestione dei momenti decisivi. In due delle prime tre giornate il Catanzaro ha subito gol nel finale, dopo aver speso molte energie nel tentativo di conquistare la vittoria.

Il direttore sportivo ha però difeso le prestazioni offerte dalla squadra. A suo giudizio, i giallorossi hanno tenuto testa a tutte le avversarie, compreso il Pisa, senza riuscire a trasformare il gioco espresso in punti.

Anche nella trasferta di Bolzano il risultato sarebbe stato deciso soltanto nelle battute conclusive. Il problema, dunque, non sarebbe riconducibile esclusivamente alla difesa, ma alla gestione collettiva della gara e alla volontà, talvolta eccessiva, di cercare il successo a ogni costo.

Secondo Polito, anche un pareggio può avere un valore importante: muove la classifica, aumenta la serenità e permette a una squadra nuova di lavorare con minore pressione.

Il peso delle tre trasferte e l’assenza del Ceravolo

Tra gli elementi evidenziati dal direttore sportivo c’è la partenza con tre partite consecutive in trasferta. Una difficoltà resa ancora più evidente dall’impossibilità di giocare immediatamente allo stadio Nicola Ceravolo, tradizionalmente uno dei punti di forza del Catanzaro.

Polito ha espresso il proprio disappunto per una situazione che ha privato la squadra del sostegno del pubblico proprio nella fase più delicata della stagione. Giocare in casa, anche davanti a una capienza ridotta, avrebbe potuto offrire un riferimento importante a un gruppo formato da numerosi nuovi arrivati.

Il ritorno al Ceravolo dovrà ora rappresentare un nuovo inizio e l’occasione per conquistare il primo risultato positivo del campionato.

Una rosa ampia per affrontare una stagione lunga

Il Catanzaro 2026 2027 dispone di un organico numeroso, formato da circa trenta calciatori e da molti elementi arrivati nel corso dell’estate. Polito ha spiegato che la scelta di costruire una rosa ampia è stata consapevole.

All’interno del gruppo sono presenti giovani provenienti dalla Serie D, calciatori destinati inizialmente a completare l’organico e profili che avranno bisogno di tempo per adattarsi alla categoria. La lunga assenza di Simone Pafundi, inoltre, avrebbe confermato l’utilità di avere più alternative.

Per il direttore sportivo, una società deve essere pronta ad affrontare infortuni, cali di condizione e imprevisti. Meglio quindi avere una soluzione in più, soprattutto in una Serie B lunga ed equilibrata.

Polito racconta le difficoltà del mercato

Quella appena conclusa è stata definita da Polito come la sessione di mercato più complessa dei suoi tre anni a Catanzaro. La squadra ha perso giocatori importanti e sostituire elementi che conoscevano perfettamente l’ambiente non è stato semplice.

A complicare le operazioni è stata anche la maggiore capacità economica di numerose concorrenti. Secondo il direttore sportivo, diversi calciatori avrebbero preferito destinazioni del Centro e del Nord Italia, nonostante la serietà dimostrata dal Catanzaro e i risultati ottenuti nelle ultime stagioni.

Polito ha raccontato di aver ricevuto diversi rifiuti e di aver vissuto momenti di tensione nei rapporti con alcuni procuratori. In più occasioni, trattative inizialmente ben avviate sarebbero cambiate dopo l’inserimento di altre società.

Nonostante queste difficoltà, il dirigente ritiene di aver individuato rapidamente le alternative necessarie dopo ogni partenza importante.

Pecorino scelto prima della cessione di Pittarello

Uno degli esempi citati riguarda Emanuele Pecorino, acquistato prima di completare la cessione di Filippo Pittarello. L’obiettivo era evitare di arrivare agli ultimi giorni di mercato senza un attaccante ritenuto adatto al progetto.

Pecorino era seguito da diverse società, ma il Catanzaro si è mosso in anticipo per assicurarsi un calciatore considerato funzionale alle esigenze della squadra. Il suo inserimento, tuttavia, richiederà tempo perché è arrivato dopo un periodo di allenamenti svolti separatamente.

Polito ha inoltre indicato Nicola Mosti come il giocatore individuato per raccogliere l’eredità tecnica lasciata a centrocampo. Il nuovo giallorosso può agire accanto al regista, da mezzala, da trequartista o sulla linea offensiva, offrendo a Gorgone diverse soluzioni.

Fame e motivazioni prima dei nomi

Il direttore sportivo ha respinto l’idea che i calciatori provenienti da squadre retrocesse debbano essere considerati meno affidabili. Una stagione negativa, secondo la sua valutazione, non può cancellare quanto costruito durante un’intera carriera.

Profili come Marco Ruggero e Antonio Candela sono stati scelti sulla base delle loro qualità, dell’esperienza accumulata e della volontà di rilanciarsi. Polito preferisce calciatori motivati e desiderosi di dimostrare il proprio valore rispetto a elementi reduci da una promozione che potrebbero arrivare con minori stimoli.

La filosofia del Catanzaro rimane quella di unire giovani di prospettiva, giocatori affermati e possibili scommesse, mantenendo sempre l’attenzione sulla sostenibilità economica.

Antonini non è mai stato messo in discussione

Nel corso della conferenza Polito ha chiarito anche la posizione di Matias Antonini. Il difensore non sarebbe mai stato inserito realmente sul mercato, sebbene fosse arrivata una proposta particolarmente importante.

Il Catanzaro aveva iniziato a valutare una possibile alternativa, ma l’offerta è stata successivamente ritirata. Antonini è rimasto sereno e la società gli ha riconosciuto il lavoro svolto attraverso il rinnovo e l’adeguamento del contratto.

Polito ha difeso anche le sue prestazioni iniziali, sottolineando il rendimento offerto contro attaccanti di valore come Stefano Okoro e Andrea Petagna.

Piena fiducia in Giorgio Gorgone

La presenza del direttore sportivo in panchina nelle prime giornate è stata interpretata come un segnale di vicinanza nei confronti dell’allenatore. Polito ha confermato la propria stima per Giorgio Gorgone, definendolo una persona straordinaria e un professionista meritevole di ottenere risultati.

Il dirigente ha escluso che il cambio di scelta avvenuto durante l’estate, dopo il mancato arrivo di Paolo Bianco Turati, abbia condizionato la partenza. Gorgone era già compreso nella lista dei tecnici seguiti e, una volta conclusa l’altra possibilità, sarebbe stato l’unico allenatore contattato.

La rosa è stata costruita tenendo conto delle esigenze tattiche del nuovo tecnico, pur nei limiti economici e nelle difficoltà incontrate sul mercato.

Preparazione estiva e condizione atletica

Polito ha ammesso che la preparazione potrebbe aver avuto un’incidenza maggiore rispetto alla scelta dell’allenatore. Il gruppo ha lavorato inizialmente a Catanzaro, affrontando temperature elevate, e successivamente ha trascorso un periodo in montagna.

La mancanza di un numero adeguato di amichevoli di livello avrebbe rallentato il processo di crescita. Alcuni calciatori sono inoltre arrivati negli ultimi giorni di mercato e devono ancora raggiungere la migliore condizione.

Il direttore sportivo non vuole però utilizzare la preparazione come giustificazione permanente. Il tempo degli alibi è terminato e la squadra deve concentrarsi sui problemi da risolvere.

Il retroscena Galazzi e i calciatori che hanno lasciato Catanzaro

Tra i rimpianti del mercato Polito ha citato Nicolas Galazzi. Il giocatore era stato seguito per circa un mese e sembrava vicino al Catanzaro, ma l’inserimento del Padova avrebbe modificato l’esito della trattativa.

Galazzi era considerato una possibile alternativa mancina, capace di giocare come mezzala offensiva o alle spalle degli attaccanti. Il mancato arrivo ha lasciato amarezza, ma il direttore ha ribadito di non avere altri rimorsi rilevanti.

Più complesso il discorso relativo ai calciatori partiti. Polito ha raccontato di aver presentato proposte economiche importanti per provare a trattenere diversi elementi. Alcuni, tuttavia, hanno preferito cambiare squadra per cercare nuovi stimoli o cogliere quella che ritenevano un’occasione decisiva della propria carriera.

La linea del club resta chiara: a Catanzaro devono rimanere giocatori convinti del progetto, senza forzature.

I giovani sui quali punta il Catanzaro

Polito ha mostrato grande fiducia nei giovani inseriti nella rosa. Tra i profili menzionati figurano Federico Cassa, Andrea Dini, Luca Reita, Alessandro Arditi e altri ragazzi arrivati dalle categorie inferiori o dal settore giovanile.

La loro crescita sarà legata anche ai risultati della squadra. Inserire giovani in un contesto sereno è più semplice, mentre una classifica complicata può aumentare la pressione e limitarne l’utilizzo.

Cassa, in particolare, può occupare più posizioni sulla trequarti e rappresentare un’alternativa anche nella zona di campo affidata a Pafundi. Il suo dinamismo, la capacità di strappare e la struttura fisica offrono a Gorgone una variante importante.

Le caratteristiche di Andrej Pogačar

Un passaggio specifico è stato dedicato ad Andrej Pogačar, centrocampista sloveno seguito dal reparto scouting già durante la scorsa stagione.

Polito lo considera principalmente un playmaker, acquistato per offrire un’alternativa a Jacopo Petriccione. Il classe 2002 può comunque essere utilizzato anche da mezzala grazie alla qualità tecnica, al dinamismo e alla capacità di interpretare differenti posizioni.

La trattativa è rimasta aperta per oltre un mese e si è conclusa negli ultimi giorni di mercato, quando il Catanzaro ha deciso di aggiungere all’organico un altro regista naturale.

Buso resta una risorsa della squadra

Il direttore sportivo ha escluso che Nicolò Buso sia mai stato formalmente messo in uscita. Dopo una prima stagione condizionata dai problemi fisici e il prestito al Mantova, l’attaccante avrebbe potuto valutare eventuali opportunità, ma la sua permanenza non rappresenta un problema.

Buso sarà utilizzato come tutti gli altri componenti della rosa e potrà offrire ulteriori soluzioni nel reparto offensivo.

Polito ha inoltre spiegato di aver trattenuto Alessandro Arditi per disporre di tre centravanti. La sua fisicità potrebbe rivelarsi preziosa nel corso di una stagione lunga.

Una difesa ritenuta all’altezza della Serie B

Nonostante i gol subiti, Polito ha difeso con decisione il reparto arretrato. L’arrivo di Marco Ruggero e Marco Imperiale, insieme alla permanenza di Antonini, ha permesso di costruire un terzetto considerato competitivo.

Alle loro spalle ci sono giocatori come Federico Frosinini e Lorenzo Postiglione, nei quali la società crede. Candela può inoltre essere impiegato come braccetto difensivo, aumentando le alternative a disposizione dell’allenatore.

La cessione di Bashir Muhamed è stata determinata proprio dalla necessità di non sovraccaricare il reparto e di lasciare spazio ai calciatori già presenti.

L’importanza di Pietro Iemmello

Al centro del progetto rimane Pietro Iemmello, capitano e calciatore più rappresentativo del Catanzaro. Polito ha ribadito la piena fiducia nell’attaccante, riconoscendogli un ruolo fondamentale sia in campo sia all’interno dello spogliatoio.

Iemmello è considerato il giocatore capace di risolvere una partita in qualsiasi momento. La società continua ad affidargli grandi responsabilità, confidando nel suo contributo anche durante questa nuova fase del progetto.

Diverso il caso di Nicolò Brighenti, partito per ragioni familiari che il club ha dovuto rispettare. Polito ha riconosciuto che calciatori dotati del suo peso umano e tecnico non possono essere sostituiti facilmente.

Il modello Catanzaro e i giovani arrivati nei grandi club

Il direttore sportivo ha rivendicato con orgoglio il lavoro svolto nelle precedenti stagioni. Giocatori come Demba Seck, Mattia Liberali e Costantino Favasuli hanno utilizzato l’esperienza giallorossa per crescere e raggiungere società importanti.

Polito si sente parte centrale di questo percorso perché ha scelto, seguito e sostenuto personalmente quei ragazzi. Il loro successo rappresenta un riconoscimento per il lavoro della società, dello staff tecnico e dell’intero ambiente.

La stessa fiducia viene ora riposta nei nuovi giovani, nella consapevolezza che il loro valore potrà emergere soltanto attraverso il lavoro quotidiano e la continuità.

Nessun intervento previsto tra gli svincolati

Al momento il mercato del Catanzaro può considerarsi concluso. Polito non ritiene necessario intervenire tra gli svincolati perché la rosa offre almeno due alternative in ogni reparto.

Il direttore sportivo considera l’organico completo e vuole evitare nuovi innesti che possano ridurre lo spazio riservato ai giovani. Eventuali valutazioni saranno rinviate a gennaio, sulla base del rendimento della squadra e delle necessità che emergeranno durante il campionato.

L’appello di Polito alla città

La parte più significativa della conferenza è stata dedicata al rapporto con il pubblico. Polito ha chiesto alla città di restare vicina alla squadra, soprattutto in un momento caratterizzato da risultati negativi e da una naturale diffidenza verso un progetto profondamente rinnovato.

Il direttore sportivo ha ricordato che questa deve essere considerata una sorta di anno zero. Non è possibile vivere soltanto dei risultati passati o pensare automaticamente alla Serie A, soprattutto in un campionato nel quale molte società dispongono di risorse economiche superiori.

L’obiettivo è preservare quanto costruito negli ultimi anni, valorizzare nuovi calciatori e mantenere il Catanzaro competitivo senza compromettere l’equilibrio finanziario.

Polito si è assunto la responsabilità della sfida e ha chiesto unità tra società, squadra, stampa e tifosi. Il ritorno al Ceravolo dovrà rappresentare il primo vero punto di ripartenza: il momento in cui trasformare le buone intenzioni in risultati e aggiungere finalmente il primo tassello alla classifica giallorossa.

Vodeo integrale - Conferenza stampa DS Ciro Polito

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Scritto da Nicola Cundò

Giornalista di InfoOggi

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