Il capitano e il tecnico analizzano il momento dei giallorossi dopo Pisa tra identità di gioco, condizione fisica e difficoltà sulle palle inattive
Al rientro dalla trasferta di Pisa, Pietro Iemmello e Giorgio Gorgone sono stati ospiti della trasmissione 11incampo, intervenendo direttamente dall’aeroporto di Lamezia Terme. Il capitano e l’allenatore hanno analizzato l’avvio di stagione del Catanzaro, soffermandosi sulle prestazioni offerte, sulle difficoltà incontrate e sul percorso di crescita di un gruppo profondamente rinnovato.
Nonostante i risultati non abbiano ancora premiato i giallorossi, dalle parole dei due protagonisti emerge una convinzione comune: la squadra ha già mostrato un’identità riconoscibile e possiede le qualità necessarie per cambiare rapidamente il proprio cammino.
Iemmello indica la strada del Catanzaro
Autore del gol nella sfida disputata a Pisa, Pietro Iemmello ha evidenziato gli aspetti positivi della prestazione. Secondo il capitano, il Catanzaro ha giocato un ottimo secondo tempo, costruendo più occasioni rispetto agli avversari e dimostrando di poter controllare la gara.
Il risultato finale, però, ha confermato quanto il calcio possa essere deciso dagli episodi. Il Pisa ha sfruttato meglio le opportunità avute, mentre i giallorossi non sono riusciti a trasformare la crescita mostrata nella ripresa in punti per la classifica.
«Nel secondo tempo abbiamo disputato un’ottima partita, così come era accaduto nella prima frazione di Vicenza. Siamo soltanto all’inizio e, come ogni anno, c’è un percorso da costruire», ha spiegato Iemmello durante 11incampo.
Una squadra giovane con un’identità riconoscibile
Per il numero nove giallorosso, uno degli elementi più incoraggianti riguarda la fisionomia della squadra. Nonostante i tanti cambiamenti avvenuti durante il mercato, il Catanzaro di Giorgio Gorgone ha già mostrato principi di gioco chiari.
«L’identità si è vista fin dalla partita di Coppa Italia. Siamo una squadra giovane e rinnovata, che deve conoscersi meglio e iniziare un nuovo percorso, ma sono convinto che la strada sia quella giusta».
La fase iniziale del campionato richiede inevitabilmente tempo. I nuovi arrivati devono inserirsi nei meccanismi tattici, raggiungere la migliore condizione fisica e sviluppare le intese necessarie per affrontare un torneo impegnativo ed equilibrato come la Serie B.
Il peso delle prime partite lontano dal Ceravolo
Iemmello ha evidenziato anche la difficoltà di dover disputare le prime gare ufficiali lontano dal Nicola Ceravolo. Il sostegno del pubblico rappresenta storicamente una risorsa importante per il Catanzaro, soprattutto nei momenti più complicati.
I lavori di rinnovamento dello stadio renderanno inoltre il rapporto tra la squadra e la tifoseria ancora più diretto. Per questo motivo, il capitano non ha nascosto il desiderio di tornare quanto prima a giocare davanti al pubblico giallorosso.
«Disputare le prime tre partite fuori casa rappresenta un fattore negativo per noi. Il nostro stadio ci ha sempre trascinato e, dopo i lavori, il pubblico sarà ancora più vicino al campo. Non vediamo l’ora di tornare al Ceravolo».
Allo stesso tempo, Iemmello ha invitato l’ambiente a guardare avanti senza cercare giustificazioni. Nel corso della stagione il Catanzaro avrà anche una serie di incontri casalinghi e dovrà essere pronto a sfruttare il sostegno dei propri tifosi.
La condizione fisica del capitano
Iemmello non ha svolto interamente il ritiro di Livigno e sta ancora lavorando per raggiungere la condizione migliore. La sua importanza all’interno della squadra, tuttavia, va ben oltre la capacità realizzativa.
Il capitano rappresenta un punto di riferimento tecnico e caratteriale. La sua presenza aiuta i compagni nella costruzione offensiva, nella gestione dei momenti della gara e nella ricerca degli spazi negli ultimi metri.
Il gol realizzato a Pisa conferma il suo peso nell’attacco giallorosso, ma Iemmello preferisce concentrarsi sul percorso collettivo.
«Dobbiamo ripartire dagli errori. Fa parte del mio carattere riuscire a intravedere il percorso che possiamo compiere, come è già accaduto negli altri anni. Sono tranquillo».
Gorgone tra rabbia e fiducia nella squadra
Anche Giorgio Gorgone, intervenuto nel corso di 11incampo, ha riconosciuto il valore delle prestazioni offerte dal Catanzaro. Il tecnico si è detto amareggiato per i risultati, perché una squadra capace di essere padrona del campo per lunghi tratti avrebbe bisogno di raccogliere punti per alimentare entusiasmo e convinzione.
«Sono arrabbiato perché questo gioco, alla fine, viene valutato attraverso il risultato. La squadra è cambiata in alcuni interpreti e avrebbe bisogno di punti capaci di trasmettere energia», ha osservato l’allenatore.
Gorgone non appare preoccupato per il livello del gioco espresso. Il suo timore riguarda piuttosto l’effetto che le sconfitte potrebbero avere sulla fiducia di un gruppo giovane, ancora impegnato a costruire certezze.
Le prestazioni costituiscono una base positiva, ma devono essere accompagnate dai risultati. Solo attraverso i punti il Catanzaro potrà affrontare con maggiore serenità il proprio processo di crescita.
Le difficoltà sulle palle inattive
Uno dei temi principali affrontati dall’allenatore riguarda i gol subiti sulle palle inattive. Il Catanzaro ha mostrato alcune fragilità sui calci d’angolo e sulle rimesse laterali, situazioni nelle quali sono emerse disattenzioni individuali e difficoltà nella gestione delle marcature.
Gorgone ha ricordato di aver utilizzato in passato la difesa a zona. Al suo arrivo a Catanzaro aveva scelto di mantenere alcuni accorgimenti che avevano funzionato nella stagione precedente, preferendo la marcatura a uomo. I cambiamenti intervenuti nell’organico, però, impongono adesso nuove valutazioni.
«Abbiamo subito quattro gol su palla inattiva, tre dei quali su calcio d’angolo e uno su rimessa laterale. Non voglio che questa situazione diventi un’ossessione per i calciatori, ma valuteremo se sia necessario dare un impulso differente».
Il lavoro dello staff dovrà quindi concentrarsi sulla lettura delle traiettorie, sulle responsabilità in marcatura e sulla capacità di mantenere alta l’attenzione. L’obiettivo è correggere il problema senza trasformarlo in un condizionamento psicologico.
Gli arrivi scaglionati hanno rallentato il lavoro
Il tecnico ha spiegato che una delle maggiori difficoltà incontrate durante la preparazione è stata legata all’arrivo dei nuovi giocatori in momenti differenti. Molti calciatori si sono aggregati quando il ritiro era già iniziato oppure dopo aver svolto programmi personalizzati con le rispettive squadre.
Gorgone ha citato, tra gli altri, Emanuele Pecorino, Mehdi Dorval, Marco Ruggero e Nicola Mosti. Alcuni di loro avevano lavorato prevalentemente in maniera differenziata e hanno avuto bisogno di tempo per sostenere i ritmi richiesti dalle partite ufficiali.
L’allenatore ha ricordato anche la situazione di Filippo Pittarello, che prima del trasferimento aveva praticamente interrotto il normale lavoro con il Catanzaro. Una dinamica comune nelle ultime settimane di mercato, quando le trattative possono incidere sulla continuità degli allenamenti.
«Quando un giocatore non è ancora al meglio bisogna gestirlo con attenzione. Se si forza troppo, aumenta il rischio di un infortunio. Questa è stata la vera difficoltà, ma non deve diventare un alibi».
Il problema di Pafundi e la gestione degli infortuni
L’allenatore si è soffermato anche sulle condizioni di Simone Pafundi, costretto a fermarsi per un problema al polpaccio già accusato durante il precedente ritiro con l’Udinese.
L’assenza del giovane talento ha privato il Catanzaro di una soluzione importante nella fase offensiva. La prudenza adottata dallo staff nasce proprio dalla necessità di evitare ricadute e indisponibilità più lunghe.
«Pafundi ha avuto un piccolo problema al polpaccio, già accusato durante il ritiro con l’Udinese. È rimasto fermo per una settimana e lo abbiamo perso per tre partite», ha spiegato Gorgone.
Lo stesso principio vale per Pecorino e per gli altri giocatori arrivati senza una preparazione completa. La condizione atletica non può essere costruita in pochi giorni e richiede una progressione equilibrata tra allenamenti, recupero e minuti disputati.
La chiusura del mercato e la costruzione del gruppo
La chiusura del calciomercato del Catanzaro consentirà a Gorgone di lavorare con un organico finalmente definito. Conoscere i calciatori sui quali poter contare renderà più semplice distribuire i carichi, consolidare le gerarchie e sviluppare le intese tattiche.
Il tecnico, tuttavia, non vuole attribuire tutte le difficoltà all’incertezza del mercato. La squadra ha già dimostrato di poter esprimere un calcio propositivo e ora deve trasformare il lavoro svolto in risultati concreti.
Il Catanzaro ha commesso degli errori, ma ha anche costruito occasioni e imposto il proprio gioco per diversi tratti. Questo equilibrio nell’analisi permette di evitare giudizi affrettati e di concentrarsi sugli aspetti realmente migliorabili.
Gorgone non cerca alibi
Durante l’intervento a 11incampo, Gorgone ha mostrato grande sincerità nell’analizzare il momento della squadra. Il tecnico non ha nascosto le difficoltà legate alla preparazione e agli arrivi tardivi, ma ha ribadito che questi elementi non possono diventare delle giustificazioni.
«Mi dispiace perché ho visto un’accoglienza fantastica. Alla fine conta il risultato e mi sarebbe piaciuto cominciare in maniera diversa, soprattutto per quello che abbiamo proposto in campo».
L’allenatore si è detto abituato a soffrire, pur ammettendo che avrebbe preferito una partenza più favorevole. La preoccupazione principale non riguarda la qualità della squadra, ma la necessità di evitare che i risultati negativi riducano la convinzione dei calciatori.
Fiducia in vista della trasferta di Bolzano
La prossima partita di Bolzano rappresenterà un altro passaggio impegnativo. In Serie B non esistono gare semplici e ogni episodio può modificare l’andamento di un incontro.
Gorgone ha ricordato che nella stagione precedente il Catanzaro aveva conquistato tre punti nelle prime tre giornate attraverso altrettanti pareggi. Una vittoria permetterebbe quindi di raggiungere lo stesso bottino in una sola gara e di restituire entusiasmo a tutto l’ambiente.
«Lo scorso anno avevamo ottenuto tre pareggi nelle prime tre partite. Basta vincere per avere gli stessi punti», ha sottolineato il tecnico, lasciando intendere quanto un risultato positivo possa cambiare rapidamente la percezione dell’avvio di campionato.
Le parole di Iemmello e Gorgone a 11incampo restituiscono l’immagine di un gruppo consapevole delle proprie difficoltà, ma altrettanto convinto delle potenzialità a disposizione. La priorità sarà correggere gli errori difensivi, recuperare la migliore condizione fisica e mantenere l’identità mostrata nelle prime uscite.
Il Catanzaro cerca ancora i primi punti, ma la fiducia del capitano e dell’allenatore rimane intatta. Il gioco espresso rappresenta una base importante: ora serve un risultato capace di trasformare la rabbia in energia e rilanciare il cammino dei giallorossi.
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